Un contenitore frigo per alimenti utilizzato per trasportare il cuore di Domenico. I medici non erano formati per usare i box nuovi

Un contenitore frigo per alimenti utilizzato per trasportare il cuore di Domenico. I medici non erano formati per usare i box nuovi

Un contenitore frigo per alimenti utilizzato per trasportare il cuore di Domenico. I medici non erano formati per usare i box nuovi Photo Credit: ANSA


Una borsa frigo degli anni ottanta quella utilizzata per il cuore del bimbo morto a Napoli dopo il trapianto. Ma la causa principale della lesione all'organo resta il ghiaccio secco

Manico arancione e contenitore blu chiaro, una borsa frigo simile a quelle utilizzate per la spiaggia negli anni ottanta. È questa la forma del box isotermico che ha trasportato il cuore, rivelatosi danneggiato, per Domenico da Bolzano a Napoli, il 23 dicembre scorso.

LA MANCATA FORMAZIONE DEI MEDICI

Un contenitore di vecchia generazione, nonostante l’ospedale Monaldi avesse anche quelli più tecnologici dotati di termostato. La scelta, si apprende, sarebbe legata alla mancata formazione dell’equipe nell’utilizzo dei box nuovi. I chirurghi partiti da Napoli per il San Maurizio di Bolzano non avevano seguito i corsi per utilizzare i dispositivi più sofisticati immessi sul mercato da pochi anni e in grado di rilevare la temperatura all’interno e renderla visibile sul display all’esterno. Dagli audit interni emerge che “l’equipe avrebbe dichiarato di non essere a conoscenza della disponibilità dei nuovi contenitori in dotazione all’ospedale” e che i medici “sono stati invitati via mail alla formazione, che, però, non è mai stata fatta”.

IL GHICCIO SECCO HA DETERMINATO LE LESIONI

In realtà il box frigo utilizzato per il trasposto del cuore del piccolo Domenico, per quanto non aggiornato, ha garantito fino, a poco tempo fa, ottime performance di raffreddamento e tenuta della temperatura. Sono ancora molte le strutture ospedaliere dove effettuano trapianti che usano questa vecchia generazione di contenitori termici. Ma la cattiva gestione ha prodotto il danno irreparabile. L’impiego del ghiaccio secco ha congelato irrimediabilmente l’organo. L’uso corretto del contenitore prevedeva l’inserimento del cuore nei tre sacchetti contenenti soluzioni liquide, per poi circondare il tutto con ghiaccio normale, per mantenere la temperatura intorno ai 4 gradi. Il ghiaccio secco ha portato la temperatura a -80 gradi, congelando e danneggiando l’organo. Il tutto è stato spiegato nella relazione dell’ospedale di Bolzano con l’imperizia dell’equipe chirurgica arrivata da Napoli.

LE INDAGINI IN CORSO

Le foto del box termico sono state acquisite agli atti per l’inchiesta in corso che dovrà chiarire le responsabilità. In una delle immagini del box è visibile la scritta con un pennarello nero della sigla: “S.OP.C.CH.PED.” che si riferisce sta per “Sala Operatoria Cardio Chirurgia Pediatrica” dove era Domenico pronto a ricevere il cuoricino nuovo. Ma la storia è andata diversamente. Il pm, che ha acquisito tutti i documenti min merito alla vicenda, ha fatto richiesta dell’apertura di incidente probatorio. Intanto sono 7 i componenti dell’equipe chirurgica del Monaldi indagati per omicidio colposo



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