Governo, la premier Meloni prova ad uscire dall’angolo, puntando su sicurezza, immigrazione ed economia

Governo, la premier Meloni prova ad uscire dall’angolo, puntando su sicurezza, immigrazione ed economia

Governo, la premier Meloni prova ad uscire dall’angolo, puntando su sicurezza, immigrazione ed economia Photo Credit: AnsaFoto.it/


A sinistra l'obiettivo è quello di un tavolo tra i capi di partito - o almeno di un vertice - per definire il perimetro della coalizione e del programma per ogni eventualità, voto anticipato compreso. Al momento, però, non sembra essere all'orizzonte

Nonostante l’approvazione di un decreto che riordina gli incentivi per le imprese, a Palazzo Chigi è ancora tempo soprattutto di analisi e di valutazioni post-sconfitta referendaria. La strada di tentare il voto anticipato resta sullo sfondo: "mai ipotizzata", dice il responsabile organizzativo del partito di via della Scrofa, Giovanni Donzelli, "l'obiettivo è dedicare sempre maggiore attenzione agli italiani per portare fino in fondo il programma che abbiamo presentato alle elezioni". Al momento dunque si continua a valutare la situazione e l'auspicio è che anche le fibrillazioni dentro FI non portino instabilità all'esecutivo.

Palazzo Madama

Certo, il cambio di capogruppo a palazzo Madama (Craxi al posto di Gasparri) viene vissuto all'interno dell'esecutivo come "una dinamica interna" al partito forzista, ma si spera che il congresso azzurro non si giochi sulla pelle del governo. La premier sarebbe comunque intenzionata a delineare una nuova agenda, con alcune priorità, recuperando tra l'altro il rapporto con il Sud. Attraverso interventi mirati (c'è chi parla del rifinanziamento della social card) e più immediati possibili, anche se la prospettiva resta quella di una legge di bilancio espansiva, al netto delle possibilità finanziarie.

Sicurezza

Intanto si punta la rotta. Sicurezza e immigrazione (con il via libera del Parlamento europeo alle nuove regole sui rimpatri "l'Europa va finalmente nella direzione giusta, su una linea che l'Italia ha sostenuto con forza", ha scritto su Facebook la presidente del Consiglio) e, appunto, economia (la premier ha rivendicato il "risultato molto significativo" ottenuto dall'Italia in Europa sulla "riprogrammazione di oltre 7 miliardi di euro, che saranno destinati alla competitività delle imprese italiane, alle misure per realizzare alloggi a prezzi calmierati e agli interventi sul fronte idrico ed energetico". Per quanto riguarda il turismo "il governo – ha assicurato Meloni - continuerà a lavorare per sostenere e valorizzare un asset strategico dell'economia nazionale, che assicura prosperità, benessere e prestigio internazionale all'Italia".

Il centrosinistra

Nel frattempo due scenari si fanno largo tra i partiti di centrosinistra, che tengono i riflettori accesi sulle evoluzioni di ciò che considerano a tutti gli effetti una "crisi politica" del governo Meloni. Il contatto tra i leader del campo largo è costante e lo spettro che viene osservato con attenzione è quello delle elezioni anticipate. Estate o autunno, non importa. L'obiettivo, tra le forze politiche, è quello di farsi trovare preparati a un'eventuale accelerazione. La segretaria del Pd Elly Schlein lo ribadisce: "in qualunque momento si voterà è nostro dovere farci trovare pronti". Ma un eventuale sprint improvviso verso le Politiche - senza una riforma della legge elettorale - allontanerebbe l'ipotesi delle primarie, costringendo comunque i leader a risolvere in tempi rapidi il rebus della leadership in un confronto tra capi di partito che non appare privo di ostacoli. Ma la segretaria dem invita a non chiudersi in un "dibattito politicista". E sulla scelta del leader chiarisce: "non è questa oggi la nostra priorità". Accanto alla difesa dello strumento delle primarie, per cui resta "disponibile", Schlein avanza lo schema della premiership al partito che prende più voti. Modello che piace meno ai Cinque Stelle, che preferiscono "primarie aperte", magari anche al formato online. L'apertura del leader 5S Giuseppe Conte all'indomani del referendum appare sì come un passo in avanti verso la coalizione, ma anche come un chiaro messaggio competitivo. Da qui l'appello di Nicola Fratoianni a convocare "al più presto una riunione delle forze dell'opposizione per definire una traiettoria e per dire intanto che questa coalizione c'è". L'obiettivo è quello di un tavolo tra i capi di partito - o almeno di un vertice - per definire il perimetro della coalizione e del programma per ogni eventualità. Al momento, però, non sembra essere all'orizzonte. Intanto, sui punti programmatici - in particolare sulla politica estera - riemergono le divisioni, con il pentastellato Patuanelli che scandisce: "Con noi al governo stop agli aiuti militari a Kiev". Netta la replica piccata dei riformisti dem: "Continueremo a inviarli". Schlein media: "troveremo l'accordo su tutto". 


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