Undicesima tappa del Giro d’Italia, dalla piana lucchese al golfo di Tigullio, attraverso una strepitosa costa ligure

Undicesima tappa del Giro d’Italia, dalla piana lucchese al golfo di Tigullio, attraverso una strepitosa costa ligure

Undicesima tappa del Giro d’Italia, dalla piana lucchese al golfo di Tigullio, attraverso una strepitosa costa ligure


Dopo l’entroterra toscano, dove si trova Porcari, la città della carta, si ritorna sul mare. La frazione corre lungo l’arco ligure fino Chiavari, la cittadella dei portici

LA PARTENZA

Porcari si trova nella Piana di Lucca sulle sponde dell’antico lago di Sesto, prosciugato nel XIX sec. Un tempo importante crocevia tra la Via Francigena e la Via Cassia. Nel XI sec dC i Longobardi dominavano l'area e si interessarono di Porcari proprio per la sua vicinanza alla via Francigena, il tracciato prediletto dai nordeuropei che si recavano a Roma, e alla via Cassia che conduce a Pisa e Firenze.

Intorno al Mille il borgo venne fortificato e trasformato in un autentico presidio militare della via Francigena. Oggi Porcari è ecodistretto cartario , tra le eccellenze produttive italiane. Il borgo è dominato dall’imponente chiesa in marmo bianco dedicata a San Giusto, al lato della quale svetta una possente torre campanaria. Dal piazzale antistante la chiesa, si gode di un bel panorama sulla piana e sulla cittadina.

Gli amanti della campagna e del relax possono raggiungere a piedi la località La Torretta, un altro notevole punto panoramico che offre una vista amplissima su tutta la Piana di Lucca. Questa area di quasi 9 ettari è stata trasformata in parco naturalistico.

Sulla sommità svetta anche una piccola costruzione detta “la casina della torretta”, la parte restante di una torre di avvistamento. Questa collina controllava il passaggio tra il Lago di Bientina e le ultime propaggini dell’Appennino percorso dai pellegrini che si dirigevano a Roma. 

LA COSTA LIGURE E L’ARRIVO

Per arrivare a Chiavari, il percorso di gara scivola su parte dell’arco ligure, attraversando luoghi di una bellezza straordinaria. Le Cinque Terre si intravedono tra gli squarci delle montagne costiere, negli anfratti lasciati liberi dai pendii a picco sul mare. Piccoli borghi sospesi tra scogliere e vigneti terrazzati. Dalla litoranea si intravedono case pastello, tetti colorati e qualche cupola arrotondata che seguono il profilo della costa, dove il blu intenso del mare incontra il verde delle colline.

Chiavari, la città d’arrivo, nasce come borgo fortificato nel Medioevo e cresce sotto l’influenza della potente famiglia dei Fieschi, conti di Lavagna. Nasce e cresce con una forte vocazione commerciale, grazie alla posizione strategica tra mare e vie dell’entroterra.

Una delle caratteristiche più riconoscibili della città è la lunghissima rete di portici medievali e ottocenteschi. Non sono solo un elemento architettonico: raccontano la storia mercantile di Chiavari, fatta di botteghe, artigiani e commerci. Per capire la città bisogna partire dai proprio dai suoi portici, che nascono per proteggere botteghe, mercati e passanti dal sole e dalla pioggia, e soprattutto per creare continuità commerciale: si poteva attraversare gran parte del centro senza uscire dalla zona delle attività economiche. Le colonne dei portici non sono uniformi. Alcune sono in ardesia nera, altre in pietra chiara; alcune massicce e medievali, altre più sottili e ottocentesche. Questo succede perché i portici sono stati ampliati e modificati per secoli.

La via simbolo è il cosiddetto “Carruggio Dritto”, oggi in gran parte corrispondente a Via Martiri della Liberazione. È l’asse principale del centro storico: una lunga strada porticata che attraversa la città antica. La cittadina che affaccia sul golfo di Tigullio ha una struttura urbana “orizzontale”, diversa da molti borghi liguri, che sono solitamente verticali, stretti e arroccati. Chiavari invece si sviluppa in modo relativamente pianeggiante.


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