Medio Oriente, la guerra sul campo e nei mercati. Peskov: 'solo la Russia può stabilizzare i mercati'
Medio Oriente, la guerra sul campo e nei mercati. Peskov: 'solo la Russia può stabilizzare i mercati'
13 marzo 2026, ore 15:30
Hormuz resta chiuso e il petrolio continua la sua corsa con quotazioni che oscillano a livelli sempre più preoccupanti. Gli Usa scelgono di allentare le sanzioni sul greggio russo e l'UE si dissocia
'È un onore ucciderli', ha scritto Trump su Truth, riferendosi a quelli che definisce 'squilibrate canaglie del regime terroristico iraniano'.
L'ESPLOSIONE A TEHERAN
Questa mattina un’esplosione in una piazza di Teheran, che ha provocato una vittima, dove doveva svolgersi una manifestazione pro-regime, alla quale avrebbe dovuto partecipare Ali Larijani, capo del consiglio di sicurezza iraniano e uno degli uomini chiave dell’establishment del paese. Secondo l’agenzia di stampa l'esplosione è stata il risultato di un "bombardamento" israeliano- statunitense, che ha colpito un'area a sud della città. Nel caso di conferma, questo sarebbe l’ultimo di una serie di attacchi su Teheran. Nella metropoli e in molte zone dell’Iran sono in corso marce anti Usa e anti Israele, promosse dal governo teocratico nella giornata della solidarietà alla causa palestinese. Poco prima erano arrivati ai residenti messaggi di evacuazione dall’esercito di Tel Aviv.
LA CONTROFFENSIVA IRANIANA
I Pasdaran hanno attaccato ancora la regione di Erbil, nel Kurdistan iraqeno, -dopo il drone che ha colpito la base italiana-, provocando la morte di un soldato francese e diversi feriti. Quattro militari americani, poi, sono rimasti uccisi nello schianto di un aereo cisterna, caduto in Iraq, che però non sarebbe stato abbattuto da un attacco nemico. E In Libano, continuano gli colpi incrociati tra Israele e Hezbollah, dove Tel Aviv allarga sempre di più il suo raggio d’attacco a Beirut. La milizia sciita ha dichiarato di aver lanciato sette operazioni contro raduni militari israeliani.
LA GUERRA DEL PETROLIO
E mentre Trump annuncia ai leader del G7 che l’Iran starebbe per arrendersi, circola sui social un cartone animato in stile giapponese intitolato ‘il ritorno di Kamenei’ dove è rappresentato il lancio di decine di missili verso gli Usa con un presidente Trump dai tratti diabolici, terrorizzato e sbigottito dall’attacco. Intanto, lo stretto di Hormuz resta chiuso, gli ayatollah lo hanno disseminato di mine, bloccando dunque il passaggio del petrolio e provocando vertiginosi aumenti che fanno impazzire i mercati. Il Tycoon è stato costretto ad allentare le sanzioni sul greggio russo, per contenere le oscillazioni e il Cremlino non ha mancato di commentare. Il Portavoce presidenziale Peskov ha affermato che la stabilizzazione del mercato globale dell'energia nella crisi scatenata dalla guerra nel Golfo Persico è "impossibile" senza i significativi volumi produttivi di petrolio della Russia, aggiungendo che Mosca e Washington hanno interessi simili nel cercare questa stabilizzazione.
L'EUROPA PRENDE LE DISTANZE
Le reazioni non si sono fatta attendere. Il presidente del Consiglio Europeo ha scritto una nota per chiarire che "La decisione unilaterale degli Stati Uniti di revocare le sanzioni sulle esportazioni di petrolio russo è molto preoccupante, poiché incide sulla sicurezza europea. Aumentare la pressione economica sulla Russia- ha continuato Costa- è fondamentale affinché accetti di avviare negoziati seri per una pace giusta e duratura. L'indebolimento delle sanzioni aumenta le risorse a disposizione della Russia per condurre la guerra di aggressione contro l'Ucraina". "Le nostre sanzioni" sul petrolio russo "ed il price cap deciso a livello Ue rimangono validi. Non è il momento di allentare le sanzioni contro la Russia: Mosca non può essere la beneficiaria della guerra in Iran" ha aggiunto la portavoce della Commissione Ue, Paula Pinho, parlando alla stampa a Bruxelles. "L'eccezione presentata dagli Stati Uniti è in ogni caso limitata solo petrolio già in viaggio", ha aggiunto.



