Calcio, Mario Balotelli dice con forza no al razzismo

Calcio, Mario Balotelli dice con forza no al razzismo

Calcio, Mario Balotelli dice con forza no al razzismo


Il calciatore della Nazionale vorrebbe un’Italia capace di accogliere e integrare

Da cinque anni Mario Balotelli non parlava in conferenza stampa con addosso la tuta della nazionale. Lo ha fatto adesso, per dire cose non banali. Di calcio ma soprattutto di altro. “Il razzismo io l’ho vissuto – ha raccontato Balotelli- fin da quando ero piccolo; è un qualcosa che fa male e dà fastidio; è ora che l’Italia diventi un paese più aperto e che cominci a integrare le persone che arrivano da fuori. Questo già succede in Francia e in Inghilterra”. Parole in rotta di collisione con il neo ministro dell’interno e vice premier Matteo Salvini, che già in passato aveva polemizzato con Balotelli.
Nei giorni scorsi c’era stata una discussione sulla possibilità che Mario diventi il primo capitano di colore della storia della nazionale italiana; l’interessato ha risposto così: “Sarò sincero: fare il capitano per me non è importante, io sono in nazionale per fare gol, non per essere capitano. E il buon esempio si può dare anche senza avere la fascia al braccio. Tuttavia per gli altri potrebbe essere un bel segnale, soprattutto per gli immigrati, per gli africani che vivono qui: rappresentare il mio paese, l’Italia, pur essendo di origini africane, sarebbe qualcosa di forte”.

Parlando della sua assenza dalla Nazionale per quattro anni, Balotelli ha dichiarato: “ammetto che durante la gestione di Antonio Conte io non ero al meglio, quindi è stato giusto non convocarmi. Invece non mi spiego perché Ventura mi abbia lasciato a casa. L’ex ct ha provato anche a darmi una spiegazione, ma –sinceramente- non ho capito cosa volesse dirmi”.

Paolo Pacchioni


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