Web economy, distruzione o creazione di nuova economia?

Web economy: distruzione o creazione di nuova economia?

Web economy: distruzione o creazione di nuova economia?


Rajae Bezzaz e una riflessione sull'attualità

Nel 2013 la pubblicità sui giornali americani era diminuita del 70 per cento rispetto a 10 anni prima. Tra il 1999 e i 2014 le vendite di musica registrata sono diminuite nel mondo intero del 45 per cento. Il 2007 è il primo anno in cui negli Stati Uniti non si è aperto un nuovo grande magazzino. Nel 2015 il 44 per cento degli adulti negli Stati Uniti vivono in case senza connessione telefonica fissa. Un bollettino di guerra economica; dati oggettivamente economicamente distruttivi. O forse altro? Per comprendere gli effetti occorre anche analizzare le ragioni di un fenomeno. Le ragioni di tali dati stanno nella natura dell'economia dei beni di informazione unita a quella delle reti e della loro fruibilità.
I beni di informazione hanno sempre due caratteristiche importanti:sono gratuiti, in quanto il costo di riproduzione è praticamente nullosono perfetti, in quanto ogni copia è assolutamente identica all' originale.Le reti inoltre aggiungono una terza caratteristica che è la disponibilità istantanea e in ogni luogo.Le piattaforme sono ormai lo strumento dell’economia “del gratuito” in quanto l'ambiente digitale è caratterizzato da costi marginali di accesso, di riproduzione, di distribuzione praticamente prossimi allo zero.Non si ne comprende il senso e la portata di questa “economia del gratuito”?Un esempio per tutti: Wilkipedia ha letteralmente posto nel dimenticatoio gli acquisti di enciclopedie del passato che venivano effettuati per valori di milioni delle “vecchie lire” (anche a rate!).Oggi un ricordo pari ad un racconto “dei nonni” … cosa invece di nomale uso fino alla metà degli anni 90…Internet è ormai divenuta la piattaforma universale basata su quel protocollo di comunicazione che si è costruito sul World Wide Web.La prima generazione di piattaforme ha riguardato indubbiamente l’industria dell'informazione, in modo particolare la musica consentendo di ridurre ciò che si poteva comprare rendendo possibile l’acquisto da tutto un CD a un solo brano consentendo, però, di aumentare tutto ciò da cui si può scegliere.La seconda generazione di piattaforme che si sta diffondendo oggi nel resto dell'economia viene definita “O2O”, che sta per “Online to Offline”.Oltre alle varie Uber, Airbnb ed altri ancora che si rivolgono alle persone, vi sono piattaforme per le aziende volte alla ottimizzazione dei processi produttivi e imprenditoriali al fine di ridurre l'inefficienza per esempio dei ritorni “a vuoto” nei trasporti su gomma, per offrire spazi di magazzino rimasti inutilizzati, per offrire proposte di professionisti freelance, per trovare luoghi per eventi e conferenze o soggetti per focus group.Costituiscono la più interessante combinazione dell'economia dei web con l'economia “reale” nel trattare ed elaborare un immenso volume di dati con le richieste del mercato e le possibili disponibilità del mercato stesso.Di fatto questo nuovo sistema di piattaforma della seconda generazione avvicina l'ideale del “gratuito, perfetto ed istantaneo” proprio del mondo dei web; ma offre anche i mezzi e gli strumenti per risolvere i problemi e le esigenze del mondo dell’economia “reale”, cioè la disponibilità oggettivamente limitata dei mezzi e la deperibilità degli asset.Oggi il turista, il camionista che non vuole fare il ritorno a vuoto, lo studente che vuole andare da Milano a Londra spendendo poco, sa che la possibile transazione avverrà rapidamente e senza spiacevoli sorprese.Le piattaforme stanno già modificando rapidamente i mercati in cui operano ma non è detto che li distruggano, anzi.Molti alberghi crescono anche in presenza di Airbnb; questa ha avuto un fortissimo impatto sul business di viaggiare da una città all'altra, non sul business di stare in una città. Ha creato un nuovo mercato, quello di persone che vogliono qualcosa di diverso, oltre che più a buon mercato, di quanto offerto dagli alberghi.Allora Wilkipedia che ha seppellito le care e vecchie enciclopedie? … sicuramente molta meno carta in circolazione… ma qualcuno continua a scrivere gestire l’aggiornamento delle informazioni e se necessito di maggiori approfondimenti corro in libreria ad acquistare lo specifico libro (stante la “fine” dell’e-book) …. (sbaglio o ricorda il CD con il brano ma “al contrario”..?)


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