Si è dimesso Giuseppe Zuccatelli, il commissario anti-Covid in Calabria, la richiesta del ministro Speranza

Si è dimesso Giuseppe Zuccatelli, il commissario anti-Covid in Calabria, la richiesta del ministro Speranza

Si è dimesso Giuseppe Zuccatelli, il commissario anti-Covid in Calabria, la richiesta del ministro Speranza


Ho fatto una gaffe, è giusto che me ne vada. In un video di qualche mese fa aveva parlato dell’inutilità di indossare le mascherine.

Le dimissioni di Zuccatelli sono state tardive, ma fortunatamente, ci sono state. In Italia, purtroppo, nulla è scontato. Non poteva stare in quel posto chi, in un video, parlava di mascherine inutili e diceva che per contrarre il coronavirus bisognava baciarsi per 15 minuti. Poco importava che il video fosse di qualche mese fa. Chi lo ha messo lì, il ministro della Salute, Roberto Speranza, gli ha chiesto di fare un passo indietro. Meno male. Peccato sia passato fin troppo tempo. "Il ministro mi ha telefonato e non ha avuto bisogno di darmi spiegazioni – ha detto l’ex commissario alla sanità in Calabria - Mi ha chiesto di dimettermi ed io l'ho fatto. Non so chi mi sostituirà ma so che mi dimetto da tutti gli incarichi che ho in Calabria". Sarebbe stato meglio che Zuccatelli non avesse aspettato la telefonata di Speranza. Le sue parole bastavano ed avanzavano per una decisione autonoma. Le dichiarazioni no-mask non devono e non possono essere pronunciate da chi ha il compito di gestire pezzi della sanità italiana. Chi ha compiti di responsabilità non può farlo.

Il ruolo del ministro della Salute, Roberto Speranza

Da questa vicenda ne esce male anche il ministro Speranza. All’indomani delle polemiche sulle parole senza senso di Zuccatelli, il numero uno della sanità italiana si era affrettato a dire che non si potevano cancellare 30 anni di curriculum per un video rubato. Affermazione da equilibrista visto che il neo commissario si era candidato alle elezioni, non essendo stato eletto, proprio nel partito di Speranza. Sul filo del rasoio, Zuccatelli, non è riuscito a camminare. La scorsa settimana, non contento delle dichiarazioni sul fatto che le mascherine non servissero a nulla, rifiutandosi di concedere un’intervista ad una trasmissione televisiva, ha mandato alla redazione di tale programma un link ad un articolo di ImolaOggi dal titolo “Studio Usa: come trasformare gli asintomatici in malati? Con le mascherine”. Traduzione: come farsi male con le proprie mani, senza aver capito bene il proprio posizionamento all’interno delle istituzioni italiane. Citare ImolaOggi, con tutto il rispetto, non è come citare Nature, la rivista scientifica di maggior prestigio nel mondo. Oltrettutto, non esiste nemmeno uno studio Usa che correli le mascherine con i sintomi del Covid. Nel pezzo veniva citata un’indagine del Centers for Disease Control and Prevention americano che riporta come poco più del 70 per cento dei positivi al coronavirus intervistati in questo studio abbia dichiarato di indossare “sempre” una mascherina. Non una parola in più.

Il futuro della Regione Calabria

Speriamo che nei prossimi giorni cali il silenzio su questa vicenda e che arrivi un commissario ad acta senza nessuna familiarità con i social media e che non abbia filmati di nascosti nei quali, magari, dice che il coronavirus è un’invenzione dei servizi segreti americani. Soprattutto ci auguriamo che Giuseppe Zuccatelli si fermi alle dichiarazioni di oggi e non cerchi scuse come quelle del suo predecessore Saverio Cotticelli. L’ex generale in pensione, durante un’intervista televisiva, si accorse che il piano anti Covid in Calabria, non ancora redatto, doveva farlo lui. Qualche giorno dopo disse che non si riconosceva nell’uomo che aveva parlato con i giornalisti e poteva, addirittura, essere stato drogato perché dava fastidio alla massoneria. Speriamo che tutto si fermi qui. Un altro ex commissario “drogato” non possiamo permettercelo. 

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