Tragedia familiare a Perth in Australia: genitori uccidono i figli autistici e si tolgono la vita

Tragedia familiare a Perth in Australia: genitori uccidono i figli autistici e si tolgono la vita

Tragedia familiare a Perth in Australia: genitori uccidono i figli autistici e si tolgono la vita   Photo Credit: facebook/ maiwenna goasdoue


06 febbraio 2026, ore 17:00

Il dramma della disabilità e della solitudine familiare: una lettera svela le motivazioni del gesto estremo

La coppia Jarrod Clune e la sua compagna Maiwenna Goasdoue in Australia hanno ucciso i due figli adolescenti a Perth, in Australia, per poi togliersi la vita in un’altra stanza della casa. I due ragazzi, Leon e Otis di 16 e 14 anni, erano entrambi affetti da una grave forma di autismo. A chiamare i soccorsi intorno alle 8: 15 del mattino è stato un'assistente sociale che non era riuscita a contattare la famiglia e che, arrivato di fronte all’abitazione, aveva trovato un cartello con scritto “Non entrare” e i numeri di emergenza da chiamare.

Dinamiche e motivazioni del gesto

Secondo gli investigatori si è trattato di un caso omicidio-suicidio: i genitori avrebbero ucciso prima i loro figli e i loro due cani e il gatto, per poi togliersi la vita. Secondo le indagini, la tragedia sarebbe stata provocata con il gas. Ad aiutare gli investigatori a ricostruire i fatti è stata una lettera trovata in casa. Nel messaggio la coppia si disponeva le loro ultime volontà, comunicando di aver deciso di uccidere i figli per solitudine e difficoltà a  continuare a vivere.

Il contesto familiare

Gli investigatori stanno ricostruendo l’accaduto attraverso le testimonianze di alcuni conoscenti “Avevano paura di portare i loro figli in una struttura adeguata perché temevano che potessero essere umiliati. I genitori frequentemente si sentivano intrappolati e pensare di non avere più una scelta” hanno dichiarato i loro amici. I genitori partecipavano a diverse associazioni per famiglie con figli autistici. Alcune persone hanno testimoniato che la coppia si sentiva sola perché non aveva il sostegno dei familiari. Inoltre i minorenni molte volte non riuscivano a dormire nel corso della notte e non andavano a scuola per molto tempo. In precedenza avevano seguito le lezioni al collegio anglicano per ragazzi. Otis, il più piccolo, due anni fa era stato espulso. Alla fine i genitori si erano rivolti ad un istituto per ragazzi con bisogni speciali.


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