Pusher ucciso dal poliziotto a Rogoredo. L'ipotesi del pizzo confermata dai conoscenti della vittima

Pusher ucciso dal poliziotto a Rogoredo. L'ipotesi del pizzo confermata dai conoscenti della vittima

Pusher ucciso dal poliziotto a Rogoredo. L'ipotesi del pizzo confermata dai conoscenti della vittima   Photo Credit: Foto: Ansa/Andrea Canali


21 febbraio 2026, ore 17:30

'Dal poliziotto richieste quotidiane di denaro e droga'. Dagli interrogatori degli altri quattro poliziotti indagati l'emersione di comportamenti borderline e illegali su cui si indaga

Uno scenario gravissimo emerge dal racconto di alcuni conoscenti di Abderrahim Mansouri ucciso dal poliziotto con un colpo di pistola alla testa il 26 gennaio nel boschetto della droga di Rogoredo durante un controllo antispaccio. L’assistente capo Carmelo Cinturrino avrebbe chiesto quotidianamente 200 euro e cinque grammi di cocaina al pusher. Il 28enne si sarebbe opposto alle pretese, quindi avrebbe iniziato ad avere paura del poliziotto che ora è indagato per omicidio volontario. Altrettanto grave il quadro venuto a galla dagli interrogatori degli altri 4 poliziotti indagati, in particolare la pistola finta accanto al cadavere dello spacciatore sarebbe stata messa li dopo la sparatoria, e forse era all’interno dello zaino che Cinturrino aveva chiesto a un collega di andare a prendere in Commissariato.

L'IPOTESI DEL PIZZO ALLA VITTIMA E IL DIETROFRONT DEI COLLEGHI

Da un lato i racconti di chi conosceva il pusher, a cui quest’ultimo avrebbe riferito delle richieste quotidiane di soldi e droga da parte dell’agente e della frattura con il poliziotto quando ha deciso di opporsi alla pretesa del pizzo. Dall’altro le dichiarazioni degli altri quattro agenti indagati, che in primo momento hanno fatto quadrato attorno a Cinturrino, ma poi hanno raccontato un’altra storia. Così ha preso forma il sospetto che il finto revolver trovato vicino al corpo senza vita del 28enne, possa esser stato portato sulla scena dentro uno zaino da un collega del 42enne, su richiesta dello stesso, che sarebbe andato a recuperare - risulta anche dalle immagini delle telecamere - al commissariato Mecenate. Ci ha messo 23 minuti, così si spiega anche il tempo trascorso dal momento del colpo fino alla chiamata per i soccorsi. Dai verbali di chi si trovava con Cinturrino nel boschetto di Rogoredo emergono comportamenti borderline e illegali sui quali si stanno cercando i riscontri: in alcune occasioni il poliziotto avrebbe alzato le mani nei confronti di tossici e piccoli spacciatori presenti nella zona e alcuni sarebbero stati arrestati "gonfiando le prove", come testimonia una sentenza del Tribunale milanese.

PIANTEDOSI, CHIAREZZA SENZA SCONTI

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha sottolineato ieri come "la Polizia di Stato sia in grado di fare chiarezza e di non fare sconti a nessuno anche al proprio interno", precisando che verrà accettato con assoluta serenità quello che emergerà.


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