Paola Cortellesi, il ritorno dietro la macchina da presa è vicino: “Presto, ma non è il momento di parlarne”
Paola Cortellesi, il ritorno dietro la macchina da presa è vicino: “Presto, ma non è il momento di parlarne” Photo Credit: Ansa/Ettore Ferrari
24 marzo 2026, ore 09:30
Una risposta che lascia spazio all’attesa, e accende la curiosità, quella dell’attrice, incalzata sul possibile ritorno alla regia
“Presto presto, adesso non è il momento di fare promozione a proposito di qualcosa di cui non si sa ancora nulla, però continuo”.
È una risposta che lascia spazio all’attesa, e accende la curiosità, quella di Paola Cortellesi, incalzata sul possibile ritorno alla regia.
Un progetto c’è, dunque, ma resta ancora avvolto dal riserbo. L’attrice e regista è stata protagonista al Bif&st, dove ha incontrato il pubblico nel prestigioso Teatro Petruzzelli in occasione della proiezione restaurata di Il posto dell’anima, film del 2003 diretto dal marito Riccardo Milani.
CORTELLESI RACCONTA IL POSTO DELL’ANIMA
Un’occasione per guardare al passato, ma anche per interrogarsi sul futuro. Sul palco, insieme a Cortellesi e Milani, anche due volti storici del cinema italiano come Silvio Orlando e Michele Placido.
Tra ricordi e aneddoti, l’atmosfera si è fatta via via più intima, fino alla rivelazione di un ritorno imminente dietro la macchina da presa.
Ripercorrendo l’esperienza sul set, Cortellesi ha ricordato l’emozione di quel primo incontro con una storia “così bella, così seria, così divertente e così profonda”, tratta da un fatto realmente accaduto.
Un film che, ha sottolineato, «forse non parlava all’attualità all’epoca», ma che oggi appare sorprendentemente attuale nei suoi temi: lavoro, salute, dignità, lotte sindacali.
“IL CINEMA DEVE ESSERE DI CONTENUTI”
Nel film, l’attrice interpreta Nina, un personaggio che sceglie di andare via, di cercare altrove un futuro che il proprio territorio non riesce più a garantire.
Una figura in contrasto con Antonio, interpretato da Orlando, simbolo invece del “coraggio di restare”, di lottare per la giustizia e per il lavoro anche a costo di sacrifici personali. Una visione, quella del film, che riflette anche il pensiero del regista Milani: «Il cinema deve essere di contenuti», ha ribadito, rivendicando la necessità di raccontare il Paese senza filtri, con l’obiettivo di “tirare sassate alle coscienze”.
A fargli eco proprio Orlando, che ha parlato di una sorta di “ansia civile”, quella spinta a raccontare la realtà attraverso il linguaggio del cinema, anche con i toni leggeri e accessibili della commedia.



