Unione Europea: scintille in Aula al Senato, è duro scontro Meloni-Movimento Cinque Stelle sulle banche

Unione Europea: scintille in Aula al Senato, è duro scontro Meloni-Movimento Cinque Stelle sulle banche

Unione Europea: scintille in Aula al Senato, è duro scontro Meloni-Movimento Cinque Stelle sulle banche Photo Credit: Agenzia Fotogramma


Intanto l'esame della manovra economica prenderà il via in aula a Montecitorio alle 8 di domani con la discussione generale. Votazioni non prima delle 11, con la fiducia. E' molto probabile, inoltre, che il via libera di Palazzo Madama arrivi dopo Natale

Scintille a Palazzo Madama con un vivace botta e risposta tra Giorgia Meloni e i senatori del Movimento 5 Stelle sui rapporti tra il governo e le banche. I toni si alzano tanto che Ignazio La Russa interviene più volte per richiamare i parlamentari pentastellati mentre la premier è impegnata nelle repliche nell'Aula del Senato in vista del prossimo Consiglio europeo.

Lobby

"Siamo stati accusati che di essere servi di varie lobby tra cui quella delle banche. C'è una differenza fondamentale tra chi ha chiesto un contributo di 3,6 miliardi di euro alle banche e alle assicurazioni..." Meloni viene poi interrotta dal brusio delle opposizioni. "Floridia lasci parlare il presidente con il tono che desidera", chiede La Russa. "Penso che non si possa accusare di essere servo delle lobby delle banche - riprende la premier - chi ha coperto parte delle legge di Bilancio, precisamente con 3,6 miliardi di euro, per il taglio del cuneo fiscale, i provvedimenti per le famiglie e i lavoratori". Si levano a gran voce le proteste del M5S. "Patuanelli lasciamo parlare il presidente. Si accomodi, senatore Licheri. La richiamo all'ordine per la seconda volta non mi costringa a prendere provvedimenti disciplinari", avverte il presidente del Senato.

L’opposizione

"I provvedimenti del vostro governo non li ho votati io ero all'opposizione", dice ancora Meloni definendo "ingenerose" le accuse dell'opposizione. Quello fatto dal governo "penso che sia un cambio di passo importante - sottolinea ancora la premier - rispetto a quello che è stato fatto da quelli che oggi ci accusano di essere servi delle lobby delle banche. Ricordo di avere contestato quando governava il M5S, il modo in cui era stato disegnato un provvedimento che l'allora presidente Conte definì 'potenza di fuoco' di 400 miliardi di euro messi a disposizione delle banche per concedere prestiti alle imprese e ai cittadini senza impedire che le banche utilizzassero la garanzia dello Stato per rinegoziare prestiti che avevano già fornito. Penso che sia questo sia regalare soldi alle banche. Sono contenta di guidare un governo che su questo ha corretto la rotta". Meloni prima di lasciare l'Aula di Palazzo Madama ha rivolto gli auguri di Natale all'assemblea e per un 2025 "migliore del 2024 per tutti noi e per la nostra Nazione".

La manovra

Intanto l'esame della manovra prenderà il via in aula alla Camera alle 8 di domani con la discussione generale. Votazioni non prima delle 11, con la fiducia. E' quanto emerso dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio, che si è riunita stamattina. L'obiettivo è quello di chiudere tra due giorni con l'approvazione del testo alla Camera: venerdì è infatti prevista alle 11 la votazione per appello nominale sulla fiducia, con dichiarazioni di voto alle 9.30. L' esame prosegue dalle 12.30 alle 20 di venerdì con le votazioni dei restanti articoli, delle proposte emendative e degli odg, dalle 20 alle 21 l'esame della Nota di variazioni e dalle 21 alle 22.30 dichiarazioni di voto finale e voto finale. Un eventuale rinvio in Commissione per motivi di ordine tecnico, che in caso dovrebbe emergere entro domattina nella fase della discussione generale, potrebbe comunque causare una variazione del cronoprogramma fissato in capigruppo. E' molto probabile, inoltre, che il via libera del Senato arrivi dopo Natale: "Siamo pronti ad andare anche al 27 e al 28 dicembre, perché sono giorni lavorativi e non si può escludere che dovremo tornare, non c'è niente di strano: tanti lavoratori lavorano il 27 e il 28 e se il Senato dovrà stare aperto starà aperto" così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, commentando il 16 dicembre i tempi di approvazione della manovra a margine degli auguri di Natale ai dipendenti di Palazzo Madama. E il premier Giorgia Meloni, replicando in Senato, sfida le opposizioni: "Sarei molto contenta se ci mettessimo d'accordo sui tempi per un'approvazione della manovra senza il voto di fiducia, chiaramente dobbiamo rispettare i tempi della manovra".



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