Sangiuliano, la Procura Roma ha chiuso le indagini su Maria Rosaria Boccia: “L’ex ministro indotto alle dimissioni”

Sangiuliano, la Procura Roma ha chiuso le indagini su Maria Rosaria Boccia: “L’ex ministro indotto alle dimissioni”

Sangiuliano, la Procura Roma ha chiuso le indagini su Maria Rosaria Boccia: “L’ex ministro indotto alle dimissioni” Photo Credit: Agenzia Fotogramma


I reati ipotizzati: lo stalking, la diffamazione, le lesioni personali aggravate (in ambito di relazione affettiva e con finalità persecutorie), l’interferenza illecita nella vita privata e il falso ideologico. L’imprenditrice adesso rischia il processo

La Procura di Roma ha chiuso l'inchiesta che vede indagata l'imprenditrice Maria Rosaria Boccia, accusata dalla Procura di Roma di stalking, lesioni, interferenze illecite nella vita privata e diffamazione ai danni dell'ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.

I reati

A Boccia - che rischia il processo dopo il 415 bis notificato dai pm - è contestato anche il reato di false dichiarazioni nel curriculum redatto per l'organizzazione di eventi. Nel procedimento risultano parti offese Sangiuliano, sua moglie e l'ex capo di gabinetto del dicastero, Francesco Gilioli. Nel capo di imputazione relativo allo stalking a carico dell'imprenditrice Maria Rosaria Boccia i pm, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, scrivono che l'indagata "con condotte reiterate ossessive e di penetrante controllo della vita privata, professionale e istituzionale rivolte verso Sangiuliano - con cui intratteneva una relazione affettiva extraconiugale e anche successivamente alla definitiva rottura dei rapporti - cagionava nello stesso un perdurante e grave stato di ansia e paura che si estrinsecava in un forte stress, un notevole dimagrimento, pensieri suicidi, modo tale da costringerlo ad alterare le proprie abitudini di vita, compromettendone la figura pubblica, inducendolo a rassegnare le dimissioni dalla carica istituzionale, a evitare i luoghi abitualmente frequentati, limitare le uscite private e pubbliche e partecipazioni a convegni o viaggi istituzionali e privati; condotte consistite in quanto di seguito descritto".

L’atto

Boccia, è scritto nell'atto, "chiedeva dapprima velatamente e poi in modo sempre più esplicito di lavorare insieme con nomina fiduciaria del ministro, al fine di giustificare la presenza quotidiana presso gli uffici ministeriali, contestualmente ponendo in essere azioni volte a screditare i suoi collaboratori più vicini, con progressivo isolamento, ed avanzando continue richieste di essere portata a conoscenza dei colloqui istituzionali o con il proprio staff". E ancora, secondo i magistrati, Boccia "effettuava plurime pressanti richieste di consegnarle il telefono cellulare, utilizzato da Sangiuliano anche per i contatti istituzionali, per ispezionarlo, anche pretendendo la consegna di password o comunque lo sblocco delle applicazioni o, in alternativa, di consentirle indiscriminato accesso da remoto" e "imponeva all'allora ministro, quantomeno a partire dal'11 giugno del 2024, di non portare la fede nuziale e, infine, sottraendola". Prima del 22 luglio dell'anno scorso faceva poi credere al giornalista di avere mandato la foto dell'anello alla moglie "via WhatsApp".

Il ‘giallo’

Quello che scaturisce dalle pagine firmate dai piemme somiglia ad un atto d’accusa che appare come un copione di un thriller sentimentale. Sicuramente il rapporto Sangiuliano-Boccia era un rapporto malato, fatto di manipolazioni, messe in scena con messaggi WhatsApp e storie di Instagram, pressioni ossessive, gravidanze finte, messaggi minacciosi, telefonate all’alba e la disperata ricerca di un incarico pubblico. Con un controllo, secondo le accuse, completo: del telefono, delle mail, degli spostamenti. Tanto che i magistrati, come scritto sopra, prospettano “la progressiva dissoluzione di un uomo, l'ex ministro della Cultura, sottoposto ad un perdurante e grave stato di ansia e di paura, che si sarebbe sostanziato in un dimagrimento vistoso e pensieri suicidi”. Parole queste dei pubblici ministeri chiarissime.



Argomenti

accusa
Boccia
Piemme
Sangiuliano

Gli ultimi articoli di Alberto Ciapparoni

  • Governo, Meloni:  “Colpita dal presidente americano Trump, ma la politica non è Temptation Island”

    Governo, Meloni: “Colpita dal presidente americano Trump, ma la politica non è Temptation Island”

  • Sanità, sui medici di famiglia nelle Case di comunità trovata finalmente la quadra. Schillaci gioisce

    Sanità, sui medici di famiglia nelle Case di comunità trovata finalmente la quadra. Schillaci gioisce

  • Sicurezza stradale, dopo le ultime stragi oggi pomeriggio vertice fra i ministri Salvini e Piantedosi

    Sicurezza stradale, dopo le ultime stragi oggi pomeriggio vertice fra i ministri Salvini e Piantedosi

  • Antisemitismo, paura a Montreal: tre morti in una sparatoria nel quartiere ebraico. Il killer in mimetica

    Antisemitismo, paura a Montreal: tre morti in una sparatoria nel quartiere ebraico. Il killer in mimetica

  • Italia-Usa, è scontro. Trump: “Meloni ha pietito una foto con me”; la premier: “Inventato totalmente”

    Italia-Usa, è scontro. Trump: “Meloni ha pietito una foto con me”; la premier: “Inventato totalmente”

  • Montecitorio, da non perdere la mostra “1946: nasce la Repubblica'. Ecco i carteggi Togliatti-De Gasperi

    Montecitorio, da non perdere la mostra “1946: nasce la Repubblica'. Ecco i carteggi Togliatti-De Gasperi

  • Legge elettorale, muro di emendamenti da parte del campo largo alla riforma del centrodestra: quasi 800

    Legge elettorale, muro di emendamenti da parte del campo largo alla riforma del centrodestra: quasi 800

  • Governo, la premier Meloni in Parlamento: dall’Ucraina all’Iran, il piano italiano per i dossier caldi

    Governo, la premier Meloni in Parlamento: dall’Ucraina all’Iran, il piano italiano per i dossier caldi

  • Governo, la presidente del Consiglio Meloni a Confcommercio: “E’ il tempo dell’azione, è il tempo dell'Italia”

    Governo, la presidente del Consiglio Meloni a Confcommercio: “E’ il tempo dell’azione, è il tempo dell'Italia”

  • Ponte sullo Stretto, ora la Procura di Roma indaga per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio

    Ponte sullo Stretto, ora la Procura di Roma indaga per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio