Sanremo 2026, Fulminacci e Francesca Fagnani cantano “Parole parole” nella serata delle cover

Sanremo 2026, Fulminacci e Francesca Fagnani cantano “Parole parole” nella serata delle cover

Sanremo 2026, Fulminacci e Francesca Fagnani cantano “Parole parole” nella serata delle cover Photo Credit: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI


In occasione della serata dedicata alle cover, Fulminacci e Francesca Fagnani portano sul palco dell’Ariston il brano iconico di Mina

Fulminacci è tra i protagonisti della 76ª edizione del Festival di Sanremo, dove è in concorso con il brano "Stupida sfortuna".

Nella serata del venerdì, dedicata alle cover, il cantautore romano darà vita a un incontro speciale con la giornalista Francesca Fagnani, interpretando insieme “Parole parole”, uno dei pezzi più famosi di Mina.

La cover di "Parole parole"

"Parole parole" è un singolo pubblicato nell’aprile 1972 da Mina in duetto con l’attore Alberto Lupo, uscito su etichetta PDU e inserito nell’album Cinquemilaquarantatre. Il brano è scritto da Gianni Ferrio (musica), Leo Chiosso e Giancarlo Del Re (testo).

È caratterizzato da un duetto tra canto melodico di Mina e recitazione di Lupo, con testo che ironizza sulle promesse vuote nell’amore.

Il brano fu sigla di chiusura del programma televisivo Teatro 10 nel 1972, contribuendo al suo immediato successo.

Ai microfoni di RTL 102.5, Fulminacci ha svelato: "Non vedo l’ora, Francesca Fagnani è una persona simpatica, intelligente e divertente, e l’ho scelta per questo. Fare “Parole parole”, hit degli anni 70, sarà un omaggio leggero alla televisione italiana: io farò Mina e lei Alberto Lupo".

“Parole parole”, il testo

Cara, cosa mi succede stasera?

Ti guardo ed è come la prima volta

Che cosa sei? Che cosa sei? Che cosa sei?

Non vorrei parlare

Cosa sei?

Ma tu sei la frase d'amore cominciata e mai finita

Non cambi mai, non cambi mai, non cambi mai

Tu sei il mio ieri, il mio oggi

Proprio mai

Il mio sempre, inquietudine

Adesso, ormai, ci puoi provare

Chiamami "tormento", dai, già che ci sei

Tu sei come il vento che porta i violini e le rose

Caramelle non ne voglio più

Certe volte non ti capisco

Le rose e i violini questa sera raccontali a un'altra

Violini e rose li posso sentire

Quando la cosa mi va, se mi va

Quando è il momento e dopo si vedrà

Una parola ancora

Parole, parole, parole

Ascoltami

Parole, parole, parole

Ti prego

Parole, parole, parole

Io ti giuro

Parole, parole, parole, parole

Parole, soltanto parole

Parole tra noi

Ecco il mio destino, parlarti, parlarti come la prima volta

Che cosa sei? Che cosa sei? Che cosa sei?

No, non dire nulla, c'è la notte che parla

Cosa sei

La romantica notte

Non cambi mai, non cambi mai, non cambi mai

Tu sei il mio sogno proibito

Proprio mai

È vero, speranza

Nessuno più ti può fermare

Chiamami "passione", dai, hai visto mai

Si spegne nei tuoi occhi la luna e si accendono i grilli

Caramelle non ne voglio più

Se tu non ci fossi bisognerebbe inventarti

La luna ed i grilli normalmente mi tengono sveglia

Mentre io voglio dormire e sognare

L'uomo che a volte c'è in te, quando c'è

Che parla meno, ma può piacere a me

Una parola ancora

Parole, parole, parole

Ascoltami

Parole, parole, parole

Ti prego

Parole, parole, parole

Io ti giuro

Parole, parole, parole, parole

Parole, soltanto parole

Parole tra noi

Che cosa sei?

Parole, parole, parole

Che cosa sei?

Parole, parole, parole

Che cosa sei?

Parole, parole, parole

Che cosa sei?

Parole, parole, parole, parole

Parole, soltanto parole

Parole tra noi

"Stupida sfortuna"

Stupida sfortuna, il brano con il quale Fulminacci gareggia al Festival di Sanremo 2026, è una canzone d'autore dal retrogusto sonoro Anni 80, firmata con il produttore Golden Years.



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