Voli: obiettivo emissione zero, ma a pagare saranno i passeggeri

Voli: obiettivo emissione zero, ma a pagare saranno i passeggeri

Voli: obiettivo emissione zero, ma a pagare saranno i passeggeri Photo Credit: agenzia fotogramma


I viaggi dell'Unione Europea dovranno adeguarsi alle norme sulla sostenibilità, che provocheranno l'aumento delle tariffe

L’ADEGUAMENTO ALLE NORME EUROPEE

Secondo il piano europeo che punta alla riduzione di emissioni di CO2 entro il 2050, le compagnie aeree dovranno adeguarsi con nuovi protocolli e tecnologie che consentano il raggiungimento degli standard richiesti. Ma se l’impatto ambientale deve essere pari a zero, non altrettanto può dirsi dei costi che dovranno essere affrontati per la sostenibilità ambientale. I vettori dovranno quindi adeguarsi velocemente, ma scaricheranno parte del supplemento sui viaggiatori. Entro il 2050, con una tappa intermedia nel 2030 che prevede un abbassamento delle emissioni pari al 55%, molte compagnie aeree europee aumenteranno i prezzi dei loro voli per coprire le nuove spese. Si iniziano a vedere già i primi aumenti.

I RINCARI DI LUFTHANZA

La prima compagnia ad adeguarsi è Lufthansa che a partire dal 1° gennaio 2025 introdurrà un supplemento ambientale. Il vettore, che comprende anche Swiss, Austrian Airlines, Brussels Airlines, Air Dolomiti, Eurowings e si prepara ad entrare nel capitale di Ita Airways, ha annunciato che il rincaro potrà aggirarsi da 1 a 72 € per biglietto, a seconda della distanza. Riguarderà tutti i voli in partenza dai paesi dell’Unione Europea, Regno Unito, Norvegia e Svizzera. Finora, la compagnia aveva offerto l’opzione volontaria, chiamata Green Fares, che consentiva ai viaggiatori di contribuire alla tutela ambientale, ma ha aderito all’iniziativa solo il 4% degli utenti.


LE ALTRE COMPAGNIE

La Commissione Europea concede la possibilità di compensare le emissioni piantando alberi o riassorbendo meccanicamente l’anidride carbonica emessa. Ma altre compagnie aeree europee seguiranno, probabilmente, l’esempio del vettore tedesco, perché non saranno in grado di sostenere i costi autonomamente. Per raggiungere l’obiettivo, i vettori prevedono un aggravio di spese di oltre 800 miliardi di euro; dunque, nonostante gli interventi pubblici a sostegno del settore, saranno i passeggeri a pagare in media 21 euro in più a volo. Per l’Italia, l’aumento dovrebbe essere più significativo e aggirarsi intorno ai 35 euro per le tratte nazionali e continentali.

Il supplemento non si applicherà ai voli che partono al di fuori dell’Unione europea. Quindi gli aumenti saranno più ingenti quando un volo in partenza da un aeroporto dell’UE farà scalo all’interno dell’Unione. Ad esempio, se un viaggio per Tokyo prevede uno scalo a Parigi, il passeggero dovrà pagare questa tassa, se la la sosta intermedia negli Emirati il supplemento non sarà da pagare.



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