Nazionale, come ct è “Mancio 2” il ritorno. Ranieri è il nuovo direttore tecnico Photo Credit: AnsaFoto.it/Donato Fasano
28 luglio 2026, ore 16:42 , agg. alle 17:50
Il presidente della Figc Giovanni Malagò ha anche annunciato per la prossima settima l’arrivo di un terzo dirigente accompagnatore che coordinerà le squadre nazionali, e si fa il nome di Francesco Totti. Oppure, in alternativa, quello di Bruno Conti
Roberto Mancini è il nuovo commissario tecnico della Nazionale. Claudio Ranieri il direttore tecnico. Domani alle 18 terranno una conferenza stampa. Lo ha annunciato il presidente della Figc Giovanni Malagò prima al Consiglio federale e poi ai giornalisti a Via Allegri. 'Mancini è la scelta di un tecnico di qualità, fatta dal presidente e penso in sintonia con il direttore tecnico. Parliamo di un tecnico che ha vinto l'Europeo con la Nazionale', il commento del presidente della Lega Dilettanti Abete.
Il ritorno
Insomma, ecco il ritorno in azzurro di Mancini, dopo le liti e le prove di dialogo, andate a questo punto a segno. Se già nel 2018 la missione era complicata adesso, con tutti gli occhi puntati addosso, lo sarà ancora di più: al 'Mancio' occorreranno, come quando era in campo, guizzi da fantasista vero. Sì, perché è stato l'ultimo commissario tecnico a trionfare sulla panchina azzurra, ma anche quello più contestato quando è andato via.
I ricordi
“Mancio” dunque vuol dire dolci ricordi e al contempo forti rancori. Le grandi notti di Wembley a Euro2020 (giocato nel 2021 causa pandemia) e il record di 37 partite consecutive da imbattuti (scippato dalla Spagna appena dieci giorni fa) sono offuscati dalla mancata qualificazione ai Mondiali di Qatar 2022 - sconfitta dalla Macedonia del Nord con un gol nel recupero nelle semifinali playoff a Palermo - e soprattutto dal brusco addio del 2023, quando il ct di Jesi rassegnò le dimissioni poco prima di Ferragosto. "Una scelta personale", scrisse su Instagram Mancini, che subito dopo firmò un contratto plurimilionario come ct dell'Arabia Saudita. Emersero poi i contrasti col presidente federale di allora, Gabriele Gravina, accusato di avergli cambiato i collaboratori dello staff. "Non c'era più fiducia in me", disse, smentendo che la decisione fosse legata a "un accordo già raggiunto" con Riad. Di 14 giorni dopo l'annuncio della sua nomina a nuovo ct della nazionale saudita, per 25 milioni di euro a stagione. Stipendio che, da retroscena che circolarono nei giorni successivi alle dimissioni, fu uno degli elementi che condussero alla frattura con l'Italia, con il tecnico che aveva chiesto un aumento rifiutatogli da Gravina.
La carriera
E questo suo brutto finale in azzurro, dopo una lunga carriera prima da giocatore (36 le presenze) e poi da allenatore non è andato giù a molti. Era arrivato sulla panchina azzurra forte degli scudetti alla guida dell'Inter e del Manchester City dopo i successi in Coppa Italia con Fiorentina e Lazio nelle sue prime esperienze da allenatore. Pesava nella scelta, però, anche il suo passato da calciatore, non solo in azzurro. Un grande talento del pallone italiano, predestinato fin da bambino, tanto che esordì col Bologna giovanissimo, a 16 anni. Genio e sregolatezza, con tecnica da fuoriclasse, come quando silenziò il Tardini di Parma con un fantastico colpo di tacco, spalle alla porta, il 17 gennaio 1999. Indossava la maglia della Lazio, con cui vinse lo scudetto nel 2000, prima di ritirarsi, ma la sua immagine è legata in particolare alla maglia blucerchiata: era lui, assieme a Gianluca Vialli, la stella della squadra che con la Sampdoria conquistò il primo storico scudetto nel 1991, ben quattro Coppe Italia e una Coppa delle Coppe, oltre a raggiungere una sfortunata finale di Coppa dei Campioni persa ai supplementari contro il Barcellona.
Vialli
Un'esperienza vissuta sotto la guida tecnica di Vujadin Boskov e che si era portato dietro a Coverciano: Vialli era diventato capo delegazione e factotum, guida indiscussa del gruppo fino al definitivo riacutizzarsi della malattia, e l'abbraccio tra i due amici sul campo di Wembley era il simbolo di quel successo del cuore. E nello staff azzurro, dal passato doriano, c'erano anche Salsano, Lombardo, Evani e Nuciani, tutti compagni di squadra a Genova. Adesso invece Malagò ha annunciato per la prossima settimana l’arrivo di un terzo dirigente accompagnatore che coordinerà le squadre nazionali, e si fa il nome di Francesco Totti. O, in alternativa, quello di Bruno Conti.
