Boom di scialpinismo, con gli impianti di risalita chiusi, in tanti cercano delle alternative

Boom di scialpinismo, con gli impianti di risalita chiusi, in tanti cercano delle alternative

Boom di scialpinismo, con gli impianti di risalita chiusi, in tanti cercano delle alternative


Gli appassionati della montagna sono a caccia di possibilità per sfogare la propria passione, in tempi di lockdown e pandemia

La neve non manca in questo dicembre così particolare. Gli impianti di risalita resteranno fermi fino al 7 gennaio, a causa della pandemia, ma questo di  certo non ha fermato gli appassionati della montagna. Non potendo salire in quota comodamente con le seggiovie e  cabinovie, si sale con le pelli di foca. Quest' inverno lo scialpinismo e le ciaspole registrano un vero e proprio  boom.

Lo stesso vale anche per lo sci da fondo e la slitta. Lo scorso fine settimana i parcheggi dei centri sciistici ovviamente non erano esauriti, ma chi pensava di trovare la solitudine è rimasto sorpreso. Dopo le nevicate record dei giorni scorsi le piste erano popolate da scialpinisti. "Abbiamo aperto appena una settimana fa, dopo il lockdown, e registriamo un buon afflusso di clienti", racconta Christian Werth di Mountain Spirit, un negozio di sport di montagna a Bolzano. "Ovviamente - prosegue - chi di solito fa discesa ora butta l'occhio sullo scialpinismo, per non stare fermo".

Per l'acquisto di un'attrezzatura completa di base va preventivato un budget di 1.200 euro circa, molto più convenienti invece le ciaspole, le racchette da neve. Si parte da 150 euro circa. Per questo motivo vanno letteralmente a ruba e sono ormai difficili  da trovare nei negozi.  Chi sa sciare e si avvicina allo scialpinismo per colpa del lockdown degli impianti, sale e scende dalle piste. Muoversi sul fuoripista richiede una certa preparazione tecnica e fisica.

"La voglia di montagna è comprensibile, l'abbiamo visto anche dopo il lockdown in primavera", spiega Giorgio Gajer, presidente del soccorso alpino Cnsas del Cai altoatesino. I pericoli della montagna, d'estate come d'inverno, non vanno però sottovalutati. "Muovetevi con prudenza, perché la macchina dei soccorsi è ben oliata, ma l'emergenza Covid rappresenta un problema serio", questa la raccomandazione di Gajer. Un appello alla prudenza viene lanciato anche dagli impiantisti. "Sulle piste in questi giorni si lavora in continuazione in vista dell'apertura degli impianti il 7 gennaio", fa presente il direttore marketing di Dolomiti Superski, Marco Pappalardo.

Per questo motivo l'accesso alle piste è vietato. Non va neanche sottovalutato il rischio valanghe. "Sui pendii sopra gli impianti il pericolo valanghe attualmente è elevato", sottolinea Pappalardo. Per questo motivo - spiega - alcune piste sono state preparate e appositamente aperte agli scialpinisti. Il pericolo valanghe deve anche essere valutato bene da chi si muovi con le ciaspole, un'attività che richiede meno preparazione tecnica, ma che comunque non è senza rischi, appena si lascia il bosco. "Evitiamo di intasare gli ospedali, che in questo momento hanno ben altro da fare", ammonisce Gajer. 


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