Nasa, cinesi i prossimi astronauti a camminare sulla Luna. Forse già l'anno prossimo
Nasa, cinesi i prossimi astronauti a camminare sulla Luna. Forse già l'anno prossimo Photo Credit: Foto: Ansa/Nasa
21 maggio 2026, ore 08:00
L'amministratore capo Isaacman: 'L'America potrebbe arrivare in ritardo'. Soltanto la missione Artemis IV, nel 2028, dovrebbe portare di nuovo un equipaggio americano sul suolo lunare
Potrebbero essere cinesi i prossimi esseri umani a camminare sulla Luna e questo potrebbe accadere nel 2027: ne è convinto l'amministratore capo della Nasa Jared Isaacman che, intervenendo al convegno Ascend sulle tecnologie spaziali, a Washington, ha detto: "la prossima volta che il mondo si sintonizzerà per guardare gli astronauti volare intorno alla Luna, probabilmente nel 2027, saranno taikonauti e l'America non sarà più la potenza esclusiva in grado di inviare esseri umani nell'ambiente lunare".
IL DRAGONE UN PASSO AVANTI
Dopo un lunghissimo braccio di ferro fra Stati Uniti e Cina e dopo anni di preparazione del grande ritorno americano alla Luna con il programma Artemis, gli Stati Uniti sembrano cedere improvvisamente. "Ora ci troviamo di fronte a un vero rivale geopolitico che sfida la leadership americana nel settore spaziale", ha affermato successivamente Isaacman riferendosi alla Cina. "La Nasa - ha proseguito - ha dichiarato che riporteremo gli americani sulla Luna prima della fine del mandato del presidente Trump. Il nostro grande concorrente ha detto prima del 2030. La differenza tra successo e fallimento si misurerà in mesi, non in anni. Loro potrebbero essere in anticipo e la storia recente suggerisce che noi potremmo essere in ritardo". E' davvero lontano l'entusiasmo che soltanto nell'aprile scorso aveva accompagnato il successo della missione Artemis II, che aveva portato un equipaggio con tre americani e un canadese nell'orbita lunare. Quella missione aveva dimostrato che la navetta Orion è in grado di trasportare in sicurezza gli astronauti fino alla Luna e di riportarli sani e salvi a Terra: una condizione perché il programma Artemis potesse proseguire. Nel frattempo, però, la Nasa aveva drasticamente rivisto il programma Artemis, rallentandolo, con il risultato che Artemis III non sarebbe più stata la missione del nuovo allunaggio dopo l'ultimo del programma Apollo, nel 1972. Nel programma rivisto dalla Nasa, nel 2027 l'equipaggio di Artemis III dovrà sperimentare nell'orbita terrestre un programma di attracco ai lander lunari delle aziende private ed è stato sospeso il progetto della stazione spaziale Gateway destinata all'orbita lunare. Soltanto la missione Artemis IV, nel 2028, dovrebbe portare di nuovo un equipaggio americano sul suolo lunare. La Cina, nel frattempo, non ha annunciato alcuna missione di allunaggio e per il 2027 ha finora parlato solo di una missione con astronauti nell'orbita lunare, molto simile alla Artemis II della Nasa. Su un eventuale allunaggio, dicono i siti specializzati, circolerebbero soltanto voci al momento non confermate. Già a fine aprile, in un'audizione davanti alla sottocommissione per gli stanziamenti della Camera, Isaacman aveva parlato di un vantaggio della Cina nei programmi per la Luna. "Abbiamo una strada percorribile, ma - aveva detto - sarà una corsa contro il tempo". In risposta, a pochi giorni da quell'audizione, la sottocommissione per gli stanziamenti del dipartimento del Commercio, della Giustizia e della Scienza ha approvato un disegno di legge di spesa per l'anno fiscale 2027 che prevede maggiori finanziamenti per l'esplorazione rispetto alle richieste della Nasa.



