Egitto, nella Baia dello Sceicco va in scena il secondo round di colloqui per la pace a Gaza. I nodi e le speranze

Egitto, nella Baia dello Sceicco va in scena il secondo round di colloqui per la pace a Gaza. I nodi e le speranze

Egitto, nella Baia dello Sceicco va in scena il secondo round di colloqui per la pace a Gaza. I nodi e le speranze Photo Credit: ANSA


Ieri le delegazioni di Hamas e Israele hanno iniziato a trattare nei colloqui indiretti che proseguiranno oggi dal primo pomeriggio. Filtra ottimismo, anche se i nodi sono molti. Trump chiede di fare in fretta

Sembrano essere partiti con il piede giusto i colloqui di Sharm el-Sheik. Fonti della delegazione di Hamas hanno fatto filtrare che i tavoli di ieri hanno avuto un esito definito “positivo” da più di un delegato del gruppo palestinese. Secondo le stesse fonti il primo round è durato quattro ore, i negoziati dovrebbero riprendere nel pomeriggio di oggi.

LE SPERANZE DOPO IL 7 OTTOBRE

A 2 anni dal massacro del 7 ottobre la speranza di porre fine all’eccidio in corso a Gaza è forte. Nella località turistica Sharm el-Sheik, -la Baia dello Sceicco in italiano- considerata uno dei posti più sicuri in Medio Oriente, perché dopo l’attentato del 2005 che fece 87 vittime intorno alla città è stato costruito un muro di 37 chilometri, si incontrano le delegazioni dei due nemici con i mediatori di Egitto, Qatar e Stati Uniti. La delegazione Jihadista è guidata da Kalil al Hayya, membro del politburo basato a Doha, dove è scampato all’attentato ad opera di Israele del 9 settembre e durante il quale ha perso il figlio. E’ uno dei pochi leader sopravvissuti alla catena di uccisioni di questi anni che ha falciato i vertici del gruppo terroristico. In questa sessione di colloqui la delegazione dovrebbe essere composta di 5 delegati. Non è chiaro se i i mediatori americani abbiano preso parte ai colloqui già da ieri, oppure aspettino che entrino nel vivo. Witkoff e Kushner (è genero di Trump -ha sposato la figlia Ivanka- svolge un ruolo ufficioso ed è amico di Bibi), fanno parte del gruppo americano. Entrambi hanno partecipato alla stesura del piano in 20 punti. Si tratta di colloqui indiretti, cioè i rappresentanti di Israele e Hamas si trovano in stanze diverse del resort di lusso che si affaccia sul mare, i mediatori si spostano da un luogo all’altro. Le delegazioni probabilmente non si incontreranno mai.

I NODI 

Piano in 20 punti è già stato accettato da dal premier israeliano Netanyahu. Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che Hamas ha accettato alcuni punti importanti, che i colloqui promettono esiti positivi, e che vuole arrivare in fretta ad un accordo. Hamas chiederà a Tel Aviv il rilascio dei leader condannati all'ergastolo a fronte del rilascio degli ostaggi israeliani. Ma i punti su cui vertono i dubbi degli analisti sulle possibilità di accordo sono il disarmo di Hamas, e il ritiro dalla Striscia dell’esercito israeliano. Tutti punti che nel piano sono delineati con poca chiarezza. Il rilascio degli ostaggi in 72 ore, inoltre, ha tempi improbabili da poter rispettare, viste le disastrose condizioni logistiche dell’enclave palestinese, dove sono ancora detenuti una ventina di israeliani ancora in vita. Gli altri 28-30 sono deceduti in cattività, il recupero dei cadaveri nei tunnel dove erano detenuti è molto complesso, improbabile da portare a termine in 4 giorni.



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