La quattordicesima del Giro d’Italia è ospite della montagna. La corsa si arrampica da Aosta a Pila
La quattordicesima del Giro d’Italia è ospite della montagna. La corsa si arrampica da Aosta a Pila
23 maggio 2026, ore 16:30
In un paesaggio di una bellezza mozzafiato, i ciclisti scalano pendici scoscese, attraversano prati sconfinati e passano per villaggi sospesi, in mezzo a una natura prevaricante
La cornice delle Alpi occidentali che fa da sfondo a questa frazione, oltre a essere bellissima, mostra il lato più autentico della montagna. Dove l’uomo è costretto a sentirsi ospite in un ambiente docile, solo se rispettato. La Valle d’Aosta, la più piccola delle regioni italiane, non ha nulla da invidiare alle sorelle maggiori. Piena di storia, cultura, natura e cura.
AOSTA E LA VALLE
Al confine con Francia e Svizzera, la regione è conosciuta soprattutto per le sue vette. La sua storia è legata alla posizione strategica dei valichi alpini. Aosta fu conquistata dai Romani nel 25 a.C, le fu dato il nome di Augusta Praetoria, trasformandola in un importante centro militare e commerciale. Gli scavi romani, ai quali si aggiungono tanti resti legati alla presenza dei Galli, ne sono una testimonianza forte: la città e letteralmente intrecciata con il tessuto urbanistico romano. L’Arco di Augusto e la Porta Praetoria vanno assolutamente visti. Nel Medioevo tutta la valle passò sotto il controllo della Casa di Savoia, che ne mantenne il dominio per secoli grazie all’importanza delle vie alpine verso il Nord Europa. In questo periodo sorsero castelli, fortificazioni e comunità montane autonome. L’arco montuoso che accoglie gli insediamenti urbani comprende le cime più elevate d’Italia: il Monte Rosa, il Gran Paradiso, il Cervino e il Monte Bianco. Rispetto al resto delle Alpi, qui si può avvertire il senso di altitudine suscitato dagli oltre 4 mila metri. Il fascino della Valle d’Italia continua nei campanili antichi che svettano e punteggiano i declivi, le chiesette e le cappelle rurali, semplici ma di fascino.
I CASTELLI
Poi ovviamente i castelli costituiscono un’anello fondamentale de territorio valdostano. Sorti per controllare dalle alture i varchi tra le montagne che collegavano la valle con Francia e Svizzera tramite passi alpini storicamente importantissimi, come il Colle del Gran San Bernardo e il Monte Bianco. Nel Medioevo chi controllava questi passaggi controllava: commerci, pedaggi, eserciti, pellegrini e mercanti. Per questo i signori locali costruivano fortezze per sorvegliare le strade. La geografia della regione ne favoriva la costruzione su speroni rocciosi. Da una singola torre si poteva vedere gran parte della valle e segnalare rapidamente eventuali invasioni.
PILA
È collegata direttamente alla città tramite telecabina. Elemento distintivo è la Stella di Pila, landmark panoramico situato a 2.723 metri, da cui si gode una vista a 360° sui principali massicci alpini. Le cime dei 4 mila sono acuminate aguzze come denti di cane, incutono timore rispetto ed esercitano un fascino straordinario su chi guarda dal basso. Il panorama cambia velocemente prima di raggiungere la cima. Si passa dai panettoni morbidi e ricoperti di vegetazione ad una quota più bassa, che spesso ospitano i famosi castelli e le fortezze, fino alle quote più alte… facile restarne incantati.



