I migliori libri da leggere della settimana, tra “Dottie”, “La cura”, “Svegliati!” e “Il pozzo”
I migliori libri da leggere della settimana, tra “Dottie”, “La cura”, “Svegliati!” e “Il pozzo” Photo Credit: "La cura" di Concita De Gregorio, Einaudi
12 luglio 2026, ore 08:00
Quattro storie che si muovono su binari narrativi differenti ma che, complice l’estro di autori e autrici impegnati in cabina di regia, promettono letture di spessore
È sempre un buon momento per immergersi in una nuova avventura letteraria, a maggior ragione se siete (o sarete, a stretto giro) tra i fortunati italiani che riusciranno a godersi le meritate vacanze. Sotto l’ombrellone – o all’ombra delle vette montuose – sono sempre più coloro che scelgono di mettere da parte smartphone e tablet per tornare a sfogliare le pagine di un buon libro.
E la nostra rubrica domenicale dei migliori libri da leggere del momento è il termometro ideale per “prendere la temperatura” al mercato editoriale attuale. Sono tanti e diversi i titoli che passano settimanalmente sotto la nostra lente d’ingrandimento, come “Il dolore dell’oca”, “I segreti di Stephen King”, “La colpevole” e “Slender Man”, o ancora “Air”, “Flashlight. Una torcia nella notte”, “Domenica” e “La custode dei sogni”, messi in evidenza negli ultimi appuntamenti.
Nuovo giro e altri quattro libri pronti a prendersi la scena. Tra questi troviamo:
- "Dottie" di Abdulrazak Gurnah (La nave di Teseo)
- "La cura" di Concita De Gregorio (Einaudi)
- "Svegliati!" di Boris Akunin (Mondadori)
- "Il pozzo" di Elizabeth Jolley (Garzanti)
DOTTIE, VITE AI MARGINI DAL PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA
Comincia ufficialmente il nostro tour tra gli scaffali delle librerie, con il primo dei titoli selezionati tra i migliori libri da leggere del momento per questa settimana. E per l’occasione, in rampa di lancio, troviamo un titolo che ha le giuste premesse per divenire lettura di spessore, considerando che la firma è di un premio Nobel per la letteratura.
Una sorta di garanzia, considerando come autori come Abdulrazak Gurnah non abbiano alcuna voglia di tradire le aspettative del proprio pubblico internazionale. E non avrà di certo voluto farlo con “Dottie”, romanzo del 1990 che torna in libreria nell’edizione curata da La nave di Teseo. Un lavoro che permette di avvicinarsi alle tematiche trattate dall’autore, e che hanno spinto la Reale Accademia di Svezia a tributargli il riconoscimento di cui sopra “per la sua intransigente e compassionevole penetrazione degli effetti del colonialismo e del destino del rifugiato nel divario tra culture e continenti”.
Anche qui, infatti, le argomentazioni si muovono in quello specifico segmento narrativo. La protagonista è anche colei che dà il titolo all’opera, Dottie Badoura Fatima Balfour. Una vita non semplice, la sua, complici i doveri parentali che la vedono responsabile del fratello e della sorella, entrambi più piccoli di lei, nonostante la giovane età. Ed è una vita che si complica quando i due, nonostante i suoi sforzi, imboccano strade complicate e che potenzialmente non conducono a nulla di buono.
Soltanto un evento catartico – la nascita di un nipote, il figlio della sorella – riesce a restituire a Dottie un briciolo di speranza. Una prova di spessore per un autore che, decennio dopo decennio, continua a imporsi all’attenzione di pubblici sempre diversi, grazie alle riedizioni dei suoi lavori. Il megafono perfetto per storie difficili di personaggi che vivono le proprie vite ai margini.
LA CURA, I PERCORSI DIFFICILI RICHIEDONO I GIUSTI COMPAGNI DI VIAGGIO
La seconda tappa del nostro itinerario alla scoperta dei migliori libri da leggere del momento ci porta a confronto con una storia che scava in profondità. Un racconto che nasce dalla penna di una personalità che ha saputo farsi apprezzare all’interno dell’ecosistema giornalistico italiano, e che troviamo in veste di editorialista tra le pagine de La Repubblica.
Si tratta di Concita De Gregorio, che torna sugli scaffali con il suo nuovo libro, edito da Einaudi: “La cura”. Un titolo, quello che troviamo in copertina, che è la sintesi perfetta dei contenuti che si trovano andando a sfogliare le pagine. È la storia della sua autrice e di chi, come lei, si trova a dover fare i conti con la malattia. Un qualcosa da cui guarire, più che un nemico da battere, in un percorso che richiede la giusta forza e il giusto spirito.
Ed è un percorso che non dev’essere affrontato da soli, perché la salvezza sta anche nella capacità di darsi forza grazie a chi ci sta intorno. Ed è proprio così, con le voci circostanti, che si animano le pagine di un volume che è difficile raccontare proprio per la complessità e, allo stesso tempo, la semplicità con cui si sviluppa. Un vero e proprio viaggio, in cui ogni figura chiamata in causa diventa a suo modo protagonista.
Una grande prova letteraria che riesce a mixare intensità e leggerezza, dove ogni momento rappresenta la tappa di un cammino dove nulla è scritto e nulla è scontato. Piccoli frammenti di vita che, messi insieme, restituiscono un affresco vitale e vibrante.
SVEGLIATI!, DISTOPIE CHE RISCHIANO DI APPARIRE REALISTICHE
Dicono che non bisognerebbe mai giudicare un libro dalla copertina, eppure sono proprio quelle il bigliettino da visita dei volumi che troviamo in libreria. Ovviamente quello che facciamo settimanalmente nella nostra rubrica sui migliori libri da leggere del momento è quella di andare oltre la facciata scintillante. Scavare sotto la superficie è l’unico strumento che si ha per poter raggiungere il cuore pulsante di una storia. E quindi ben vengano le apparenze accattivanti, ma che siano supportate da una struttura adeguata anche in quanto a sostanza.
Forma e sostanza viaggiano di pari passo in "Svegliati!", il libro di Boris Akunin – pseudonimo dietro cui si cela il nome dell’autore russo Grigorij Chkhartišvili – portato in Italia da Mondadori. Una firma che ha saputo farsi apprezzare in patria da parecchio tempo, considerando l’instancabile attività letteraria che lo vede impegnato tra carte e inchiostro da quasi un trentennio.
È il 2025 e siamo in Russia. Protagonisti Alik ed Elena, il cui amore alimenta una felicità che fa da contraltare all’instabilità che regna nel paese, complice il caos che imperversa un po’ ovunque. Quando Alik entra in coma, la vita di Elena perde senso: la soluzione che trova sta nella crioconservazione del corpo del marito, e nell’assunzione, a propria volta, di un farmaco che la addormenti in egual modo. Il risveglio (quasi un secolo dopo) di entrambi li mette a confronto con una realtà molto diversa da quella che si sono lasciati alle spalle. Un’evoluzione in meglio che, come ovvio ipotizzare, ha dei costi che però non tutti sono disposti a pagare.
Quella che attende lettori e lettrici tra le pagine è dunque un racconto dalle tinte utopistiche e distopiche legate alla Russia e al futuro del paese (e del mondo intero? ndr). Una lettura fortemente attuale, considerando i connotati geopolitici che sono in costante divenire, alla luce degli accadimenti degli ultimi anni. E che al contempo restituisce un romanzo dai connotati fantascientifici – ma nemmeno poi tanto surreali, a ben pensarci.
IL POZZO, LA SUSPENSE GOTICA CHE TORNA DALLA LETTERATURA DEL NOVECENTO
Siamo all’ultima tappa del viaggio che anche questa settimana ci ha portato a scoprire i migliori libri da leggere del momento. E anche questa volta quello che ci siamo trovati davanti è un itinerario che, con il giusto livello di agilità, si è mosso tra generi e tipologie di narrativa molto differenti tra loro. L’ultimo dei titoli che troviamo nella nostra rassegna rappresenta un ritorno sugli scaffali.
Si tratta de “Il pozzo”, l’opera di Elizabeth Jolley che Garzanti propone in una nuova edizione, appannaggio delle nuove generazioni di lettori o, più semplicemente, di chi finora se lo fosse perso. Un romanzo di spessore, per i diversi aspetti che lo caratterizzano, che lo rende uno dei punti di riferimento della narrativa novecentesca per quanto concerne le produzioni letterarie anglofone (arriva dall’Australia, ndr).
Protagonista Hester, la cui vita solitaria nella sua fattoria è tutto ciò che potrebbe mai desiderare. Il ritratto perfetto della “zitella”, insomma, almeno fino a quando non matura la decisione di adottare la diciassettenne Kathy dall’orfanotrofio. Tra le due, nonostante quanto si possa istintivamente immaginare, si innesca da subito un buon legame, complice la riconoscenza della giovane nei confronti di chi le ha dato l’opportunità di vivere una vita dignitosa.
Tutto procede a vele spiegate, almeno fino a quando, di ritorno in auto da una festa, non investono qualcosa. Una creatura che le due si premurano di occultare all’interno del pozzo della fattoria, nel tentativo di andare avanti come se nulla fosse accaduto. L’innesco perfetto per contenuti a base di suspense a sfondo gotico, in una storia che improvvisamente cambia ritmo, riuscendo però nel compito di mantenersi sempre fortemente suggestiva.



