Rocco Papaleo a RTL102.5: “ ‘Il bene comune’ è il mio miglior film da regista, in cui ho potuto raccontare quello che volevo e come volevo”

Rocco Papaleo a RTL102.5: “ ‘Il bene comune’ è il mio miglior film da regista, in cui ho potuto raccontare quello che volevo e come volevo”

Rocco Papaleo a RTL102.5: “ ‘Il bene comune’ è il mio miglior film da regista, in cui ho potuto raccontare quello che volevo e come volevo”


Nel corso di “W L’Italia”, l’attore ha presentato in diretta radiofonica “Il Bene Comune”, il nuovo film di Rocco Papaleo, nelle sale italiane dal 12 marzo

Rocco Papaleo è stato ospite di RTL 102.5, in compagnia di Angelo Baiguini, Paola Di Benedetto e Jessica Brugali, per presentare “Il Bene Comune”, il suo nuovo film in uscita nelle sale italiane a partire da domani, giovedì 12 marzo. La pellicola è stata prodotta da Roberto Sessa, Carlo Pontesilli, Rocco Papaleo, Ludovico Cantisani, Massimiliano Orfei, Luisa Borella, Davide Novelli. La pellicola, la cui produzione è affidata a Piperfilm, Picomedia e Less is more produzioni in collaborazione con Netflix, racconta di una guida turistica e di un’attrice di “insuccesso” e del loro viaggio in cui accompagnano quattro detenute sul massiccio del Pollino, alla ricerca del secolare Pino Loricato, simbolo di resilienza. Ai microfoni di RTL 102.5, Rocco Papaleo, che interpreta Biagio, ha raccontato: «Questo film è proprio il mio miglior film da regista. Prima o poi doveva capitare che “imbroccavo” un film in cui mettere dentro tutto quello che avevo voglia sia di raccontare che il mio modo di raccontare. Ero venuto a conoscenza di questo Pino Loricato, un albero secolare che vive nel parco del Pollino. È il più vecchio d’Europa, che ha 1500 anni. Da bambino pensavo che Pino Loricato fosse tipo Giuseppe Loricato detto “Pino”, una persona. Poi ho scoperto che si trattava di un albero e ho avuto voglia di andarlo a vedere e poi piano piano mi è nata la voglia di creare questa storia che è una sorta di pellegrinaggio verso questo “totem”. Ovviamente ho dovuto armare una serie di storie, persone, individuare dei personaggi che fanno questa gita pellegrinaggio e quindi è nata la storia». «Ci troviamo tra la Calabria e la Basilicata, al Parco Nazionale del Pollino, un posto bellissimo, abbastanza vicino a casa mia. Il viaggio è un po’ la mia cifra, un archetipo dei racconti, dove c’è uno spostamento fisico ma c’è anche uno spostamento esistenziale come nei romanzi di formazione: fai il viaggio e questo ti induce a un percorso esistenziale dove succedono cose dentro di te. Ho scritto anche delle canzoni, una era una mia vecchia canzone che è quella con cui inizia il film. Poi però ne ho scritte altre tre che in qualche modo mi hanno aiutato a costruire la storia» ha aggiunto l’attore nel corso di “W L’Italia”.

Trama e cast

La pellicola racconta il viaggio di Biagio, una guida turistica interpretata da Rocco Papaleo, e Raffaella, un’attrice di “insuccesso” interpretata da Vanessa Scalera, insieme a quattro detenute a fine pena: Samanta (Claudia Pandolfi), Gudrun (Teresa Saponangelo), Fiammetta (Livia Ferri) e Anny (Rosanna Sparapano), sul massiccio del Pollino, alla ricerca del secolare Pino Loricato, simbolo di resilienza. Il cammino diventa presto un viaggio di trasformazione, fatto di incontri e cambiamenti, scandito da una musica che prende forma passo dopo passo, fino a diventare una voce collettiva capace di tenere insieme corpi, emozioni e storie diverse. In una natura dura e bellissima, attraversata da una solidarietà inattesa, emergono frammenti di vite complesse, ferite ancora aperte e il bisogno profondo di essere viste e ascoltate. Parlare, cantare, dare un nome a ciò che si è vissuto diventa un modo per sciogliere tensioni e ritrovare un senso di appartenenza, almeno finché un evento improvviso non rimette tutto in discussione. Perché, a volte, raccontarsi è già un primo passo verso qualcosa di più grande.



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12 marzo
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Rocco Papaleo

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