Stefano Bonaccini a RTL 102.5: “Legnata democratica, se si faranno le primarie di coalizione ci arriveremo con una nostra candidatura”

Stefano Bonaccini a RTL 102.5: “Legnata democratica, se si faranno le primarie di coalizione ci arriveremo con una nostra candidatura”

Stefano Bonaccini a RTL 102.5: “Legnata democratica, se si faranno le primarie di coalizione ci arriveremo con una nostra candidatura”   Photo Credit: ANSA/MICHELE LAPINI


24 marzo 2026, ore 10:00 , agg. alle 08:51

Stefano Bonaccini, presidente del Partito Democratico, interviene a RTL 102.5 in merito ai risultati del Referendum sulla giustizia. All’interno di Non Stop News con Enrico Galletti, Massimo Lo Nigro, Giusi Legrenzi e Lucrezia Bernardo

LA VITTORIA DEL “NO”

«C'è una regola che in politica dovrebbe sempre valere e molti non la praticano. Bisogna non esaltarsi quando va bene, si vince, non deprimersi troppo se va male, si perde. Certamente per quelli come me e come tanti di noi che hanno fatto una campagna elettorale cercando di far prevalere e spiegare le ragioni del “no” è una bellissima giornata. Anche perché credo che la legnata democratica pacifica che ha preso in testa la destra sia davvero pesante. Sia perché non se l'aspettavano, basta guardare interviste di loro dirigenti, secondo me anche esageratamente arroganti nello sbeffeggiare chi stava facendo campagna per il “no” e indicare e prevedere una vittoria schiacciante anche nelle ultime ore della campagna elettorale e dall'altra perché da quando Giorgia Meloni si è insediata questa è la prima vera sconfitta, sia di Giorgia Meloni che ci ha messo la faccia, sia di una destra che ha perso nettamente».

VOTO POLITICO AL REFERENDUM

«Guardi ci sono diversi fattori secondo me, c'è una questione che riguarda la Costituzione rispetto alla quale ogni volta che si tenta di cambiarla, e guardi che in questo caso è stato fatto addirittura con una cosa mai successa, cioè si è andate a un referendum costituzionale senza aver permesso alle opposizioni di poter cambiare nemmeno una virgola e discuterla di quella proposta e quindi c'è stato un pezzo di Paese che ha detto no, la Costituzione non la toccate e soprattutto non la toccate pensando di cambiarla da sola. C'è un pezzo di Paese che ha capito che in realtà il referendum era il prodromo di una cosa molto più preoccupante e che se insisteranno dovremo fermare insieme alla maggioranza degli italiani, c'è una nuova legge elettorale, che non a caso è stata da molti commentatori e giornalisti richiamata la “legge truffa” del 1953 con un premio di maggioranza abnorme perché nelle loro intenzioni c'è di votarsi da soli , e anche questo è incredibile, il Presidente della Repubblica e dall'altra quest'idea di premierato che Meloni ha in testa ed era ciò che interessava in particolare a Fratelli d'Italia nella tripartizione e divisioni di riforme che non gli sta andando particolarmente bene ai partiti di destra, che è quella di un unicum che non avrebbe eguali nel mondo perché persino in Francia e negli Stati Uniti, dove si elegge direttamente il Presidente del Paese, ci sono pesi e contrattesi molto evidenti e poi c'è una parte che certamente ha votato anche contro il governo, questo sì, e la sinistra deve stare attenta a pensare che siano voti trasferibili direttamente ad essa o a noi. Cioè c'è un pezzo d'Italia che non ne può più di sentir dire che vengono abolite le accise e la benzina costa come non mai, che sente dire che avrebbero reso tutte le città molto sicure e da tre anni e mezzo gli italiani si sentono meno sicuri nelle loro comunità, che ci sarebbe stato lavoro per tutti e ben retribuito, il potere d'acquisto dei salari, sta calando ulteriormente soprattutto per le fasce medio-basse e sociali e poi c'è una produzione industriale in crollo con una crisi economica che chiude, io sono qui a Bruxelles, è bene che gli italiani sappiano che nelle previsioni e anche grazie alle scelte del governo, l'Italia quest'anno e i prossimi due anni sarà il peggiore paese per crescita tra i 27 dell'Unione Europea. Ecco c'è un paese che non sta bene, che sta peggiorando la propria condizione economica e sociale e si sente dire da Meloni al governo che va tutto bene e anzi mai meglio di così».

LE DIMISSIONI DI MELONI

«Io ho molto apprezzato che Elly Schlein da subito, in tempi non sospetti, settimane fa, quando iniziava la campagna elettorale, ha ribadito che comunque fosse stato l'esito del voto e ovviamente noi speravamo e abbiamo lavorato per il no, non avremmo chiesto le dimissioni di Meloni perché questo significa avere anche cultura di governo pur stando all'opposizione. Di certo però il governo oggi si trova di fronte a un risultato per loro assolutamente inatteso. Io ho terminato la mia tribuna elettorale, l'ultima, con un confronto con un dirigente di Fratelli d'Italia venerdì sera e sostanzialmente mi è stato risposto che ero nervoso io e che avrebbero vinto largamente. Io penso che adesso la destra debba riflettere su un paese che sta peggiorando da quando sono al governo, in questi tre anni e mezzo hanno fatto mille promesse e non ne hanno mantenute praticamente alcuna, in diversi casi devo dire per fortuna visto che a mio parere quelle proposte erano sbagliate, e io credo che adesso il governo ha un bel dilemma davanti perché è evidente che questa era la prima grande riforma che proponevano e gli italiani le hanno sonoramente bocciata».

LA PROSSIMA CAMPAGNA ELETTORALE

«Innanzitutto, mi sono fatto l'idea che come ho provato a dire per tutta la campagna elettorale del referendum se avessimo vinto questo referendum, ma anche non l'avessimo vinto, in ogni caso la vera partita che sta davanti al nostro Paese dopo questo bellissimo risultato per chi si opponeva, chi voleva stravolgere la Costituzione e togliere autonomia e indipendenza dalla magistratura è, come ha detto correttamente lei, le elezioni politiche del prossimo anno. Noi ci arriveremo con le elezioni ungherese tra un mese, ci arriveremo con il mid-term di Trump a fine del prossimo autunno e un'altra delle cose clamorose che questo governo ha fatto è essere supino verso Trump e il Presidente americano. Siamo il governo europeo, a parte Orban e Fico, che sta lì a dover sempre chinare il capo al Presidente americano, l'abbiamo fatto sui dazi, lo si è fatto verso la guerra illegale scatenata da Netanyahu e Trump verso l'Iran, lo si è fatto partecipando unico paese democratico europeo tra le grandi democrazie e unico del G7 addirittura a quella surreale e vergognosa nascita del Board of Peace, che è direttamente contro le Nazioni Unite per volere di Donald Trump e contro il multilateralismo. Noi dobbiamo prepararci alle elezioni politiche il prossimo anno con quella che io ho sempre detto essere l'alternativa. L'alternativa significa non una proposta di governo con contro chi sta governando e basta, perché alla gente di essere solo contro chi governa non interessa, noi dobbiamo preparare una proposta per l'Italia che provi a mettere in campo un progetto per rendere questo paese più giusto prima di tutto perché è un paese in cui le disuguaglianze stanno crescendo ogni giorno, un paese che ci faccia rispettare in Europa e nel mondo, mentre oggi siamo silenti e non contiamo praticamente niente, soprattutto un paese che punti su lavoro, scuola, sanità pubblica, sicurezza eccetera, questo lo decideremo insieme agli alleati. Se si faranno le primarie di coalizione ovviamente ci arriveremo con una nostra candidatura, se si sceglierà in altro modo si farà in altro modo, di certo non va dispersa secondo me questa grande voglia degli italiani di partecipare. Si diceva, visti gli ultimi esiti di partecipazione elettorale che a votare non ci andava più nessuno o molta poca gente, ieri certamente c'è stata una ripresa reale e soprattutto vi faccio sottolineare questo straordinario voto di partecipazione. E per il nostro punto di vista ovviamente soddisfatti di come si sono espressi dei giovani, si diceva che i giovani fossero disinteressati alla politica, mi pare invece che ieri sia stata la più bella novità di questa campagna elettorale, quindi sceglieremo insieme agli alleati. Di certo l'unità delle opposizioni, stare uniti non è sufficiente per battere gli avversari, in questo caso lo direte, ma diventa condizione necessaria. L'abbiamo dimostrato le regionali, l'abbiamo dimostrato in tante città italiane, la maggioranza di esse governiamo noi e noi cercheremo di fare questo per il bene del paese e per cambiare un paese che sta davvero peggiorando».


Argomenti

  • Stefano Bonaccini