Governo, la premier Meloni a Confindustria: "Serve coraggio. E l’Unione Europea faccia meno e meglio"

Governo, la premier Meloni a Confindustria: "Serve coraggio. E l’Unione Europea faccia meno e meglio"

Governo, la premier Meloni a Confindustria: "Serve coraggio. E l’Unione Europea faccia meno e meglio" Photo Credit: AnsaFoto.it/Fabio Frustaci


All'assemblea annuale degli industriali, davanti al Capo dello Sergio Mattarella, la presidente del Consioglio ha sottolineato come “l'Europa è stata inarrestabile nel moltiplicare le regole su ogni aspetto della vita comune ma miope nella vita globale”

"Noi chiediamo che l'Europa faccia meno e lo faccia meglio", senza mettere "lacci e gabbie che hanno come unica conseguenza quella di soffocare l'iniziativa economica", perché "la principale, enorme fragilità che ci riguarda da vicino è l'attuale configurazione dell'Unione europea, un gigante burocratico che troppo spesso ha sacrificato la competitività, la crescita strategica, sull'altare di approcci ideologici e tecnocratici".

L’Assemblea

All'assemblea annuale di Confindustria, davanti al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e numerosi ministri del suo governo, la premier Giorgia Meloni ha parlato chiaramente. L'Europa, ha sottolineato, "è stata inarrestabile nella capacità di moltiplicare le regole su ogni aspetto della vita comune ma miope quando si trattava di far sentire la propria voce nella vita globale". Detto questo, ha aggiunto Meloni, "penso che dobbiamo continuare anche a batterci per rimettere al centro delle istituzioni europee la politica. Il compito della burocrazia è accompagnare e attuare gli indirizzi della politica, non è sostituirsi alla politica, semplicemente perché la burocrazia non ha il mandato per fare". Insomma, "chiediamo l'applicazione del principio di sussidiarietà che significa che l'Europa si occupi di quello che gli Stati non possono fare da soli e non di quello che gli Stati fanno meglio da soli. E chiediamo priorità sensate e velocità nelle decisioni, perché siamo in un tempo in cui la velocità di reazione agli eventi determina la posizione che occupi nello scenario, se cioè sei tra coloro che orientano le scelte o se piuttosto sei tra coloro che le subiscono". Ringraziando gli industriali per il lavoro che svolgono, la presidente del Consiglio ha poi osservato che "la presenza del Capo dello Stato qui oggi ricorda, ancora una volta, alla nazione intera quanto importante sia il ruolo che l'industria italiana ricopre, non solamente dal punto di vista economico, ma anche sul fronte storico, identitario, culturale e direi anche reputazionale".

Iran

"La crisi iraniana", ha poi ribadito Meloni, "sta chiaramente producendo effetti dirompenti sui costi per le famiglie e per le imprese e sulla competitività dei nostri sistemi produttivi, aggravando le nostre vulnerabilità". "Non ho cambiato idea sulle spese per la difesa. Un leader serio deve dire la verità: se non ti sai difendere la pagherai", quindi "le spese per la difesa sono un prezzo per la libertà e io voglio che l'Italia sia una nazione libera. Ma dall'altra parte so che se oggi non aiutiamo famiglie e imprese rischiamo domani che non ci sia più niente da difendere, quindi dobbiamo trovare un equilibrio", ha proseguito Meloni proponendo all'assemblea "un cantiere comune per la riforma della burocrazia in Italia". Serve infatti un "cambio di passo sulla competitività" e "la semplificazione e la sburocratizzazione devono essere il nostro mantra", ha puntualizzato la premier. Che ha poi aggiunto: "Sono d'accordo sul fatto che i pacchetti omnibus attualmente in lavorazione non sono sufficienti, che bisogna fare molto di più per disboscare la giungla normativa che in questi decenni si è stratificata, quasi che fosse rivolta soprattutto a soddisfare l'appetito della macchina amministrativa europea. Voi sapete che su questo stiamo lavorando, particolarmente con il cancelliere tedesco Merz, in uno sforzo avviato a partire dal vertice bilaterale Italia-Germania dello scorso gennaio, che si è poi concretizzato in diverse iniziative congiunte, sulle quali stiamo progressivamente coinvolgendo sempre più liberi europei e segnatamente quelli che ovviamente sono più sensibili a questo tema".

L’obbiettivo

"L'altro grande obiettivo", ha continuato Meloni, "è quello di continuare a costruire meccanismi, anche innovativi, per incentivare la crescita e la competitività. Uno di questi meccanismi è certamente quello della zona economica speciale e unica per il Mezzogiorno. Abbiamo ridotto i tempi burocratici, accelerato le autorizzazioni, garantito regole più chiare. Il risultato è che in soli due anni sono stati autorizzati oltre 1.300 investimenti, anche sostenuti con il credito d'imposta che, peraltro, abbiamo rifinanziato per tre anni con un giro d'affari complessivo di 55 miliardi di euro. E anche grazie alla ZES il Mezzogiorno è cresciuto più della media nazionale sia in termini di PIL sia in termini di occupazione. Mezzo milione di persone al Sud ha trovato un lavoro dall'inizio del mandato di questo governo. Io considero un segnale estremamente importante perchè dimostra che quando lo Stato crea condizioni favorevoli, il Sud sa rispondere con energia e con capacità e può arrivare addirittura a trainare la crescita economica dell'intera nazione perché lo sviluppo del Mezzogiorno è condizione essenziale per rendere più forte e competitiva l'Italia".

Il nucleare

Quanto all'energia nucleare, ha ribadito la premier, "non ho dubbi sul fatto che la ripresa della produzione sia un obiettivo alla nostra portata, è importante per la nostra competitività. Sono molto determinata su questo" e "entro l'estate sarà approvata la legge delega e poi saranno approvati i decreti attuativi per il quadro politico necessario". Meloni ha quindi proposto agli industriali di aprire "un cantiere comune per la riforma della burocrazia in Italia". "Il governo c'è non intende indietreggiare di un solo millimetro", ha infine assicurato chiedendo ai presenti "di non avere paura", di "essere coraggiosi". "Vi prometto che io farò lo stesso", ha aggiunto. E per salire alle stelle, come scriveva Virgilio, "non dobbiamo temere di volare alto, di osare, di liberarci dalle incrostazioni, di scardinare le abitudini per concentrarci su quello che alla fine sappiamo fare meglio: resistere, inventare e rilanciare". 


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