Raffaele Morelli a RTL 102.5: “Negli occhi di Putin il gelo: può andare fino in fondo”

Raffaele Morelli a RTL  102.5:  “Negli occhi di Putin il gelo: può andare fino in fondo”

Raffaele Morelli a RTL 102.5: “Negli occhi di Putin il gelo: può andare fino in fondo”


Il Dottor Raffaele Morelli, psichiatra, è intervenuto questa mattina su RTL 102.5 in diretta su Non Stop News con Giusi Legrenzi, Enrico Galletti e Massimo Lo Nigro.

Il Dottor Raffaele Morelli, psichiatra, è intervenuto questa mattina in diretta su RTL 102.5 durante Non Stop News con Giusi Legrenzi, Enrico Galletti e Massimo Lo Nigro.

Morelli ha parlato di Vladimir Putin, tracciandone un profilo, dopo lo svilupparsi del conflitto tra Russia e Ucraina e le minacce di ricorrere al nucleare.

Putin, una figura gelida e pronta ad andare fino in fondo

“Partiamo dal presupposto che vediamo irrompere una figura che ci ha lasciato alcune comunicazioni a cui non siamo mai stati abituati” – dice il Dottor MorelliIl pensiero va subito ad Hitler. Quando dice parole come ‘chiunque si opporrà pagherà conseguenze mai viste’, sono parole che ridondano dentro di noi. Vediamo apparire il male”.

E sulle pesanti minacce fatte da Putin,Morelli aggiunge: “Teniamo presente che lui è andato avanti per la sua strada creando distruzione, morti, indifferente completamente a quello che è il dolore. Perché uno possa compiere queste atrocità, deve avere una caratteristica: allontanarsi completamente dal coinvolgimento, deve essere gelido. Se guardiamo gli occhi di Putin, questa sua espressione del viso ferma, decisa, questo gelo, sappiamo che può andare fino in fondo. Lo fermeranno, speriamo, le persone che è intorno”.

“ La paranoia è quella del ‘viviamo in un mondo malvagio e io lo devo distruggere per affermare la mia purezza’ “, continua, “Infatti nelle sue parole si tratta di drogati, di persone naziste, sono tutte invenzioni che fanno vedere un vero delirio, il male intorno a lui perché il male è dentro di lui. Naturalmente questo suscita in noi un grande disagio perché è qualcosa a cui non eravamo abituati e non eravamo abituati a vederlo vis a vis. Lo spavento degli ucraini è anche il nostro”.

La solidarietà come farmaco


Il Dottore Raffaele Morelli aggiunge, poi, che la situazione vissuta in questi giorni in Ucraina ha inevitabilmente un impatto anche su di noi e sulle nostre paure.

“In questo momento la cosa importante è prendere contatto con la solidarietà, la solidarietà è un farmaco. Bisogna sapere che gli ucraini siamo noi e capire cosa possiamo fare per questa gente”, continua, “Li vediamo soffrire insieme a noi. Automaticamente nelle persone di una certa età si evocano i tempi passati della guerra. Lo vediamo per noi che eravamo ragazzi, per i nostri nonni, o intorno a noi, lo vediamo nella paura che accada qualcosa ai bambini”.

Sulle paure di tutti, Morelli conclude: “ Più di tutto temiamo che non si fermi lì e che per fermarlo qualcuno potrà metterlo con le spalle al muro. Ma questo lo potranno fare i nostri leader che stanno facendo cose straordinarie. Tutta l’Europa si sta coinvolgendo e reagendo perché il mostro che avevamo messo alle spalle adesso è qui. Quindi aumentano l’ansia, la depressione, le paura, l’insonnia e l’idea che non ne usciamo. Ho visto bambini ballare nei bunker, dobbiamo imparare dai bambini, staccare la mente e fare tutto ciò che possiamo fare per queste persone che stanno male.”



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