Referendum, la vittoria del NO alla riforma della giustizia rilancia il Campo Largo e le primarie di coalizione Photo Credit: AnsaFoto.it/
24 marzo 2026, ore 16:23
Il presidente del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Conte: “Non possiamo soffocare la voglia dei cittadini di essere protagonisti, Serve una discussione ampia in tutto il Paese per individuare il candidato più competitivo per rappresentare il programma”
Per l’opposizione e gli avversari di Giorgia Meloni e del centrodestra è arrivato il momento di capitalizzare il risultato politico del successo del no al referendum. Un risultato che giunge anche grazie al contributo dell’Associazione nazionale magistrati, che adesso rivendica il ruolo da protagonista della campagna elettorale. I magistrati direttamente in campo, con una forte campagna di comunicazione, hanno soccorso Giuseppe Conte ed Elly Schlein, partecipando alla prima vera sconfitta della presidente del Consiglio.
La sconfitta
Una sconfitta che arriva dopo quattro anni di governo, a un anno dalle elezioni politiche e che inevitabilmente rilancia il campo largo, ma anche l’esigenza di una leadership. Non a caso Conte, dopo aver atteso a lungo prima di pronunciarsi, ha affermato di essere disponibile alle primarie aperte a tutti i cittadini, progetto formalmente condiviso pure da Elly Schlein, che già aveva aperto in modalità pubbliche alla possibilità di un confronto interno al centrosinistra. "Non possiamo soffocare la voglia dei cittadini di essere protagonisti, quindi ci apriamo alla prospettiva delle primarie. Non primarie di qualche apparato, ma aperte anche ai cittadini. Serve una discussione ampia in tutto il Paese per individuare il candidato più competitivo per rappresentare il programma", ha dichiarato Conte.
Gli ostacoli
Ma c’è ancora un ostacolo non secondario: qual è il programma? Sulla politica estera, soltanto per menzionare un punto fondamentale in questo periodo di guerre e conflitti vari, l’opposizione procede a risoluzioni separate quando c’è da presentarsi in Parlamento. L’ex presidente del Consiglio, allora, si ripropone come ìl’avvocato del popolo' pronto a difendere i loro interessi dalla politica, e soprattutto cerca di riproporsi come punto di riferimento fortissimo di tutti i progressisti. Probabilmente con buone possibilità di farcela, peraltro, nei confronti di Schlein.
Le primarie
E alle primarie potrebbero non essere da soli, i due leader di Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico. Silvia Salis, sindaca di Genova, ha dichiarato di essere contraria alle primarie (e vediamo se non cambierà idea e rimarrà ferma sulla sua posizione), ma altri attori potrebbero presentarsi nei prossimi mesi per conquistare la guida del campo largo, se non di tutta l’opposizione di centrosinistra. Chissà, staremo a vedere.



