Saldi estate 2024, consigli e informazioni per i consumatori Photo Credit: agenziafotogramma.it
03 luglio 2024, ore 17:30 , agg. alle 17:43
Da sabato 6 luglio al via lo shopping al ribasso in quasi tutta Italia
Inizieranno sabato 6 luglio in quasi tutta Italia i saldi estivi. Si tratta di un appuntamento tradizionalmente molto atteso sia dai commercianti sia dai consumatori. Da un lato gli esercenti sperano di incrementare le vendite, dall'altro i clienti ambiscono ad accaparrarsi prodotti ad un prezzo conveniente rispetto a quello normalmente previsto. Grazie all'Unione Nazionale Consumatori, siamo in grado di fornire alcune semplici regole e utili consigli da tenere presente in occasione dello shopping al ribasso.
Saldi estivi: i consigli per i consumatori
Il punto di partenza è che non è vero che i capi in saldo non si possono cambiare: valgono, infatti, le regole di sempre. Va conservato sempre lo scontrino (anche se non è obbligatorio averlo per esercitare la garanzia, basta la prova dell'acquisto) e il negoziante è obbligato a sostituire l'articolo difettoso. Attenzione: non è più necessario denunciare il difetto al venditore entro 2 mesi dalla sua scoperta, anche se prima si fa meglio è. L'azione per far valere i propri diritti, comunque, si prescrive in 26 mesi dalla consegna del bene. Va precisato che in caso di difetto di conformità del bene, si ha diritto alla sua riparazione o alla sostituzione del prodotto.La scelta è comunque del consumatore, salvo che la sostituzione sia impossibile o con costi sproporzionati rispetto all'altro rimedio, tenuto conto del valore che il bene avrebbe in assenza del difetto e dell'entità del difetto. Tanto per fare un esempio: non si può pretendere la sostituzione delle scarpe solo perché è rotto un laccio, in tal caso si deve accettare la riparazione.
Tra i consigli dell'Unione Nazionale Consumatori non possono mancare quello di diffidare degli sconti esagerati (per esempio quelli superiori al 50%) che spesso nascondono merce non esattamente nuova o prezzi vecchi gonfiati. Va rammentato che il venditore è tenuto a indicare anche il prezzo precedente, ossia quello più basso applicato nei 30 giorni precedenti i saldi. Se durante il periodo dei saldi lo sconto viene poi progressivamente aumentato, il prezzo precedente da indicare è sempre quello anteriore alla prima applicazione dello sconto. Per i trasgressori è prevista una sanzione pecuniaria da 516 a 3.098 euro.
Pochi sanno che le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce messa in saldo deve essere l'avanzo della stagione che sta finendo, non fondi di magazzino. Per capirlo puoi esserci d'aiuto stare lontani da quei negozi che avevano i ripiani semivuoti prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei capi più svariati. D'altronde è improbabile che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni articolo, di tutte le taglie e colori.
Il pagamento col Pos
Infine, il tema - ancora molto attuale - dei pagamenti col Pos: tutti i commercianti sono tenuti ad accettare i pagamenti effettuati attraverso carte di pagamento, per qualsiasi importo. E se non fanno? Chiamate i vigili, la guardia di finanza o comunque le forze dell'ordine per far applicare la sanzione prevista: 30 euro più il 4% del valore della transazione rifiutata. L'unica eccezione è rappresentata dalla oggettiva impossibilità tecnica (Pos fuori uso, terminale non ha linea, che comunque vanno dimostrati dall'esercente).
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