Oxfam: cresce la ricchezza dei pochi, salari in affanno e povertà stabile per milioni di famiglie

Oxfam: cresce la ricchezza dei pochi, salari in affanno e povertà stabile per milioni di famiglie

Oxfam: cresce la ricchezza dei pochi, salari in affanno e povertà stabile per milioni di famiglie Photo Credit: EPA/CRISTOBAL HERRERA-ULASHKEVICH


Il rapporto fotografa un’Italia sempre più diseguale: patrimoni concentrati, stipendi in calo reale e oltre 5,7 milioni di persone in povertà assoluta

Mentre una parte ristretta del Paese accumula patrimoni sempre più ingenti, una fetta crescente di famiglie fatica a sostenere le spese essenziali, in particolare quelle legate all’abitare. È questo il quadro che emerge dall’ultimo rapporto di Oxfam sull’Italia, che fotografa un aumento marcato delle disuguaglianze economiche e sociali, definito dall’organizzazione “non più sostenibile”.

LA RICCHEZZA DEI MILIARDARI AUMENTA

Nel corso dell’ultimo anno la ricchezza dei miliardari italiani è cresciuta a un ritmo impressionante, pari a circa 150 milioni di euro al giorno in termini reali. Su base annua l’incremento supera i 54 miliardi, concentrandosi nelle mani di pochissimi. Secondo l’analisi, il 5% più ricco delle famiglie detiene oggi circa la metà della ricchezza nazionale e negli ultimi quindici anni ha intercettato oltre il 90% dell’aumento complessivo dei patrimoni. Al contrario, alla metà più povera della popolazione è andata una quota minima, inferiore al 3%, ampliando una forbice già molto ampia.


DISCORSO DIVERSO PER I REDDITI DA LAVORO

Sul fronte dei redditi da lavoro, la situazione non appare più confortante. I salari reali non hanno ancora recuperato i livelli precedenti alla pandemia e, tra il 2019 e il 2024, il potere d’acquisto delle retribuzioni contrattuali si è ridotto di oltre sette punti percentuali. Per il 2025 le previsioni indicano solo un lieve miglioramento, insufficiente però a compensare le perdite accumulate. A ciò si aggiunge una tendenza di lungo periodo alla diffusione del lavoro povero: la quota di occupati con basse retribuzioni nel settore privato è cresciuta costantemente negli ultimi decenni, coinvolgendo ormai quasi un terzo dei lavoratori. La distribuzione dei redditi netti conferma il quadro critico. L’Italia resta nelle retrovie in Europa per equità, collocandosi intorno al ventesimo posto su 27 Paesi dell’Unione. I dati più recenti segnalano un ulteriore peggioramento, legato soprattutto al deterioramento delle condizioni dei redditi più bassi. Secondo Oxfam, le politiche adottate negli ultimi anni non hanno inciso in modo efficace sul riequilibrio sociale.

I DATI DELLA POVERTÀ ASSOLUTA

Particolarmente allarmante è la situazione della povertà assoluta. Nel 2024 oltre 2,2 milioni di famiglie, pari a circa 5,7 milioni di persone, non disponevano delle risorse necessarie per garantire un livello di vita dignitoso. Le difficoltà colpiscono in modo accentuato le famiglie in affitto, quelle con figli e i nuclei di origine straniera. Dopo una forte crescita iniziata nel 2014, il fenomeno appare oggi bloccato su livelli elevati e destinato, secondo le stime, a non ridursi nel breve periodo. Per invertire la rotta, Oxfam sollecita un intervento strutturale: una riforma fiscale più equa, politiche capaci di rafforzare il valore del lavoro e un sistema di welfare realmente universale. Tra le proposte, l’introduzione di un reddito minimo per chi è in difficoltà e un piano organico di investimenti sull’abitare, ritenuto decisivo per contrastare l’esclusione sociale e ridurre le disuguaglianze crescenti.


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