Stipendi, agenti e partner, Procura Figc, Juve non leale. Ma il Club bianconero, sempre operato correttamente

Stipendi, agenti e partner, Procura Figc, Juve non leale. Ma il Club bianconero, sempre operato correttamente

Stipendi, agenti e partner, Procura Figc, Juve non leale. Ma il Club bianconero, sempre operato correttamente Photo Credit: Fotogramma.it


Nuove nubi si addensano sulla Juventus. La Procura della Federcalcio chiude l’indagine su manovra stipendi e afferma che la società non fu leale

La Juve corre in campionato e ci prova anche in Europa, ma sul fronte delle indagini della giustizia sportiva si addensano nuove nubi. Il -15 attuale in classifica è sanzione legata alla vicenda plusvalenze e su questo si esprimerà il 19 aprile il Collegio di garanzia, ma per la Procura della Federcalcio la società bianconera "non fu leale" anche per altri tre motivi: ovvero la cosiddetta manovra stipendi, sugli agenti e sulle partnership. Il procuratore della Federcalcio, Giuseppe Chinè, ha infatti notificato la chiusura delle indagini su questi tre capitoli, contestando la violazione del principio di lealtà (articolo 4.1).

LA REPLICA DELLA JUVE

La Juve, che ha già fatto sapere di "ritenere di aver operato nel pieno rispetto della lealtà sportiva", ha due settimane di tempo per le sue controdeduzioni, prima che scatti il deferimento. Le accuse, in sostanza, sono quelle di aver ridotto solo formalmente gli stipendi dei calciatori nella stagione Covid, spalmando sull'anno successivo il recupero di quanto perso con scritture private; di aver stretto accordi riservati e non dichiarati con sei club per la compravendita di giocatori; di aver pagato agenti senza il corrispettivo di operazioni di mercato. Il rischio è quello di nuove penalizzazioni: i dirigenti, codice sportivo alla mano, se viene riconosciuta la mancata lealtà possono essere sanzionati con ammende o squalifiche, ma le società sono responsabili per l'operato dei loro dirigenti: e in questo caso le pene vanno dalla semplice multa all'esclusione dai campionati, passando per penalizzazioni.

L’INCHIESTA

Sul banco degli imputati per la vicenda stipendi l'allora presidente Andrea Agnelli e Fabio Paratici (relativamente alla stagione 2019-20), "per avere depositato presso la Lega Serie A gli accordi di riduzione di 4 mensilità (marzo, aprile, maggio e giugno 2020) di 21 calciatori e dell'allenatore ed aver omesso di depositare gli accordi economici di integrazione ovvero di recupero di 3 delle 4 mensilità rinunciate (aprile, maggio, giugno 2020) già conclusi con i medesimi calciatori e con l'allenatore, nella consapevolezza che gli accordi economici contenenti le integrazioni" di stipendio "per il recupero delle mensilità rinunciate sarebbero stati depositati dopo il 30 giugno 2020, ovvero dopo la chiusura dell'esercizio contabile al 30.06.2020, come poi effettivamente accaduto". Per l'anno successivo risulta indagato anche Pavel Nedved. I giocatori non dovrebbero essere deferiti, perché la Juve avrebbe fatto le operazioni solo per il bilancio. Anche per il filone 'agenti' viene contestata la lealtà: in sostanza, si evidenzia che dal 2015 al 2022 sono stati remunerati agenti sportivi per operazioni di trasferimento di calciatori, in assenza di una reale attività di intermediazione dell'agente; che il club si sia avvalso di un agente senza alcun conferimento di mandato, di aver conferito un mandato "fittizio/non veritiero" ad altro agente, di aver remunerato un agente con un corrispettivo in assenza di una reale attività di intermediazione. Gli agenti coinvolti sono Davide Lippi, Gabriele Giuffrida, Giorgio Parretti, Antonio Rebesco, Luca Ariatti, Silvio Pagliari, Giuseppe Galli, Michele Fioravanti, Luca Puccinelli, Tullio Tinti, Vincenzo Morabito. L'altra questione, quella dei partner (e sempre di slealtà si parla) rischia però di trascinare altri club. In particolare sono sei le società nel mirino (Sampdoria, Atalanta, Sassuolo, Udinese, Bologna e Cagliari) con le quali la Juve ha trattato, sottoscritto o comunque pattuito "accordi confidenziali aventi ad oggetto operazioni di mercato relative all'acquisto e/o alla cessione e/o al riscatto di calciatori, senza provvedere al deposito della relativa modulistica federale presso la Lega di Serie A e/o provvedendo a depositare modulistica federale recante pattuizioni in tutto o in parte diverse da quelle effettivamente concluse, così tenendo una condotta di palese elusione della normativa federale in materia di trasferimento dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori". Le posizioni di questi club "saranno valutate all'esito delle ulteriori indagini in corso", ovvero quelle penali della Procura di Torino. Per la Juve dunque le inchieste si allargano. In una nota, il club sottolinea di ritenere "di aver applicato correttamente i rilevanti principi contabili internazionali, nonché di aver operato nel pieno rispetto del principio di lealtà sportiva". La Juve ribadisce di avere operato correttamente, "in virtù delle ragioni già illustrate, inter alia, nella relazione finanziaria annuale al 30 giugno 2022 e nella relazione finanziaria semestrale al 31 dicembre 2022".


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