Telefonata tra Papa Leone e Netanyahu, il pontefice chiede di fermare le armi e di proteggere i luoghi di culto

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Telefonata tra Papa Leone e Netanyahu, il pontefice chiede di fermare le armi e di proteggere i luoghi di culto


Il cardinale Pizzaballa in missione a Gaza all'indomani del raid israeliano sulla chiesa della Sacra Famiglia

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha invitato Papa Leone XIV a recarsi in visita in Israele durante il colloquio avuto in seguito al raid  che ha colpito la chiesa della Sacra Famiglia nella Striscia di Gaza, causando tre vittime e una decina di feriti. Durante la conversazione, il Pontefice ha rinnovato l'appello affinché si arrivi a un cessate il fuoco e alla fine della guerra. Il santo padre, in particolare, ha espresso preoccupazione per la tragica situazione umanitaria della popolazione di Gaza, sottolineato anche l'urgente necessità di proteggere i luoghi di culto e tutte le persone presenti in Israele e nei territori palestinesi. Il primo ministro israeliano Netanyahu ha informato Papa Leone XIV che i negoziati per il rilascio degli ostaggi ancora trattenuti a Gaza sono in una fase avanzata. "Siamo vicini a un accordo", ha assicurato il capo del governo dello stato ebraico. Prevost ha parlato oggi anche con il  cardinale Pizzaballa per chiedere informazioni sulla situazione a Gaza e offrire il suo sostegno, la sua vicinanza e le sue preghiere. Il patriarca latino di Gerusalemme e il patriarca greco-ortodosso di Gerusalemme, Teofilo III, sono entrati questa mattina nella Striscia. Su richiesta del Patriarcato Latino è stato garantito l'accesso per la consegna di aiuti non solo alla comunità cristiana, ma anche al maggior numero possibile di famiglie. Sono entrate nella Striscia centinaia di tonnellate di scorte alimentari, nonché kit di pronto soccorso e attrezzature mediche di urgente necessità. Al cardinale Pizzaballa sono stati mostrati i luoghi danneggiati dal raid definito un "errore" dal premier Netanyahu. Poi il cardinale Pizzaballa e Teofilo III, Patriarca Greco-Ortodosso di Gerusalemme,  hanno fatto visita ai malati e ai disabili rifugiati nella struttura, circa una cinquantina.  C'era naturalmente anche padre Gabriel Romanelli  che, dopo essere rimasto ferito a una gamba nell'attacco di ieri, ha assicurato che resterà a Gaza.



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