Trump sente Putin e riceve Zelensky, 'accordo sempre più vicino'. Ora la palla è nel campo di Putin

Trump sente Putin e riceve Zelensky, 'accordo sempre più vicino'. Ora la palla è nel campo di Putin

Trump sente Putin e riceve Zelensky, 'accordo sempre più vicino'. Ora la palla è nel campo di Putin Photo Credit: Foto: Ansa/Presidential Press Service


'Il Donbass irrisolto ma nella giusta direzione'. A gennaio nuovo round con gli europei, a Washington, tra Trump e Zelensky

Un accordo "è vicino. Se le cose vanno bene fra poche settimane ci potrebbe essere". Donald Trump appare ottimista accanto a Volodymyr Zelensky al termine del loro incontro, preceduto da una lunga e "molto costruttiva" telefonata con Vladimir Putin. "Qualcuno direbbe che siamo al 95%, io non so la percentuale ma abbiamo fatto molti progressi", ha detto soddisfatto. Restano comunque, ha ammesso, "uno o due temi spinosi". Fra questi il Donbass. "E' una questione difficile. Abbiamo posizioni diverse con la Russia", ha ribadito Zelensky. "Non direi che su questo punto c'è accordo ma ci stiamo avvicinando. E' un grosso problema ma siamo più vicini di quanto probabilmente fossimo. Ci stiamo muovendo nella giusta direzione", ha spiegato il presidente americano rispondendo a chi gli chiedeva se ci fosse un accordo sul Donbass come zona di libero scambio. Un altro nodo da sciogliere oltre ai territori è una possibile tregua: "Ci stiamo lavorando, capisco Vladimir Putin su questo punto", ha osservato il tycoon.

LA TELEFONATA CON PUTIN

Nel corso della telefonata con lo zar che ha preceduto il bilaterale con Zelensky, Washington e Mosca - ha riferito il Cremlino - hanno concordato sul fatto che una tregua prolunghi solo le ostilità. Altro tema ancora irrisolto è quello della centrale nucleare di Zaporizhzhia: Trump e Putin ne hanno parlato e il leader del Cremlino "sta lavorando con l'Ucraina per farla aprire. E' bravo in questo senso", ha messo in evidenza il presidente americano dopo aver osservato che Putin è "molto serio" nel volere la pace.

L'ANALISI DI TRUMP

Sia Zelensky che lo zar "vogliono un accordo" e che ci sono gli "elementi per raggiungerlo. Siamo nelle fasi finali dei colloqui. O la guerra finirà o andrà avanti per molto tempo", è stata l'analisi del tycoon. Per ora comunque un incontro a tre appare difficile: "Ci sarà al momento giusto", ha osservato Trump riferendo che la Russia "aiuterà" con la ricostruzione dell'Ucraina. "Vogliono che abbia successo", ha spiegato ancora il tycoon.

IL CONFRONTO CON I LEADER EUROPEI

Nel corso del faccia a faccia con Zelesnky, Trump si è anche collegato con il leader europei. L'Europa avrà un ruolo nelle garanzie di sicurezza per Kiev: "Ci sarà un'intesa sulla sicurezza. Sarà un accordo solido. Le nazioni europee sono coinvolte in questo", ha messo in evidenza Trump senza comunque entrare nei dettagli. Ai leader del Vecchio Continente Trump e Zelensky hanno illustrato i risultati raggiunti nel negoziato in corso e indicato le questioni ancora aperte. E il presidente ha ipotizzato - secondo quanto riferito da Zelensky - di poterli ospitare il mese prossimo alla Casa Bianca. Intervenendo nella chiamata, la premier Giorgia Meloni ha ricordato l'importanza della coesione tra partner in un momento in cui il processo negoziale segna passi in avanti e ha ribadito l'esigenza di mantenere la massima convergenza sui temi che toccano gli interessi vitali dell'Ucraina e dei suoi partner europei. "Sono stati compiuti progressi significativi, che abbiamo accolto con favore. L'Europa è pronta a continuare a lavorare con l'Ucraina e i nostri partner statunitensi per consolidare questi progressi. Fondamentale per questo sforzo è avere garanzie di sicurezza incrollabili fin dal primo giorno", ha commentato la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen. Per Zelensky la visita a Mar-a-Lago - la sua prima, mentre sono sette le occasioni in cui quest'anno ha incontrato Trump - è stata una prova cruciale. Il presidente ucraino è arrivato in giacca ed è apparso sereno al fianco di Trump nonostante i rapporti non sempre facili fra i due, soprattutto dopo lo scontro di febbraio nello Studio Ovale. Questa volta però i toni sono apparsi diversi: il presidente americano lo ha elogiato e lo ha definito coraggioso. Zelensky si è presentato da Trump mettendo sul piatto la possibilità di un referendum sul piano di pace, in un'apertura ritenuta significativa in quanto mostra come il presidente ucraino non escluda più concessioni territoriali. E si è detto disponibile anche, in caso di accordo, alle prime elezioni dal 2019 - una richiesta di Mosca appoggiata da Trump - a patto che la sicurezza sia garantita. Aperture che il presidente americano sembra aver apprezzato. Il tycoon non ha escluso infatti di recarsi in Ucraina o di parlare direttamente al parlamento di Kiev sul piano di mettere fine alla guerra. Non è ancora chiaro se il piano in 20 punti elaborato da Kiev e Washington incasserà alla fine il via libera di Mosca: molti continuano a dubitare che il Cremlino sia veramente interessato a chiudere la guerra, come dimostrato dagli incessanti attacchi in Ucraina. Ma dopo i progressi fra Trump e Zelensky, la palla è nel campo di Putin. 


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