"Soli nell'universo per 40 minuti": tutto quello che c'è da sapere sulla missione Artemis 2 e sul passaggio dietro la Luna
"Soli nell'universo per 40 minuti": tutto quello che c'è da sapere sulla missione Artemis 2 e sul passaggio dietro la Luna Photo Credit: Ansa
07 aprile 2026, ore 13:20
"Esploreremo, costruiremo veicoli spaziali. Torneremo. Costruiremo basi scientifiche.. Saremo fonte di ispirazione, ma sceglieremo sempre la Terra", hanno detto i quattro astronauti
La notizia più cliccata. Affascinante. Che incuriosisce i lettori: la missione Artemis 2 - che ha visto la notte scorsa quattro astronauti avventurarsi nell'Universo alla scoperta del lato nascosto della Luna - scrive la storia.
Alle 00.44 (ora italiana) gli astronauti hanno iniziato il viaggio attorno alla Luna. Per quaranta minuti sono state interrotte le comunicazioni con la Terra. Erano, in pratica, soli nell'universo. E, finalmente, abbiamo ammirato il lato mai visto del nostro satellite, prima della prossima missione (calendarizzata nel 2028) quando anche un italiano tornerà sulla Luna.
LA NOTTE PIU' LUNGA PER L'UOMO: TUTTI CON IL FIATO SOSPESO
E' stata la notte più lunga per l'uomo, che si è spinto fino dove nessuno è mai arrivato in precedenza. Il sorvolo lunare è durato sei ore, un periodo intenso per studiare il satellite naturale della Terra. Gli astronauti hanno studiato la superficie lunare sottoposta a un bombardamento cosmico. Intanto, sulla Terra, nel Johnson Space Center della NASA - a Houston - gli scienziati hanno registrato in tempo reale i fenomeni.
IL MESSAGGIO DEGLI ASTRONAUTI
IL COMMENTO DI TRUMP
LUNA: CRATERI ANTICHI E BUI, POSSIBILE TROVARE ACQUA?
Sono i crateri più antichi e bui che si trovano nei pressi del polo Sud, quelli che non vedono la luce del Sole in alcuni casi da miliardi di anni, i luoghi chiave più promettenti per trovare acqua sulla Luna. A restringere il campo è lo studio pubblicato sulla rivista Nature Astronomy da ricercatori dell'Università del Colorado a Boulder e dell'Istituto di scienze planetarie di Tucson, in Arizona.
La ricerca dà informazioni cruciali per le future missioni spaziali dirette sul nostro satellite, che potrebbero sfruttare il ghiaccio presente in loco sia per ricavarne acqua potabile sia per produrre carburante per i razzi. Ma fornisce anche indizi sul modo nel quale l'acqua è giunta sulla Luna, un mistero che incuriosisce gli scienziati da decenni: i risultati suggeriscono che si sia accumulata in modo più o meno continuo per miliardi di anni, invece di arrivare con un unico grande impatto grazie a una cometa.
Per fare luce sulla questione, Oded Aharonson e Paul Hayne dell'Università del Colorado (il primo è attualmente al Weizmann Institute of Science israeliano), insieme a Norbert Schörghofer dell'Istituto di scienze planetarie, hanno usato i dati sulla temperatura della superficie lunare raccolti dal Lunar Reconnaissance Orbiter della Nasa e li hanno combinati con simulazioni al computer per stimare l'evoluzione dei crateri.
I risultati indicano che la Luna non ha sempre avuto l'orientamento attuale: la sua inclinazione rispetto alla Terra è cambiata nel corso del tempo e, dunque, alcuni dei crateri che oggi si trovano in ombra non lo sono stati sempre. Grazie a questa informazione, gli autori dello studio hanno stilato un elenco dei crateri che sono rimasti al buio per più tempo, che sono anche quelli dove sono state rilevate le maggiori tracce di ghiaccio. Tra i candidati più promettenti c'è sicuramente il cratere Haworth, che è probabilmente rimasto in ombra per oltre 3 miliardi di anni.
