Palazzo Madama, Meloni: “Noi ai contro-dazi anti Stati Uniti, le guerre commerciali non giovano a nessuno”

Palazzo Madama, Meloni: “Noi ai contro-dazi anti Stati Uniti, le guerre commerciali non giovano a nessuno”

Palazzo Madama, Meloni: “Noi ai contro-dazi anti Stati Uniti, le guerre commerciali non giovano a nessuno” Photo Credit: Agenzia Fotogramma


E sul Rearm Eu che vuole von der Leyen, la premier spiega: "Quando abbiamo proposto di rinominare il piano usando le parole "Defend Europe", non abbiamo posto una semplice questione semantica o nominalistica, ma abbiamo proposto una questione di sostanza"

No a guerre commerciali che non fanno bene a nessuno, non all'Europa e tantomeno agli Stati Uniti. E per quanto riguarda il piano di riarmo, l'assicurazione che intanto non verranno toccati i fondi di coesione, o altre voci di spesa. E in ogni caso, l'Italia valuterà. Sono i due passaggi fondamentali delle comunicazioni al Senato della premier Giorgia MELONI, in vista dell'importante Consiglio Europeo del 20 e 21 marzo.

L’intesa

"Sono convinta che si debba continuare a lavorare, con concretezza e pragmatismo, per trovare un possibile terreno d'intesa e scongiurare una "guerra commerciale" che non avvantaggerebbe nessuno, né gli Stati Unitil'Europa. E credo che non sia saggio cadere nella tentazione delle rappresaglie che diventano un circolo vizioso nel quale tutti perdono. Se è vero che i dazi imposti sulle merci extra UE possono teoricamente favorire la produzione interna, in un contesto fortemente interconnesso come quello delle economie europea e statunitense, il quadro si complica" dice MELONI.

L’avviso

MELONI che avvisa: "I dazi possono facilmente tradursi in inflazione indotta, con la conseguente riduzione del potere d'acquisto delle famiglie e il successivo innalzamento dei tassi da parte della BCE per contrastare il fenomeno inflattivo, come abbiamo già visto. Risultato: inflazione e stretta monetaria che frena la crescita economica. Non sono certa, insomma, che sia necessariamente un buon affare rispondere ai dazi con altri dazi. Per questo, credo che le energie dell'Italia debbano essere spese alla ricerca di soluzioni di buon senso tra Stati Uniti ed Europa, dettate più dalla logica che dall'istinto, in una ottica di reciproco rispetto e di convenienza economica".

Il Riarm Eu

E sul Rearm Eu che vuole Ursula von der Leyen, la premier spiega: "Quando abbiamo proposto di rinominare il piano utilizzando le parole "Defend Europe", non abbiamo posto una semplice questione semantica o nominalistica, ma abbiamo proposto una questione di sostanza". E specifica: "La Presidente Von der Leyen ha indicato in 800 miliardi di euro la sua dimensione complessiva. Credo che sia molto utile precisare che questi 800 miliardi di euro non sono né risorse che vengono tolte da altri capitoli di spesa né risorse aggiuntive europee. Intanto abbiamo ottenuto che vengano toccati i fondi di coesione. Non si tratta di spendere 800 miliardi di risorse attualmente esistenti nei bilanci degli Stati Membri, magari tagliando servizi ai cittadini per poter reperire risorse o smettendo di investire sugli altri capitoli. Si tratta invece della possibilità di ricorrere a deficit aggiuntivo, rispetto a quanto normalmente previsto dal patto di stabilità. Questo è il quadro che ci è stato proposto, e in questo quadro l'Italia valuterà con grande attenzione l'opportunità o meno di attivare gli strumenti previsti dal Piano".



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