82. Mostra del Cinema di Venezia: Stefano Sollima e Leonardo Fasoli presentano “Il Mostro” a RTL 102.5

82. Mostra del Cinema di Venezia: Stefano Sollima e Leonardo Fasoli presentano “Il Mostro” a RTL 102.5

82. Mostra del Cinema di Venezia: Stefano Sollima e Leonardo Fasoli presentano “Il Mostro” a RTL 102.5


Nel corso di “Miseria e nobiltà”, il regista e il co-sceneggiatore hanno presentato la serie fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2025

Stefano Sollima, regista e sceneggiatore italiano, e Leonardo Fasoli, sceneggiatore e scrittore italiano, sono stati ospiti di RTL 102.5, in compagnia di Ivana Faccioli e Mario Vai, nel nostro studio a Palazzo del Casinò, a Venezia, in occasione della 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Sollima e Fasoli hanno presentato “Il mostro”, una serie in lingua italiana basata sulla tragica vicenda del Mostro di Firenze e che viene presentata oggi fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2025. La serie sarà composta da quattro episodi e sarà disponibili su Netflix a partire dal 22 ottobre 2025.

Sinossi e cast

Otto duplici omicidi. Diciassette anni di terrore. Sempre la stessa arma. Una beretta calibro 22. Una delle più lunghe e complesse indagini italiane sul primo e più brutale serial killer della storia del Paese: il Mostro di Firenze. Questa storia è stata ricostruita sulla base dei procedimenti e delle indagini ancora in corso. In una storia dove i mostri possibili, nel corso del tempo e delle indagini, sono stati molti, il nostro racconto esplora proprio loro, i possibili mostri, dal loro punto di vista. Perché il mostro, alla fine, potrebbe essere chiunque. Il cast è composto da Marco Bullitta, Valentino Mannias, Francesca Olia, Liliana Bottone, Giacomo Fadda, Antonio Tintis e Giordano Mannu.

Le parole di Stefano Sollima

Nel corso di “Miseria e nobiltà”, Stefano Sollima, direttamente da Venezia, ha raccontato, in diretta su RTL 102.5, come è nata la serie “Il Mostro” «Io ho cominciato a leggere banalmente dei libri, pensavo di sapere molte cose sul Mostro di Firenze, in realtà ho scoperto che non le sapevo affatto. Quindi, ho continuato a leggere e abbiamo letto tutto quello che è stato scritto: libri di investigatori che avevano partecipato alle indagini e ascoltato giornalisti che avevano seguito la cronaca giudiziaria. La cosa che ti colpisce e che ti fa venire voglia di studiare e approfondire il caso è che tutto quello che leggi aveva un peccato originale, un vizio di fondo, che era la teoria. Era come se una parte della realtà fosse stata omessa per dimostrare la tesi, quindi avevo una sensazione di incompletezza continua. Anche quando abbiamo iniziato a lavorare sugli atti giudiziari e processuali, un po’ questa sensazione continuava. Di fatto, la storia del Mostro è stata raccontata, ma ha innumerevoli teorie». Ed è proprio sulle teorie che si sofferma Sollima, ai microfoni di RTL 102.5: «Visto che c’erano così tante tesi, ci siamo chiesti come poter raccontare la storia in modo da ordinare semplicemente i fatti, attenendoci a quelli. E ci è venuta l’idea di raccontarlo, non dal punto di vista degli investigatori, quindi della caccia al mostro, ma provando a mettere in scena tutti coloro che sono stati sospettati di essere il Mostro. Questo ci ha consentito di non dover abbracciare una sola tesi, ma di poterle raccontare tutte. Il racconto iniziale era un segmento investigativo detto “la pista sarda”, quindi serviva un cast di attori che rispettasse quella specificità culturale e linguistica, perché c’è una parte in dialetto sardo. Per registrare, abbiamo usato moltissime location vere e quelle che abbiamo escluso, per una questione di rispetto, erano i luoghi dove sono avvenuti gli omicidi».

Il commento di Leonardo Fasoli

«È partito tutto da quando emerge la figura del Mostro, che non avviene subito ma dopo i primi tre delitti, per cui c’è un momento in cui si capisce che questi delitti sono collegati. Quindi siamo partiti dall’inizio, da quando in Italia si percepisce che esiste un serial killer che uccide delle coppie. Andando a vedere quello che era successo lì, il primo input importante è che la pistola che ha ucciso le prime tre coppie era la stessa arma e lo stesso tipo di proiettile. Siamo andati, quindi, a vedere cosa c’era dietro questo caso» ha svelato Leonardo Fasoli, ai microfoni di RTL 102.5.


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