I migliori libri da leggere della settimana, tra “Quel che facciamo dell’amore”, “Abitavo a Penny Lane”, “Fiori in soffitta” e “La vita è orribile e meravigliosa”
I migliori libri da leggere della settimana, tra “Quel che facciamo dell’amore”, “Abitavo a Penny Lane”, “Fiori in soffitta” e “La vita è orribile e meravigliosa” Photo Credit: "Abitavo a Penny Lane" di Riccardo Bertoncelli, Feltrinelli Editore
19 aprile 2026, ore 09:00
Una selezione, quella di questa settimana, che vive a ritmo di musica, con un occhio agli anni ’60 e ’70, e con grandi ritorni dal passato, che vede protagonisti grandi protagonisti della letteratura
Una nuova domenica fa capolino sul calendario, e questo vuol dire che per noi è tornato il momento di perderci nuovamente tra le pagine delle nuove proposte provenienti dal mondo dell’editoria. Un frangente, quello che dedichiamo ogni domenica ai migliori libri da leggere del momento, in cui è possibile fare il punto su quali siano i volumi, approdati di recente sugli scaffali, da tenere d’occhio.
Nelle ultime settimane abbiamo avuto modo di fare il punto su titoli come “L’isola del passato”, “Il segnale”, “Treno infernale per l’Angelo Rosso” e “Ragazzi che pensano troppo”, o ancora “Verso casa”, “La Presidente”, “Antimatter Blues Mickey7” e “Cacciatori di tenebre”. Oggi i riflettori sono invece tutti per un nuovo quartetto di proposte, tra cui troviamo:
- "Quel che facciamo dell'amore" di Massimo Maugeri (La nave di Teseo)
- "Abitavo a Penny Lane" di Riccardo Bertoncelli (Feltrinelli Editore)
- "Fiori in soffitta" di V.C. Andrews (Edizioni E/O)
- "La vita è orribile e meravigliosa" di Anton Cechov (Neri Pozza)
QUEL CHE FACCIAMO DELL'AMORE, UN RACCONTO A BASE DI SENTIMENTI E BEATLES
Possiamo dire che sia un fine settimana “a tutto ritmo” quello che si apre all’interno della nostra rubrica fissa dedicata ai migliori libri da leggere. E questo perché, tra i titoli coinvolti per l’occasione, i primi che troviamo in lista hanno le proprie narrazioni che si intrecciano, in un modo o nell’altro, con il mondo della musica.
Il primo è “Quel che facciamo dell’amore” di Massimo Maugeri, pubblicato da La nave di Teseo. Che si parli di musica lo si evince comodamente già dalla copertina del volume, che mostra un vinile (seppur non in condizioni ottimali per poter girare nel modo corretto su un giradischi) la cui forma sottintende anche le tematiche sentimentali che trovano posto tra le pieghe del racconto.
Un tuffo indietro nel tempo che ci riporta al 2003 quello operato dalla storia racchiusa tra le pagine di questo titolo. Poco meno di un quarto di secolo fa, in occasione del concerto che Paul McCartney tenne a Roma, si assiste all’incontro tra un celebre scrittore italiano e Martha, avvocatessa americana – ma italiana di origini – particolarmente attiva sul fronte dei movimenti per i diritti civili degli afroamericani. Un incrocio di traiettorie che deve tutto alla passione che alimenta entrambi, quella per i Beatles, e che vede sbocciare tra loro qualcosa di indefinito (ma più che ipotizzabile) a livello sentimentale. Qualcosa in grado di resistere alle distanze abissali che nel tempo li separano.
Abissali come l’oceano atlantico che si frappone tra vecchio e nuovo continente, o come le varie peripezie – familiari e non – che ne caratterizzano le vite. Passano vent’anni e i due si ritrovano, ed è in questo frangente che si arriva alla proverbiale resa dei conti. Un romanzo che vibra sulle note dei Beatles e che vive una costante evoluzione. Quella del rapporto tra i due protagonisti, ma anche del contesto socio-culturale in cui si muovono. Con quest’ultimo che offre la possibilità di focalizzare l’attenzione anche su tematiche forti legate alla stretta attualità.
ABITAVO A PENNY LANE, MEMORIE MUSICALI CHE HANNO SEGNATO UNA GENERAZIONE
Ci spostiamo su un altro titolo fresco di pubblicazione e che si inserisce tra le proposte dei migliori libri da leggere di questa settimana, restando all’interno della scia musicale appena tracciata. Anche in questo caso la copertina è fortemente identitaria e, insieme al titolo, anticipa in maniera alquanto chiara quali saranno i contenuti che lettori e lettrici si troveranno tra le mani.
Si intitola “Abitavo a Penny Lane” ed è il libro di Riccardo Bertoncelli pubblicato da Feltrinelli Editore. Una storia che vive in simbiosi con la musica, con i Beatles e non solo. Tanti i volti iconici che fanno capolino in copertina: nomi che sono impressi nella storia, considerando come siano stati in grado di segnare in maniera indelebile la storia della musica e le storie personali di milioni di appassionati in tutto il mondo.
Icone della musica dagli anni ’60 in avanti, dai Beatles precedentemente citati a Bob Dylan, da Frank Zappa a Elvis Preasly, Jimi Hendrix e tanti altri, che scandiscono quella che, in sostanza, è una raccolta di "Memorie di anni gloriosi di rock, jazz e blues", come sottolineato in copertina. Testi, quelli delle canzoni di quegli anni, che raccontano una generazione – di artisti e anche di appassionati che in quelle parole si ritrovavano – e che per tantissimi e tantissime sono stati la base della formazione linguistica inglese.
È stata un’epoca artisticamente straordinaria, caratterizzata da una grande innovazione che ha costantemente elevato l’asticella delle produzioni musicali. Un susseguirsi di brani divenuti iconici, e che hanno elevato gli stessi artisti a punto di riferimento per le generazioni successive. Inevitabile poi l’innesco, in chi legge, del confronto indiretto con la grande proliferazione di artisti e di musica che caratterizza l’epoca contemporanea. Il tutto raccontato con gli occhi dell’adolescenza, l’età dell’autore nel periodo storico preso a riferimento per il racconto.
FIORI IN SOFFITTA, STRANI EQUILIBRI FAMILIARI IN UN CLASSICO DELLA LETTERATURA GOTICA
Abbandoniamo le atmosfere narrative che vivono in simbiosi con la musica, ma non ci allontaniamo dal periodo storico precedentemente attraversato. E questo perché il terzo volume che trova posto tra i migliori libri da leggere della settimana ha sulle spalle ben più di quarantacinque anni, considerando come la sua prima pubblicazione sia avvenuta nel 1979.
Si intitola “Fiori in soffitta” il libro di V.C. Andrews che Edizioni E/O riporta sugli scaffali in Italia in virtù del grande prestigio che ammanta l’opera stessa. Si tratta infatti di un racconto che ha riscosso un grande successo a livello planetario – parliamo di quaranta milioni di copie vendute, non certo di bruscolini – che gli è valso numerose acclamazioni e l’inserimento tra quelli che sono definiti come classici della letteratura gotica.
La storia vede i fratelli Dollanganger – orfani del padre, scomparso improvvisamente – essere portati dalla madre che vive a Foxworth Hall, l‘imponente casa di famiglia. Una convivenza che non comincia con il piede giusto, considerando come (pronti via) vengano spediti in soffitta dalla nonna. Un personaggio, la donna, che non rispecchia il prototipo ideale relativo a questa figura, solitamente portatrice di affetto e attenzioni verso il nipotame. Per quanto ci sia una motivazione specifica per questa brutale scelta.
Siamo infatti di fronte a un incipit che sarà anche l’antipasto delle sventure che i fratelli Dollanganger dovranno affrontare. Peripezie familiari che, a cascata, coinvolgono i diversi membri della famiglia, ognuno con la propria personale gatta da pelare. Un titolo gotico dai connotati grotteschi e indicato per un pubblico di lettori più grandicelli e con il giusto pelo sullo stomaco, considerando le dinamiche che si innescheranno nel corso della storia.
LA VITA È ORRIBILE E MERAVIGLIOSA, LE NUMEROSE SFUMATURE DELL’ESSERE UMANO
Chiudiamo il nostro appuntamento settimanale con lo spazio dedicato ai migliori libri da leggere con un volume dai connotati ossimorici. Già solo il titolo dell’opera, d’altronde, mette in contrapposizione netta e inequivocabile le sfumature dell’esistenza. E se da un lato il filosofo tedesco Arthur Schopenhauer la vedeva in maniera a dir poco drammatica (ricordiamo il suo celebre aforisma, “La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente tra dolore e noia, passando attraverso l’intervallo fugace, e per di più illusorio, del piacere e della gioia”) fortunatamente c’è anche chi vede la luce splendere in fondo al tunnel. Una luce che inevitabilmente proietta anche lunghe ombre
È "La vita è orribile e meravigliosa" il libro di Anton Cechov portato sugli scaffali da Neri Pozza. Un autore che definire prolifico è dir poco, considerando i seicentocinquanta racconti sfornati nel corso della propria carriera. Una cifra importante già soltanto considerando la morte prematura, che ha posto fine alla sua traiettoria a soli quarantaquattro anni.
Un lasso di tempo breve, ma in cui lo scrittore russo ha lasciato una traccia che permane a distanza di oltre un secolo nell’ambito della letteratura internazionale. E nel volume in questione, nello specifico, trovano posto gli scritti identificativi del percorso dell’autore. Un cast di personaggi vasto e variegato, che spazia per età anagrafica e contesto sociale da cui sono estratti. Un professore, un giudice di pace o un impiegato, giusto per estrarne alcuni dal mazzo e capire di cosa stiamo parlando, ognuno alle prese con gli affari di vita quotidiana.
Sono soltanto alcune delle sfumature che colorano le storie racchiuse in un volume compatto ma denso di contenuti. Un’opera che mira a sottolineare la capacità di Cechov di inquadrare i personaggi delle proprie storie, protagonisti di vite ordinarie o di repentini e fatali stravolgimenti della propria traiettoria su questo pianeta. Un contraltare costante che vede l’essere umano perennemente in bilico tra momenti bellissimi e attimi drammatici. Un pendolo, come quello a cui accennavamo in apertura, anche in questo caso, sebbene con basilari quanto importanti differenze.



