Affitti, dal 2019 cresciuti fino a cinque volte più dei salari, a guidare i rincari sono Milano e Firenze Photo Credit: ANSA/ANDREA FASANI
07 giugno 2026, ore 08:00
Uno studio ha messo in evidenza come sia sempre più caro affittare una casa e come le retribuzioni non siano più sufficienti per far fronte al problema della locazione
Negli ultimi sei anni il costo degli affitti in Italia è aumentato a un ritmo decisamente superiore alle retribuzioni, rendendo sempre più difficile l'accesso alla casa soprattutto per i giovani, le famiglie e i lavoratori. Lo mette in evidenza Uno studio della CNA basata sui dati dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate e sull'andamento delle retribuzioni nette tra il 2019 e il 2025.
Affitti, + 50%
L’analisi dei dati ha messo in evidenza che nei principali capoluoghi italiani, i canoni di locazione per un appartamento standard di 70 metri quadrati sono aumentati tra il 19% e il 49%, a fronte di incrementi molto minori per gli stipendi che si fermano ad una percentuale compresa tra il 7% e il 15%. A guidare la classifica dei rincari sono Milano e Firenze. Le due città hanno fatto registrare un incremento del costo degli affitti entrambe del 49% in più rispetto al 2019. Nel capoluogo lombardo, oggi, per affittare un appartamento medio servono oltre 1.800 euro al mese, mentre nella città toscana il costo supera i 1.340 euro. Non va certamente meglio a Bologna, Padova, Venezia e Napoli, che fanno registrare aumenti superiori al 40%. Roma registra una crescita pari al 37%, mentre Bari e Verona fanno segnare un +39%.
Sud più accessibile
Costa decisamente molto meno l’affitto di un appartamento nelle città del Sud. Qui ci sono realtà che hanno visto crescere meno i canoni in città come Potenza, Campobasso e Catanzaro, che negli ultimi sei anni hanno visto incrementi compresi tra il 19% e il 23%.
Lo stipendio non basta più
Il dato significativo di questo studio è che nelle grandi città e nei principali poli universitari il costo dell'abitazione assorbe ormai una quota rilevante del reddito disponibile. Se si guardano i dati si scopre come a Milano, l'affitto medio rappresenta il 73% dello stipendio netto mensile. A Firenze il 62%, mentre a Bologna, Venezia, Roma, Padova, Verona e Pisa, il canone supera il 50% delle retribuzioni medie. All'opposto, a L'Aquila, l'incidenza dell'affitto sullo stipendio si ferma al 30%, seguita da Catanzaro, Isernia, Caltanissetta ed Enna, con percentuali comprese tra il 31% e il 32%.
Imprese in difficoltà
L’aumento del costo per gli affitti crea difficoltà anche alle imprese che non riescono a trovare personale da inserire nel proprio organico. Secondo la CNA, micro e piccole aziende segnalano crescenti difficoltà nel trovare lavoratori qualificati disponibili a trasferirsi nelle grandi città a causa, appunto del costo della casa si sta trasformando in un ostacolo concreto alla mobilità professionale, limitando le opportunità occupazionali e riducendo la capacità di attrazione dei territori più dinamici.



