Olimpiadi Milano-Cortina, avvio azzurro: oro Lollobrigida e doppio podio in discesa
Olimpiadi Milano-Cortina, avvio azzurro: oro Lollobrigida e doppio podio in discesa Photo Credit: EPA/TERESA SUAREZ
07 febbraio 2026, ore 22:30
L’Italia parte fortissimo ai Giochi di casa: Lollobrigida trionfa nei 3000 metri, Franzoni argento e Paris bronzo in discesa
Nella prima giornata dei Giochi di Milano-Cortina, l’Italia si scopre immediatamente protagonista. Non c’è bisogno di attendere giorni o finali a sorpresa: l’inizio è fragoroso, carico di emozioni, di storie personali che si intrecciano con la grande narrazione olimpica.
IL PRIMO ORO PORTA LA FIRMA DI FRANCESCA LOLLOBRIGIDA
Il primo sigillo azzurro arriva dal ghiaccio dell’ovale, dove il pattinaggio di velocità regala una pagina destinata a restare. Francesca Lollobrigida firma l’oro nei 3000 metri con una prova che va oltre il risultato sportivo: è un racconto di resilienza, maturità e rinascita. La pattinatrice romana ferma il cronometro su 3’54”28, tempo che vale il record olimpico e mette al sicuro il gradino più alto del podio già prima delle ultime batterie. È il giorno del suo trentacinquesimo compleanno, un dettaglio che rende il successo ancora più simbolico. Quando l’ultimo tempo conferma la vittoria, Lollobrigida esplode: avvolta nel tricolore corre verso le tribune, prende in braccio il figlio Tommaso e si concede al pubblico, alle lacrime, ai sorrisi. Sul podio, accanto alla norvegese Ragne Wiklund e alla canadese Valerie Maltais, vive ogni istante con un’intensità quasi fisica, stringendo la mano sul petto durante l’inno come a trattenere un cuore che batte troppo forte. Dietro quell’oro c’è molto più di una gara perfetta. Ci sono mesi complicati, un virus che l’ha fermata, pensieri di ritiro, dubbi che solo il sostegno della famiglia, dello staff tecnico e della Federazione hanno saputo allontanare. Lollobrigida ha scelto di ripartire, di credere ancora in se stessa, di attaccare sin dal primo giro, trasformando l’audacia in strategia vincente. «Mi sono detta di divertirmi», racconterà dopo, spiegando come una telefonata al marito prima della partenza sia servita a sciogliere la tensione. Il risultato è una prestazione in crescendo, gestita con lucidità tecnica e coraggio. La sua vittoria ha un peso che va oltre il medagliere. È il simbolo di un’atleta che ha scelto la maternità nel pieno della carriera e che oggi rivendica, con i fatti, la possibilità di essere madre e campionessa. Un messaggio potente, che trova eco nel progetto di supporto alle atlete mamme e che fa di questo oro una medaglia anche culturale.
L'ARGENTO DI FRANZONI E IL BRONZO DI PARIS IN DISCESA
Non è però l’unico sorriso azzurro della giornata. A Bormio, sulla leggendaria Stelvio, l’Italia vive un’altra mattinata memorabile con la discesa libera maschile. Giovanni Franzoni conquista un argento che profuma di consacrazione, mentre Dominik Paris sale sul terzo gradino del podio, mettendo finalmente le mani sulla sua prima medaglia olimpica. Davanti a tutti c’è lo svizzero Franjo von Allmen, autore di una prova impeccabile, ma dietro di lui il boato del pubblico accompagna due azzurri che scrivono una pagina storica. Settemila spettatori spingono Franzoni e Paris lungo la pista, tra campanacci, bandiere e cori. Per Franzoni è il risultato di una crescita costante, condivisa con la famiglia e con un gemello che lo segue passo dopo passo. Per Paris è una liberazione: dopo il legno di Pechino, la Stelvio – pista che conosce come poche altre – gli restituisce ciò che gli doveva. Anche Marco Odermatt, ancora una volta fuori dal podio in discesa olimpica, si inchina idealmente a una gara che entra nella leggenda. Tre medaglie in poche ore, due nella stessa gara di sci: un bottino che pesa, soprattutto se confrontato con il passato. È il miglior avvio possibile per una spedizione che guarda con ambizione al record storico di Lillehammer 1994. Dirigenti, tecnici e istituzioni osservano soddisfatti: la sensazione è che la squadra sia pronta, mentalmente e fisicamente, per reggere la pressione dei Giochi di casa.
QUINTO POSTO PER MATTEOLI NELLO SNOWBOARD
Non mancano però le note amare. A Livigno, nel Big Air di snowboard, Ian Matteoli sfiora il podio ma deve accontentarsi del quinto posto. Dopo qualifiche entusiasmanti, la finale si rivela una battaglia con la paura e con l’errore. Una caduta nella prima run lo costringe a inseguire, il punteggio cresce nei tentativi successivi ma non basta per entrare tra i primi tre, monopolizzati dagli asiatici. Resta il rammarico, ma anche la consapevolezza di un talento che potrà rifarsi nello slopestyle.
I RISULTATI DEGLI AZZURRI NEL CURLING
Intanto arrivano segnali incoraggianti anche dagli sport di squadra. Nel team event di pattinaggio di figura l’Italia chiude il programma corto al terzo posto, in piena corsa per le medaglie, mentre nel curling doppio misto Stefania Constantini e Amos Mosaner firmano una vittoria chiave contro la Norvegia, rimontando e imponendosi all’extra end. Un successo che avvicina gli azzurri alle semifinali e conferma la solidità di una coppia già campione olimpica.
