L’imperdibile, un viaggio nel tempo tra utili invenzioni e successi latitanti: Eleonora Marangoni ci porta a scoprire il suo nuovo libro

L’imperdibile, un viaggio nel tempo tra utili invenzioni e successi latitanti: Eleonora Marangoni ci porta a scoprire il suo nuovo libro

L’imperdibile, un viaggio nel tempo tra utili invenzioni e successi latitanti: Eleonora Marangoni ci porta a scoprire il suo nuovo libro Photo Credit: "L'imperdibile" di Eleonora Marangoni, Feltrinelli Editore


Il racconto di un personaggio chiave, nell’ambito del progresso tecnologico in specifiche aree di competenza, a cui la storia non ha tributato però il giusto plauso

Torna il consueto appuntamento del sabato, lo spazio dedicato al mondo dei libri in cui andiamo a scoprire i retroscena dei titoli di recente approdo sugli scaffali delle librerie. Qualcosa che è resto possibile grazie al racconto degli autori e delle autrici che passano a trovarci, per accompagnarci in un viaggio anche di comprensione delle scelte effettuate in fase di lavorazione, e che hanno un impatto significativo all’interno delle storie.

Dopo Ilaria Camilletti con il suo “Ilaria nella giungla” (Accento Edizioni) e Vera Buck con il suo “Buio” (Giunti) la scena è tutta per Eleonora Marangoni, protagonista dell’appuntamento odierno con “L’imperdibile”, pubblicato da Feltrinelli Editore.


L’IMPERDIBILE, COSA SANCISCE IL SUCCESSO DI UN UOMO?

Buongiorno Eleonora, e benvenuta. Lascio come di consueto a te il compito di fare gli onori del caso: cosa troviamo nel tuo nuovo libro, "L'imperdibile”?

"Grazie Dario! "L'imperdibile" è la storia di un inventore dell’800 realmente esistito, e di un viaggio che ho fatto in America qualche anno fa sulle sue tracce. Non è una biografia, piuttosto un libro nato per riflettere intorno al concetto di riuscita personale, perché Walter Hunt è stato un genio che con i suoi brevetti ha cambiato la storia dell’invenzione e anche la nostra, ma non è mai riuscito a monetizzare le sue intuizioni. Partendo quindi dalla sua storia mi sono chiesta: cosa definisce un uomo di successo, cosa significa vivere una vita “riuscita"?"


Come mai la scelta di questo titolo?

"L’imperdibile è il nome spagnolo della spilla da balia, uno dei tanti oggetti inventati da Walter Hunt. Ma è anche, simbolicamente, un riferimento alle tante occasioni perdute. Della sua vita e anche delle nostre. Perché alla fine si tratta di un libro che rintraccia la storia di un singolo che poi si sofferma su una dimensione piuttosto collettiva dell’essere e dello stare al mondo."


Passiamo al soggetto protagonista, colui di cui narri le vicissitudini che ne hanno caratterizzato la traiettoria di vita: Walter Hunt. Come mai hai scelto di concentrarti sulla sua figura? Da dove nasce l'interesse per lui? C'è stato qualche "evento scatenante" in particolare che ti ha fatto dire "devo scrivere un libro su di lui”?

"Diciamo che sulla carta è un libro che racconta di un uomo di scienza, ma in realtà poi quello che volevo non era tanto ripercorrere la sua vita, quanto usarla come lente, per esplorare i concetti di indipendenza, di ricerca personale, di intuizione e di appartenenza e al tempo stesso di distanza dal proprio tempo."


Possiamo dire che Walter Hunt rappresenti un po' l'emblema del sogno americano? Certo, forse con un elevato grado di incompiutezza ad accompagnarlo…

"È esattamente il contrario per me: Hunt è l’antieroe americano. Lo racconta del resto benissimo Tocqueville, che viaggiò per l’America nei suoi stessi anni. L’America era un continente nuovo, che andava sbocciando, e l’interesse, se non lo scopo principale dei suoi abitanti era la realizzazione personale intesa come riuscita economica. Il self made man è uno che ha fatto i soldi: Hunt gli unici soldi che fa li fa cambiando mestiere, diventando immobiliarista. Ma la verità è che il successo economico gli fa comodo ma non riesce a nutrirlo davvero: il suo più che il percorso di un business man somiglia al viaggio di un artista."


Il racconto di Walter Hunt ci parla di una figura storica di cui la storia non ha però (immeritatamente) tenuto granchè conto. Probabilmente anche un po' per colpa sua... È giusto considerare questo libro anche un po' un monito a mettercela tutta e a non fermarsi fino al traguardo?

"Più che sui traguardi, forse L’imperdibile cerca di valorizzare le tappe intermedie: quello che si realizza e che si diventa mentre si cerca di combinare qualcosa, qualunque cosa."


UNA STORIA DAL PASSATO CHE PARLA AI LETTORI CONTEMPORANEI

Avevi un lettore tipo a cui ti rivolgevi, mentre scrivevi "L'imperdibile”?

"Ho pensato spesso, mentre scrivevo, agli artisti, ma ancora più forse ai freelance di oggi, ai partita iva, a quelli che vivono l’indipendenza non solo come diritto ma anche come rischio, per provare a trasformare in qualcosa di concreto un’idea o un progetto. Alla fine Walter Hunt è un antico personaggio dell’ottocento, ma anche una figura piuttosto attuale. E difatti in questi mesi più volte mi sono sentita dire dai lettori: “sono un periodo di evoluzione o di crisi personale, e il tuo libro mi ha aiutato a farmi alcune alcune domande”, o addirittura “mi ha spinto a prendere decisioni che da troppo rimandavo”. È tra le più belle soddisfazioni dello scrivere: tu racconti di un meccanico di Martinsbourg e dai coraggio a una copywriter di Parma, a un avvocato di Palermo. Piccoli prodigi che ti danno voglia di continuare a fare questo strano mestiere."


Se il tuo libro fosse una canzone, quale sarebbe?

"Spesso quando scrivo ascolto ossessivamente alcuni album o pezzi in repeat: è come se mi aiutassero a restare dentro la scena che sto scrivendo. Per questo libro, una di queste canzoni è stata "I walk the line" di Johnny Cash. Mi faceva pensare a lui in giro per New York City che cercava di rigare dritto, lavorando come un matto dalla mattina alla sera per mantenere tutta la famiglia. C’è qualcosa di goffo e insieme di saggio nel suo ritmo, e alla fine per me Walter Hunt è proprio così: un genio un po’ maldestro, che non si è mai reso conto di quello che ha realizzato."


Hai reso onore alla storia e agli sforzi di Walter Hunt, riscattandone il nome dall'oblio in cui era. Sguardo ora al futuro, alle novità che bollono in pentola: hai già qualche nuovo progetto in cantiere?

"Sto lavorando a un saggio che avevo iniziato e poi abbandonato per concentrarmi su un romanzo. E al soggetto di un film tratto da un mio libro. È un bel periodo, pieno di progetti nuovi e di cose in cantiere. Vediamo, proprio come Walter Hunt, quanto ci metteranno a prendere forma. :)"



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