Netflix e il futuro della piattaforma streaming: sport, videogiochi e intelligenza artificiale

Netflix e il futuro della piattaforma streaming: sport, videogiochi e intelligenza artificiale

Netflix e il futuro della piattaforma streaming: sport, videogiochi e intelligenza artificiale


Al momento il servizio OTT occupa l’8% del tempo di visione televisiva di tutti gli Stati Uniti, contro il 12% di YouTube

Netflix vuole il monopolio e punta ad allargare i propri confini. Forte di un primo trimestre da 10,5 miliardi di dollari di fatturato, e un utile netto di quasi 3 miliardi, ora è deciso a penetrare quanto più possibile nelle case dei suoi spettatori. L’obiettivo? “raggiungere circa l’80% di tempo televisivo”. Per ottenere questi risultati, il servizio streaming punta tutto su eventi in diretta, videogiochi, podcast e contenuti realizzati da creator digitali. Insomma, nel mirino della guerra audiovisiva non c’è più la televisione generalista, o il cinema sul grande schermo. Il nemico da sconfiggere ora sembra essere soltanto YouTube.

NETFLIX IN DIRETTA

Stando ai dati attuali, al momento Netflix occupa l’8% del tempo di visione televisiva di tutti gli Stati Uniti, contro il 12% di Youtube. Ma per il co-Ceo della piattaforma, Greg Peters, nel futuro non è impossibile invertire questi numeri. Come fare? Sicuramente investire risorse per potenziare gli eventi in diretta, con particolare attenzione allo sport che da sempre, in tutto il mondo, è tra le cose più seguite. Qualche esperimento in questa direzione, Netflix, ha già provato a farlo negli ultimi mesi: il wrestling, il pugilato, ma anche la Formula Uno, il baseball e il football americano. Ma le cose potrebbe presto estendersi in altri territori dove il servizio è attivo.

LA GUERRA CONTRO YOUTUBE A COLPI DI CREATOR

E poi ci sono i creator, gente che magari proviene proprio da Youtube che progressivamente potrebbe approdare su Netflix con contenuti analoghi. È il caso di “Ms. Rachel”, in cui una celebre youtuber americana in quattro brevi episodi insegna ai bimbi lettere, numeri, colori e forme. “Riteniamo di essere un servizio più competitivo e migliore rispetto a YouTube per una certa categoria di creatori e per certi tipi di narrazione”, ha affermato il CEO di Netflix Ted Sarandos. Un guanto di sfida quindi che, nei prossimi mesi, potrebbe portare all’arrivo di contenuti totalmente inediti per ciò che lo streaming ci ha abituato. Per esempio anche l’aggiunta dei video podcast che, negli ultimi anni, hanno letteralmente invaso il web, diventando quasi una sorta di talk show 2.0.

NETFLIX E L’OMBRA DELL’AI

Ovviamente Netflix amplierà l’offerta anche dei videogiochi, rendendoli ancora più interattivi e coinvolgenti. Si parla di party game, ossia giochi da tavolo trasferiti in digitale che permetterebbero una partecipazione di gruppo tutta nuova. Ma la cosa destinata a fare più rumore è la volontà del colosso dello streaming di usare massicciamente l’intelligenza artificiale. “Usiamo già l’AI per preparare i set, preparare le sequenze, pianificare gli impegni… insomma, tutto ciò che può migliorare il processo di produzione”, ha ammesso Sarandos. Più che intaccare la creatività del processo di produzione, l’uso delle nuove tecnologie sembra mirato ad abbattere i costi e snellire la macchina operativa. Sappiamo che Hollywood negli ultimi anni ha iniziato una guerra accesa verso l’intelligenza artificiale ma forse, anche grazie alle dichiarazioni del regista James Cameron, le cose potrebbero cambiare. Il regista di Avatar, sebbene abbia inizialmente espresso preoccupazioni, soprattutto riguardo alla possibile sostituzione dei creativi umani, ora sembra più ottimista sull'uso dell'IA come strumento di supporto. Netflix nel frattempo non vuole farsi trovare impreparato e anzi sembra determinato ad anticipare gli eventi. 


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