Dalle Ville Venete sul Brenta ai prati di San Valentino sopra Brentonico: la sedicesima tappa del Giro d’Italia sale in quota

Dalle Ville Venete sul Brenta ai prati di San Valentino sopra Brentonico: la sedicesima tappa del Giro d’Italia sale in quota  Abstract: Da villa Contarini è partita la nuova frazione della corsa rosa. Passando da Trento e sfiorando le rive d

Dalle Ville Venete sul Brenta ai prati di San Valentino sopra Brentonico: la sedicesima tappa del Giro d’Italia sale in quota Abstract: Da villa Contarini è partita la nuova frazione della corsa rosa. Passando da Trento e sfiorando le rive d


Da villa Contarini è partita la nuova frazione della corsa rosa. Passando da Trento e sfiorando le rive del lago di Garda, i ciclisti hanno affrontato la lunghissima salita del passo San Valentino per tagliare il traguardo

Fa da sfondo allo start di questa tappa un esempio delle dimore nobiliari più spettacolari della provincia di Padova. Le Ville Venete sono una tipologia architettonica molto particolare, con una storia che risale alla Repubblica di Venezia: sono circa 5000 e sono state tutte costruite tra il 1400 e il 1800 come residenze dei signori veneziani e dell’aristocrazia veneta.


LA PARTENZA

Villa Contarini (Pd) è uno dei magnifici palazzi, un tempo dimora delle più importanti famiglie veneziane, disseminati tra le province di Vicenza, Padova e, ovviamente, Venezia. Il territorio del padovano è sempre stato un luogo di interesse per i nobili della laguna, che erano soliti risalire il corso del Brenta a bordo di eleganti burchielli, per passare la stagione estiva in una delle numerose dimore lungo il corso del fiume.  Villa Contarini a Piazzola sul Brenta è imponente, maestosa e molto estesa, con giardini, canali, statue e fontane. Conta al suo interno numerose decorazioni di epoca barocca, oltre ad un battistero e una dependance all’ombra del corpo centrale dell’edificio. Questo capolavoro architettonico divenne il palcoscenico di sontuose feste barocche, all’insegna della musica e del teatro, che celebravano il prestigio della famiglia. Esempio interessante di dimora rurale, trasformata in luogo di teatro. Caratteristica principale della villa è il legame con il genio creativo di Andrea Palladio, il grande architetto rinascimentale, -che lavorò soprattutto nel vicentino- che ne progettò la struttura. Un immenso loggiato -attribuito anch’esso al Palladio- si apre di fronte al cancello della villa, e lo spiazzo delimitato dagli archi palladiani, ogni ultima domenica del mese, si trasforma in un grande bazar d'altri tempi, attirando migliaia di visitatori alla ricerca di tesori unici e introvabili nella fiera dell’antiquariato tra le più celebri d'Italia. Oltre 800 espositori partecipano alla suggestiva mostra/mercato dal nome evocativo: Cose d’altri tempi.


IL PASSO SAN VALENTINO

L’arrivo del Giro è in quota, a 1315 metri, con una salita impegnativa di una ventina di chilometri. Chissà se i corridori riescono a godere dei panorami che li circondano, o la fatica è tale da non avere energie da poter disperdere oltre a quelle profuse nella pedalata. San Valentino di Brentonico, alle pendici del Monte Baldo, è una distesa verde, che alterna prati, pascoli e malghe isolate, a fitti boschi di conifere. Brentonico, il paese che precede l’ultima salita, si è vestito di rosa per salutare il passaggio dei ciclisti. È una piccola località di montagna, con un centro storico curato, palazzi bassi e graziosi e un parco centrale che ha ospitato un maxi schermo puntato sulla corsa per aggiornare tutti gli appassionati radunati sotto un tendone allestito dagli alpini che distribuivano, anche, canederli al burro e strudel di mele. Il punto di arrivo di questa giornata, fu uno snodo chiave durante la Grande Guerra, con batterie di cannoni, stazioni teleferiche e strutture logistiche costruite al riparo dai tiri dell’artiglieria austro-ungarica, il Passo di San Valentino collegava vie strategiche utilizzate dall’esercito italiano per il rifornimento del fronte. I soldati costruivano baracche e postazioni, affrontando condizioni climatiche estreme. Le valanghe erano spesso più letali degli austriaci. Una targa ricorda quella del dicembre 1916, che colpì una baracca uccidendo una trentina di soldati.


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