I migliori libri da leggere della settimana, tra “Il custode”, “La mossa del re”, “La bugia dell’orchidea” e “Ogni passo che fai”
I migliori libri da leggere della settimana, tra “Il custode”, “La mossa del re”, “La bugia dell’orchidea” e “Ogni passo che fai” Photo Credit: "La mossa del re" di Max Seeck, Piemme
26 aprile 2026, ore 09:00
Quattro storie e quattro firme equamente divise tra panorama italiano e scenario internazionale, pronte a far viaggiare lettori e lettrici e a tenerli incollati alle pagine
Anche aprile sta per passare agli annali, con il weekend che si è appena aperto che di fatto è anche l’ultimo del mese. Il mese che per antonomasia si identifica con la primavera – al netto del fatto che, ufficialmente, questa parta a marzo – è stato foriero di tanti spunti interessanti in materia di nuove letture che si sono posizionate in tempi recenti sugli scaffali.
Basterà dare infatti uno sguardo a ritroso alle scorse settimane al nostro spazio dedicato ai migliori libri da leggere per capire di cosa stiamo parlando. La selezione degli appuntamenti più recenti con il mondo della carta stampata ci ha portato a confrontarci con titoli come “Quel che facciamo dell’amore”, “Abitavo a Penny Lane”, “Fiori in soffitta” e “La vita è orribile e meravigliosa”, o ancora “L’isola del passato”, “Il segnale”, “Treno infernale per l’Angelo Rosso” e “Ragazzi che pensano troppo”.
La selezione di questa settimana porta ancora una volta sotto i riflettori quattro titoli diversi, equamente distribuiti tra grandi nomi della narrativa italiana e proposte che arrivano invece da oltre confine. Tra questi troviamo:
- "Il custode" di Niccolò Ammaniti (Einaudi)
- "La mossa del re" di Max Seeck (Piemme)
- "La bugia dell'orchidea" di Donato Carrisi (Longanesi)
- "Ogni passo che fai" di C.L. Taylor (Fazi Editore Darkside)
IL CUSTODE, LE TRADIZIONI CHE INCONTRANO (O SI SCONTRANO?) CON IL PROGRESSO
Partiamo nel nostro viaggio settimanale alla scoperta dei migliori libri da leggere del momento con un po’ di sano patriottismo. Il primo nome che troviamo a firmare il volume messo sotto la consueta lente d’ingrandimento è sicuramente definibile come “ricorrente” in tanti ambiti diversi tra loro, dalla sceneggiatura alla regia. Per quanto il centro di gravità permanente della sua attività artistica resti quello della letteratura.
Parliamo di Niccolò Ammaniti, che grazie a Einaudi Editore ritroviamo sugli scaffali con il suo nuovo romanzo, dal titolo “Il custode”. Un racconto che porta lettori e lettrici in Sicilia, una terra che ha da sempre regalato grandi storie (e continua a farlo tutt’ora). È qui, precisamente nel borgo sperduto di Triscina, una frazione di Castelvetrano, che troviamo la famiglia Vasciaveo, con Nilo – nel pieno della sua adolescenza – la madre Agata e la zia Rosi.
Una famiglia che vive ufficialmente grazie alla lavorazione e alla rivendita del marmo, e che rispetta tradizioni altrettanto scolpite nel tempo. Non ci si aspetterebbe nulla di diverso da chi resta arroccato in uno spazio personale ben definito e delimitato dai perimetri del paese stesso. Tradizioni – sociali e culturali – che gravitano anche negli equilibri locali, e che rischiano di essere alterati dall’arrivo di “turbolenze” esterne.
Come quello rappresentato da Arianna (content creator dai contenuti molto specifici) e dalla figlia Saskia, il cui approdo rischia infatti di assestare una spallata importante alle routine di Nino e famiglia, ma anche del paese stesso. Un racconto che cresce con elementi riconducibili alla tradizione letteraria greca dei miti, e con l’aggiunta di suggestioni dai generi thriller, horror e fantasy. Nessuno predomina, ma tutti contribuiscono a donare alla narrazione le sfumature che, in poco meno di duecento pagine, costruiscono una storia che resta impressa.
LA MOSSA DEL RE, ATTENZIONE ALLO SCACCO MATTO
L’universo della narrativa – che sia libraria, o che sia quella alla base delle sceneggiature di pellicole cinematografiche o serie televisive – a prescindere dal genere specifico di riferimento, gode spesso di ispirazioni che possono arrivare da semplici oggetti che possiamo trovare in qualunque stanza o salotto di casa. A fare la differenza è il modo di interpretare quegli elementi, per dare alle storie una connotazione peculiare. Basti pensare ad “Harry Potter” (il primo libro e il corrispettivo film della saga), o a “La regina degli scacchi”, il romanzo di Walter Tevis poi divenuto la serie di successo del catalogo Netflix. Entrambi gravitano nell’orbita degli scacchi, integrandoli all’interno della storia in maniere differenti.
Gli scacchi tornano protagonisti anche all’interno de “La mossa del re”, il libro di Max Seeck che arriva in Italia grazie a Piemme. Una storia suggestiva già soltanto per l’ambientazione scelta per il racconto: la Finlandia. Terra di freddo e ghiacci, di persone introverse e di saune che sbucano un po’ ovunque. Questo chiaramente se vogliamo attenerci ai più classici dei luoghi comuni – gli stessi che vogliono noi italiani come mangiapizza (vero) e mangiaspagnetti (eccessiva generalizzazione), oppure i nostri cugini francesi come mangiacroissant o mangiabaguette.
Il compito di sfatare i miti tocca all’autore finlandese responsabile della storia, che ci porta a Seurasaari. Si tratta di un’isola al largo di Helsinki che attira le attenzioni dei media per il ritrovamento di un cadavere in condizioni a dir poco particolari. Il corpo è ricoperto di vernice bianca, e un pezzo degli scacchi è incastrato in gola. Una bella gatta da pelare per la polizia, che ha a che fare con qualcuno che sa bene cosa sta facendo. Di più, sfida le autorità a beccarlo, per quanto la logica scacchistica che sta alla base delle sue azioni manipoli inevitabilmente le mosse di chi prova a giocare d’anticipo.
Come si ferma una mente come quella di chi muove i fili degli inquirenti quasi fossero marionette? “Combattere il fuoco con il fuoco” si direbbe, ed è proprio così, chiamando in gioco un altro profilo scacchistico fortemente competente, che la “partita” potrebbe essere indirizzata nel verso giusto. Attenzione però che tutto non si riveli una trappola attentamente orchestrata con ulteriori subdoli fini.
LA BUGIA DELL'ORCHIDEA, L’ENIGMATICO RITORNO DI DONATO CARRISI
La letteratura italiana contemporanea, sulla falsariga di quanto avviene praticamente da sempre, continua a sfornare grandi talenti. Nomi come Piergiorgio Pulixi e Maurizio De Giovanni, Stefania Auci e Gianrico Carofiglio, per intenderci, in grado di muovere una gran mole di lettori e lettrici verso le librerie a ogni nuova opera portata sul mercato. E gli ultimi mesi, nell’ottica dei migliori libri da leggere, non si può che sorridere vista la possibilità di riabbracciare un altro grande nome contemporaneo, tornato con una nuova storia tutta da scoprire.
Parliamo di Donato Carrisi, che con il suo “La bugia dell’orchidea”, pubblicato da Longanesi, si è divertito a “giocare” con il proprio pubblico. E lo fa già soltanto prima di sfogliare le pagine per addentrarsi nella storia, dal momento che il primo mistero sta nel volume stesso. Qualcosa che apparirà da subito a tutti coloro che, nel rispetto dell’integrità di un libro, tendono a “spogliarlo” prima di cominciare a leggerlo. A dispetto della sovraccopertina, la copertina rigida di cartone sottostante mostra infatti connotati differenti: tra le mani abbiamo “Labia Sericea”, firmato da Victoria Anthon.
La salivazione degli amanti dei “tratto da una storia vera” saranno accontentati poi dall’avvertenza dell’autore (o dell’autrice? Il mistero d’infittisce… Ndr), che sottolinea come gli eventi narrati siano realmente accaduti in tre diversi momenti compresi tra il 2005 e il 2025. E qui tocca fermare le rotative senza addentrarci maggiormente nello svelare i contenuti del libro stesso per non rovinare la fruizione dell’esperienza letteraria a chi pensa, con queste premesse, di immergervisi.
Il nome sulla sovraccopertina è quello giusto, ed è sinonimo di qualità certificata dai grandi lavori precedentemente portati sugli scaffali. E come non farsi stuzzicare dai pochi (e volutamente stranianti) indizi disseminati nella sinossi? “Questo libro ha un segreto. Chi l’ha scritto ha un segreto. Chi lo legge avrà un segreto. E nessuno sarà più lo stesso.”. Serve altro?
OGNI PASSO CHE FAI, UN THRILLER PSICOLOGICO IN CUI IL TEMPO È IL PRIMO NEMICO
Siamo alle battute conclusive del nostro appuntamento settimanale dedicato ai migliori libri da leggere approdati di recente sugli scaffali delle librerie. Nell’alternanza tra autori italiani e penne estere è ora il momento di tornare nuovamente oltre confine. Il biglietto aereo ci porta questa volta molto a nord, con l’Inghilterra come destinazione finale del nostro viaggio. O forse sarebbe meglio dire iniziale, considerando che qui è nata l’autrice bestseller che finisce oggi sotto il nostro occhio di bue.
Si chiama Cally Taylor, per gli amici C.L., ed è la mente che muove i fili di “Ogni passo che fai”, il thriller pubblicato da Fazi Editore all’interno della collana Darkside. Già solo la presenza all’interno di questo specifico settore della libreria fa capire che ci sarà da mettersi comodi e lasciarsi “cullare” da una narrazione pronta a giocare con la nostra psicologia. E infatti le attese non sono tradite alle prova del nove.
L’amicizia è una gran cosa, e tra le pagine troviamo cinque amici di Londra. Il problema è che quest’amicizia, per loro, è tutt’altro che una panacea mentale e sociale: tutti loro sono infatti perseguitati da uno stalker. La morte di una di loro, Natalie, pochi giorni dopo il rilascio di prigione del suo ex fidanzato, porta in dote con sé ulteriori pressioni psicologiche per il gruppo. A questo va aggiunta la minaccia anonima, allegata a una corona funebre, che ricevono nel giorno delle esequie: di lì a dieci giorni uno di loro morirà.
Un’escalation suspense che beneficia del fatto che la data indicata, per ognuno di loro, ha una precisa valenza simbolica. Dall’anniversario di nozze dei genitori al proprio compleanno, finendo al primo grande traguardo professionale che è pronto per essere tagliato. Una roulette di punti di vista, quelli di ognuno dei personaggi coinvolti nella storia, che si alterneranno in una girandola di misteri in cui il tempo non sarà amico di nessuno di loro.



