Garlasco: verso la revisione del processo, Stasi non era sulla scena del delitto, probabile rinvio a giudizio per Sempio Photo Credit: Ansa/ FACEBOOK
24 aprile 2026, ore 13:45
A distanza di 11 anni dalla condanna definitiva di Alberto Stasi la Procura di Pavia pare intenzionata ad aprire un nuovo capitolo per spiegare il misterioso omicidio
Gli incontri di oggi
Oggi la procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, e l’avvocato generale Lucilla Tontodonati, hanno tenuto un incontro – durato circa 45 minuti col procuratore di Pavia, Fabio Napoleone. La stessa Nanni, citata dall’ANSA, ha dichiarato che “nelle prossime settimane arriverà una informazione dalla Procura di Pavia su quanto è stato fatto. Noi studieremo i documenti e valuteremo se chiedere ulteriori atti per presentare una eventuale richiesta di revisione a Brescia”. La procuratrice ha anche detto che tutto passerà comunque dallo studio degli atti che la Procura di Pavia dovrà trasmettere alla Procura generale di Milano: un passaggio che non sarà “né veloce né facile“.
Le indiscrezioni giornalistiche
Secondo le indescrizioni pubblicate dal Corriere della Sera e da Repubblica, diversi elementi emersi dalle consulenze e dalla Bloodstain Pattern Analysis (BPA), ossia lo studio delle tracce di sangue, spingerebbero la Procura a chiedere la revisione:
A) un’impronta della scarpa Lacoste, appartenente ad Alberto Stasi, dimostrerebbe che sarebbe stato lo scopritore del cadavere di Chiara Poggi: sarebbe tra l’antibagno e il telefono, proverebbe che si trovasse lì nel momento in cui l’ha raccontato, ossia solo dopo l’omicidio. Secondo i giudici che lo condannarono, il ragazzo non era mai entrato in casa quella mattina, ma solo ore prima per uccidere la fidanzata;
B) l’orario spostato in avanti di almeno un’ora, tra le 10:30 e le 12:00, molto più probabilmente tra le 11 e le 11:30, dalla consulenza di Cristina Cattaneo (sul solco della prima ipotesi del medico legale Marco Ballardini: slittamento che toglierebbe ulteriormente Stasi dalla scena del crimine. Lui venne condannato perché si inquadrò poi l’omicidio tra le 9:12 e le 9:35, finestra temporale in cui non aveva un alibi;
la consulenza Cattaneo parlerebbe anche di più armi usate per uccidere Chiara Poggi; il sangue sui pedali: dalla consulenza di Carlo Previderè, sembra che ci sarebbe la stessa quantità di dna di Chiara Poggi di quella trovata sul reperto 29, ossia sul cucchiaino. Potrebbe esserci stato non uno scambio dei pedali, ma dei reperti; impronta 33: secondo gli approfondimenti del colonnello Gianpaolo Iuliano, del Ris di Roma, sarebbe di Andrea Sempio; perizia di Denise Albani che individua il dna sulle unghie di Chiara Poggi appartenente alla linea paterna di Andrea Sempio.
L’unica pista porta ad Andrea Sempio
In sostanza, l’unica pista sembra quella di Andrea Sempio, amico di Marco Poggi, per cui quindi è atteso il sempre più probabile rinvio a giudizio. La nuova inchiesta avrebbe lasciato da parte diverse piste praticate nell’ultimo anno, che secondo gli inquirenti non avrebbero nulla a che fare col delitto di Garlasco. Sarebbe escluso un ruolo delle gemelle Cappa nell’omicidio della cugina, così come non ci sarebbero legami con ipotetici riti satanici alle Bozzole o ai misteriosi suicidi avvenuti dopo la morte della ragazza.



