Medio Oriente, Israele-Iran, tensione alle stelle tra raid, minacce e contatti Trump-Netanyahu sul cessate il fuoco

Medio Oriente, Israele-Iran, tensione alle stelle tra raid, minacce e contatti Trump-Netanyahu sul cessate il fuoco

Medio Oriente, Israele-Iran, tensione alle stelle tra raid, minacce e contatti Trump-Netanyahu sul cessate il fuoco Photo Credit: EPA/ABIR SULTAN


La diplomazia degli Stati Uniti tenta di contenere la crisi regionale tra Iran e Israele dopo i bombardamenti nella notte da parte di Teheran e la risposta di Tel Aviv

Donald Trump avrebbe chiamato Benjamin Netanyahu, secondo la tv El Arabiya, dopo i bombardamenti iraniani della notte. Nelle stesse ore, Teheran ha annunciato la sospensione degli attacchi contro Israele, pur avvertendo che le operazioni potrebbero riprendere con maggiore intensità nel caso di ulteriori raid israeliani in Libano. Una posizione che conferma la natura estremamente instabile del cessate il fuoco, già messo alla prova da nuovi scambi militari.

ISRAELE E LE PAROLE DI NETANYAHU

Israele, infatti, ha dichiarato di aver colpito obiettivi militari in territorio iraniano durante la notte, nonostante un appello attribuito a Trump – e non confermato ufficialmente dalla Casa Bianca – che avrebbe invitato Netanyahu alla prudenza e a evitare nuove rappresaglie dopo il lancio di missili iraniani avvenuto domenica sera. Quegli attacchi erano arrivati in risposta a operazioni israeliane su Beirut, alimentando un ulteriore ciclo di escalation regionale. In un intervento riportato dai media israeliani, Netanyahu ha ribadito che “Iran e Hezbollah sono più deboli che mai” e che Israele mantiene il pieno diritto all’autodifesa. Il premier ha sottolineato come la campagna militare non sia ancora conclusa, lasciando intendere la possibilità di ulteriori azioni. Hezbollah, insieme all’Iran, resta uno degli attori chiave del fronte regionale. Sul piano interno, l’Idf ha comunicato una revisione delle linee guida per la popolazione. Le misure di sicurezza resteranno in vigore fino alle 6 del mattino successivo, con successive modifiche previste in base all’evoluzione della situazione. In alcune aree di frontiera sono state introdotte disposizioni parziali per attività educative e lavorative, mentre nel resto del Paese è stata autorizzata la piena ripresa delle attività senza restrizioni.

LA RISPOSTA DI TEHERAN E LA SITUAZIONE SUL CAMPO

Teheran, dal canto suo, ha accusato direttamente gli Stati Uniti di avere “responsabilità diretta” in caso di violazioni del cessate il fuoco, aumentando la pressione diplomatica su Washington in una fase già altamente instabile. Secondo fonti iraniane, esplosioni sono state registrate in tre città, tra cui la capitale Teheran. Le Forze di difesa israeliane (Israel Defense Forces) hanno confermato attacchi contro obiettivi militari nell’Iran occidentale e centrale. Gli strike israeliani sono stati presentati come risposta al lancio di 11 missili iraniani, tutti intercettati senza provocare vittime.

UNA TREGUA CHE SCRICCHIOLA

Parallelamente, la fragile tregua raggiunta l’8 aprile continua a mostrare segni di cedimento, mentre gli Stati Uniti cercano ancora un difficile equilibrio diplomatico con Teheran. In questo contesto, il capo negoziatore iraniano e presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf ha lanciato un nuovo avvertimento, sottolineando che l’Iran non tollererà “ripetute violazioni” del cessate il fuoco e promettendo una risposta coerente in caso di nuove escalation. Teheran ha inoltre chiarito che interromperà le azioni militari contro Israele a meno di ulteriori “aggressioni”, in particolare in Libano, condizione che Israele ha respinto in modo netto. Il fronte resta così altamente instabile, con il rischio concreto di una nuova spirale di attacchi incrociati.


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