Sparatoria alla Brown University, due studenti uccisi e nove feriti mentre prosegue la caccia al killer

Sparatoria alla Brown University, due studenti uccisi e nove feriti mentre prosegue la caccia al killer

Sparatoria alla Brown University, due studenti uccisi e nove feriti mentre prosegue la caccia al killer Photo Credit: ANSA


Paura all’ateneo di Providence durante gli esami: un uomo armato spara vicino alla facoltà di Ingegneria. Due vittime, nove feriti, sospetto ancora in fuga

Nel primo pomeriggio di sabato, mentre il campus si preparava a chiudere il semestre e molti studenti erano immersi nelle ultime prove d’esame, la normalità della Brown University è stata spezzata da una raffica di colpi. In pochi istanti, uno dei più antichi e prestigiosi atenei degli Stati Uniti si è trasformato in uno scenario di emergenza, con sirene, messaggi di allerta e decine di giovani barricati nelle aule o nascosti nei corridoi. La sparatoria avvenuta a Providence, nel Rhode Island, ha causato la morte di due studenti e il ferimento di altri nove, alcuni dei quali in condizioni gravi, secondo il bilancio ufficiale fornito dalle autorità locali.

UNA GIORNATA COME LE ALTRE, POI L'INCUBO

L’episodio si è verificato nelle vicinanze del complesso Barus & Holley, un edificio di sette piani che ospita la Facoltà di Ingegneria e il Dipartimento di Fisica. Si tratta di una delle strutture più frequentate del campus, con oltre cento laboratori, decine di uffici e numerose aule. La giornata era particolarmente affollata perché coincideva con il secondo giorno degli esami finali del semestre autunnale, un momento in cui molti studenti si muovono tra lezioni, prove scritte e preparativi per il rientro a casa in vista delle festività. I primi spari sono stati uditi a metà pomeriggio e hanno subito innescato il protocollo di emergenza dell’università. Attraverso messaggi inviati sui telefoni e sui canali ufficiali, l’ateneo ha invitato studenti e personale a chiudersi a chiave, spegnere le luci, silenziare i cellulari e restare nascosti fino a nuovo ordine. In una fase iniziale era stata diffusa anche la notizia dell’arresto di un sospetto, rivelatasi poco dopo errata: si trattava di una persona estranea ai fatti. L’informazione sbagliata ha generato confusione anche a livello nazionale, tanto che Donald Trump ha rilanciato l’annuncio sui social prima di correggersi.

IL RACCONTO DEGLI STUDENTI

All’interno del campus, la paura ha lasciato spazio a scene di grande tensione. Molti studenti hanno contattato familiari e amici per rassicurarli, mentre altri hanno raccontato in diretta ai media americani ciò che stavano vivendo, descrivendo il terrore dei minuti trascorsi in silenzio e l’angoscia per quanto stava accadendo a pochi metri di distanza. Le autorità cittadine hanno invitato anche i residenti delle aree circostanti a restare in casa e a prestare la massima attenzione, sottolineando che il responsabile poteva essere ancora armato e in fuga.

SI CERCA L'ATTENTATORE

Durante una conferenza stampa, la presidente dell’università, Christina Paxton, ha confermato che le vittime e tutti i feriti sono studenti della Brown University. La polizia di Providence ha diffuso successivamente un breve filmato che mostra il sospettato mentre si allontana a piedi dall’area del campus in direzione di Hope Street. Dalle immagini, riprese dalle telecamere di sorveglianza, si distingue un uomo vestito di nero, con abiti larghi; il volto non è visibile perché ripreso di spalle e, secondo alcune testimonianze, durante la sparatoria potrebbe aver indossato una mascherina mimetica grigia. L’età stimata si aggirerebbe intorno ai trent’anni, ma al momento l’identità resta sconosciuta. Per le ricerche sono stati mobilitati circa 400 agenti delle forze dell’ordine, impegnati a setacciare il campus e le zone limitrofe. Il vice comandante della polizia, Timothy O’Hara, ha ribadito che ogni segnalazione potrebbe essere determinante per risalire all’autore dell’attacco. Nel frattempo, il sindaco di Providence, Brett Smiley, ha dichiarato che non risultano minacce immediate per la comunità nel suo complesso, pur annunciando un rafforzamento della presenza delle forze di sicurezza in città. Secondo Smiley, non sarebbe necessario cancellare gli eventi pubblici previsti, compresa la festa di Natale, assicurando che i cittadini potranno partecipare alle celebrazioni religiose in sicurezza.


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