Iran, in Parlamento è scontro: l’opposizione contro i ministri degli Esteri e della Difesa Tajani e Crosetto

Iran, in Parlamento è scontro: l’opposizione contro i ministri degli Esteri e della Difesa Tajani e Crosetto

Iran, in Parlamento è scontro: l’opposizione contro i ministri degli Esteri e della Difesa Tajani e Crosetto Photo Credit: AnsaFoto.it/


Audizione davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato sulla crisi nel Golfo Persico. Il vicepremier e titolare della Farnesina: “La nostra linea è quella dell’Ue”. Poi duello con il leader 5S Conte. Crosetto si scusa per la sua presenza a Dubai

Di sicuro le relazioni dei ministri non hanno soddisfatto le opposizioni. La segretaria del Pd Elly Schlein chiede: “Qual è la vostra strategia, la vostra posizione suona come un 'noi stiamo a vedere che succede'. Ecco, vi chiedo di non affezionarvi al ruolo di meri osservatori. E chiedo anche il perché la premier Meloni non abbia detto ancora una parola su quello sta accadendo”. Poi: “Il ministro Crosetto ora è rientrato, ci chiediamo quando potranno rientrare e quanti sono tutti gli altri che chiedono di rientrare e che non hanno le stesse disponibilità”. Il presidente del M5S Giuseppe Conte torna sull’affare Crosetto: "Non possiamo non accennare a quel che è successo al ministro Crosetto, non è un fatto personale. Lei si è ritrovato lì, ha dichiarato, per impegni familiari nelle Emirati Arabi a Dubai con un viaggio privato. Poi invece è stato chiarito che c'era un incontro istituzionale col suo omologo emiratino. Poi ancora che era andato lì perché non c'erano rischi. Oggi ha dichiarato invece che è andato lì perché ha capito che c'erano rischi e voleva mettere in salvo la sua famiglia. Mi chiedo allora: degli altri italiani che ne è?". Queste sono le ragioni “per cui non possiamo sentirci tutelati da questo governo", aggiunge Conte. Anche Nicola Fratoianni (Avs) ha preso la parola: “Voi siete né analisti né opinionisti, dovete dirci cosa pensate su questa violazione del diritto internazionale”.

Il duello

Clima infuocato, dunque: quando nelle risposte Tajani ha citato il famoso ‘Giuseppi’ di Donald Trump è scattata la baraonda. Il vicepremier ha rinfacciato i rapporti istituzionali tra l’ex presidente del Consiglio e il tycoon, argomento che non era proprio all’ordine del giorno o attinente alla crisi in corso. Da qui le urla contrapposte.

Audizione

E insomma, nella audizione davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico, prendono la parola il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e quello della Difesa, Guido Crosetto. Dice il vicepresidente del Consiglio: “Sarò chiaro, Stati Uniti e Israele hanno deciso in autonomia e nella riservatezza quando intervenire. Francesi e inglesi hanno riferito pubblicamente di non aver ricevuto alcun avvertimento preventivo. Noi, come i tedeschi e i polacchi, siamo stati informati a operazioni iniziate. Io, come ho subito riferito al presidente del Consiglio, sono stato contattato dal ministro degli Esteri israeliano Sàar e informato di quanto stava accadendo". Sono “ore difficili e cariche di tensione per il Medio Oriente e per l'intera comunità internazionale – continua Tajani – Nelle prime ore di sabato, Stati Uniti e Israele hanno lanciato un attacco combinato nei confronti dell'Iran, che prosegue anche in queste ore". "Fino all'ultimo abbiamo sostenuto il dialogo e il negoziato. Ma l'Iran non ha mostrato segnali chiari di marcia indietro. Ha rigettato ogni forma di compromesso e di cooperazione con l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica", continua il ministro, sottolineando che "l'irrigidimento iraniano ha contribuito alla degenerazione della situazione. Come dimostrano anche gli attacchi inaccettabili e insensati che Teheran ha lanciato contro i Paesi del Golfo, che non erano coinvolti nelle operazioni militari in Iran". Questa crisi “potrebbe non trovare una soluzione rapida. Potrebbe durare giorni. Forse settimane. Molto dipenderà dalle decisioni che verranno prese da Teheran e dalle dinamiche interne al regime”, aggiunge.

Gli Italiani

Il titolare della Farnesina parla degli italiani nella regione che “sono la nostra priorità assoluta e voglio ribadire l'appello alle forze politiche: deve prevalere l'unità, la responsabilità e l'equilibrio, è quello che ci chiedono i nostri concittadini". Precisa ancora: “La crisi in atto incide direttamente sulla nostra sicurezza nazionale, su quella delle decine di migliaia di connazionali presenti nell'area, sulla stabilità delle rotte commerciali e degli approvvigionamenti energetici globali, cruciali per il nostro tessuto produttivo. Per questo, insieme al ministro Crosetto abbiamo ritenuto importante venire immediatamente in Parlamento a riferire sui primi sviluppi della crisi, sulle iniziative che il governo italiano sta attuando per favorire l'allentamento della tensione e per assistere i nostri connazionali nella regione". "La prima notizia positiva", continua Tajani, “è che non ci sono italiani coinvolti negli attacchi. Né civili né militari. Garantire la loro sicurezza è la priorità assoluta dell'azione del governo”, ripete.

La Task force

E ancora. "La rete delle nostre ambasciate e dei consolati nella regione si è subito messa in moto per offrire assistenza ai nostri connazionali. Sono in contatto costante con tutti i nostri capo missione nell'area, che ho sentito anche poco fa, per potervi offrire l'aggiornamento più puntuale possibile – prosegue Tajani in audizione – L'Unità di Crisi e la direzione generale per i servizi ai cittadini all'estero sono operative senza sosta. Ho voluto costituire una task force Golfo composta da cinquanta persone dedicate esclusivamente all'assistenza dei connazionali. Rispondono al numero 0636225, con un centralino potenziato per rispondere alle telefonate. Ad oggi abbiamo gestito oltre 7000 chiamate e diverse migliaia di contatti email". 

La relazione

Crosetto nella sia breve relazione ha sottolineato che “dallo stretto di Hormutz passa il 20% del petrolio mondiale pari a 17-20 milioni di barili al giorno e oltre il 30% del commercio globale del gnl. Si tratta di una delle principali arterie energetiche del sistema economico internazionale. Già una riduzione parziale o un aumento percepito è sufficiente a creare un effetto immediato sui prezzi e una contrazione dei premi assicurativi e un aumento significativo sui costi dei trasporti fino al 30-40%”. Durante la replica è arrivata poi la precisazione di Crosetto alle domande delle opposizioni: "Ero a Dubai perché avevo deciso di concedermi un periodo di ferie, in cui ho messo degli incontri istituzionali. Se ho sbagliato come ministro, chiedo scusa. Ma c’erano i miei figli".



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