Robert De Niro a processo a New York nella causa ai datori di lavoro dei vip, la piaga dello sfruttamento degli assistenti

Robert De Niro a processo a New York nella causa ai datori di lavoro dei vip, la piaga dello sfruttamento degli assistenti

Robert De Niro a processo a New York nella causa ai datori di lavoro dei vip, la piaga dello sfruttamento degli assistenti Photo Credit: foto agenzia fotogramma.it


#PayUpHollywood, gli assistenti personali di vip hanno fatto a gara per denunciare il peggior trattamento subito da parte di padroni come Naomi Campbell

Robert De Niro è alla sbarra a New York, deve difendersi dall'accusa di aver sfruttato e maltrattato la segretaria personale Graham Chase Robinson, il processo contro il due volte premio Oscar sta mettendo in luce una piaga di sistema, ovvero come star di Hollywood, ma anche tycoon e miti dell'arte da cui ci si aspetterebbe un comportamento conforme alle buone maniere, sono in realtà sfruttatori di ragazzi e ragazze alle prime armi che sperano di sfondare grazie alla vicinanza con lo star system.


Sfruttamento

Giovani come la Robinson, oggi 41enne ma entrata nell'orbita di Robert De Niro a 25 anni ed era arrivata a guadagnare 300mila dollari all'anno dovendo pero tollerare, a suo dire, un ambiente di lavoro tossico in cui lo stesso attore ha ammesso di essersi fatto grattare la schiena da lei almeno un paio di volte. Ma “è ridicolo”, ha replicato lui: "Tutte le piccole cose con cui cerca di incastrarmi". Il processo civile, e la controcausa presentata dall'attore dovrebbero concludersi la prossima settimana. Graham Chase Robinson chiede 12 milioni di dollari di danni, ha lavorato per De Niro tra 2008 e 2019 durante i quali afferma di esser stata trattata come una "office wife", mentre, per conto dell'attore, la sua compagna Tiffany Chen ha dato alla segretaria della "pazza" che "non sperava altro che diventare sua moglie". Sembra pero' accertato che Robert non avesse avuto remore a chiedere attenzioni particolari, come chiedere alla segretaria di ordinare un Martini da Nobu per portarlo a casa sua dopo le 23, o di averla chiamata al cellulare due volte pur sapendo che lei era al funerale della nonna. "Se l'ho fatto, l'ho fatto", è sbottato lui. Il fatto è che il comportamento di De Niro, per strano che sembri, non è inusuale nel circuito in cui si muovono super ricchi e grandi del cinema.


Le denunce degli assistenti

Nel 2019, riuniti attorno all'hashtag #PayUpHollywood, assistenti personali di vip hanno fatto a gara per denunciare il peggior trattamento subito da parte di padroni come Naomi Campbell, che nel 2007, in un attacco d'ira, tiro un telefono addosso alla segretaria personale, o Christian Bale il cui Personal Assistant si è sfogato in un libro dettagliando le sue mansioni tra cui annusare le ascelle della star prima di ogni red carpet. L'ultima saga è quella di Tom Sachs: Nike ha tagliato i ponti con l'artista dopo che l'inserzione postata su un sito in cui aspiranti artisti cercano lavoro era finita alla gogna per bizzarre richieste, tra cui portare i bulldog a spasso o gestire le nanny e i figli in età prescolare, indispensabili a facilitare "in ogni modo possibile" la vita del datore di lavoro e della moglie.



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