
Tragedia familiare a Modena, un anziano di 83 anni ha ucciso moglie e figlio e poi si è impiccato Photo Credit: agenzia ipa
24 aprile 2025, ore 19:30
L'anziano avrebbe avvertito il peso della situazione familiare quando gli è stato comunicato un problema di salute serio, ha ucciso moglie e figlio, prima di farla finita
La tragedia familiare si è consumata in un appartamento di strada Pomposiana a Modena, zona Marzaglia. Gian Carlo Salsi, è stato trovato morto questa mattina intorno alle 9.30 dal fratello Franco che abita vicino, nella stessa palazzina. L'uomo si era preoccupato perché non aveva ancora sentito i parenti e le finestre dell'appartamento erano rimaste chiuse. La porta invece era aperta e il corpo dell'anziano era appeso, mentre i cadaveri del figlio Stefano, 48enne e della moglie Claudia Santunione, 79enne, erano nei loro letti. Probabilmente sono stati soffocati, poi deposti con cura sui letti, ma sulle cause della morte, avvenuta tra la sera e la notte, dovranno essere svolti accertamenti. Non sarebbero state trovate armi. Indagano i carabinieri del nucleo investigativo, coordinati dalla Procura di Modena che disporrà le autopsie.
La roccia si era scalfita
Sembra che Salsi, chiamato da tutti Carlo, avesse saputo da poco di avere a sua volta un problema di salute e sarebbe stato questo il motivo che lo ha spinto ad agire con disperazione: la paura di non farcela più e la preoccupazione per il futuro dei suoi familiari, non autosufficienti, che finora era riuscito ad accudire, con ammirevole dedizione. Il marito era un camionista, lei titolare di un forno non lontano da casa, sempre a Marzaglia dove era molto conosciuta, fino alla pensione. Il figlio Stefano aveva da poco iniziato a fare qualche lavoretto, in una struttura.
Riservati e colmi di orgoglio, sino alla fine
Da co tempo si erano trasferiti nella casa dove sono morti, probabilmente per essere più vicini ai parenti. Salsi era stato visto anche nei giorni scorsi mentre portava il figlio Stefano fuori dalla casa. "Non ha mai dato segni di impazienza, è stato sempre molto attivo nel gestire la famiglia. Sapevamo le difficoltà a sopportare il peso della situazione, ma erano molto abituati a fare le cose da soli, erano riservati. Avevo sentito mia sorella a Pasqua per gli auguri, l'ultima volta. Si era ammalata due-tre anni fa. Non li ho mai visti alterati dallo sforzo. Forse, essendo una persona molto autonoma e che non ha mai chiesto aiuto, ad un certo punto il marito di mia sorella non ha più retto", ha raccontato il fratello della moglie ai giornalisti. A Stefano era stato dedicato un trofeo di ciclismo, sport di cui era appassionato, il premio Stefano Salsi, che si svolgeva da una ventina d'anni.