Ministro Urso, il prezzo della pasta calerà nelle prossime settimane

Ministro Urso, il prezzo della pasta calerà nelle prossime settimane

Ministro Urso, il prezzo della pasta calerà nelle prossime settimane Photo Credit: Fotogramma.it


Le buone notizie sulla diminuzione dei prezzi di uno degli alimenti cardine della dieta mediterranea non convincono del tutto i consumatori

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, assicura che i prezzi della pasta torneranno a essere più bassi nelle prossime settimane. Lo fa alla vigilia del tavolo convocato dal garante dei prezzi con i produttori della filiera della pasta per confrontarsi sulle motivazioni che hanno portato all'aumento dei prezzi. L’aumento è da attribuire al caro materie prime ed energia, secondo quanto spiegato dallo stesso Urso. Ma i consumatori mostrano tutto il loro scetticismo.

URSO, IL PREZZO DELLA PASTA CALERÀ NELLE PROSSIME SETTIMANE

"Domani (oggi, ndr) il garante dei prezzi ha convocato i produttori della filiera della pasta per confrontarsi sulle motivazioni che hanno portato all'aumento dei prezzi. Posso dire che già le prime risposte ci sono state e sono positive, perché da quando abbiamo convocato il tavolo molte imprese hanno chiarito che questo aumento era ed è temporaneo" ha dichiarato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso a margine dell'Assemblea di Federacciai. "L'aumento era dovuto a loro avviso all'aumento delle materie prime e dell'energia dello scorso anno, essendo la pasta in commercio attualmente prodotta nei mesi scorsi. Quindi i prezzi torneranno a essere più bassi nelle prossime settimane. Ecco, io credo che già il primo effetto c'è stato, abbiamo capito, abbiamo compreso e i consumatori sanno che l'aumento è dovuto allo smaltimento di scorte prodotte quando i costi erano superiori e che ora torneranno a essere bassi, come è giusto che sia. Ancora più bassi perché il costo delle materie prime è sceso molto" ha concluso Adolfo Urso.

CODACONS, SCETTICI SUL CALO DEI PREZZI DELLA PASTA

"Siamo fortemente scettici circa l'annunciata riduzione dei prezzi della pasta, e anche in presenza di una discesa dei listini, è quasi impossibile che questi possano tornare ai livelli pre-conflitto in Ucraina". Lo afferma il Codacons, commentando in una nota le dichiarazioni del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. "Apprezziamo lo sforzo del governo per fare luce sul fenomeno dei pesantissimi ed ingiustificati rincari dei prezzi della pasta, ma non possiamo condividere l'ottimismo del ministro - spiega il presidente Carlo Rienzi - L'esperienza del passato insegna che i listini al dettaglio, quando salgono così abnormemente, non tornano mai a livelli precedenti, e difficilmente produttori e grande distribuzione riporteranno i prezzi ai valori del 2021". "E proprio domani (oggi, ndr), in occasione della convocazione al Mimit della Commissione di allerta rapida per analizzare la dinamica del prezzo della pasta, presenteremo un formale esposto all'Antitrust per sollecitare l'apertura di una istruttoria sul fenomeno del caro-pasta", conclude Rienzi.

ASSOUTENTI, CON NOSTRE DENUNCE SULLA PASTA QUALCOSA SI MUOVE

"Siamo lieti di constatare come, dopo le nostre denunce e l'intervento del Mimit con la convocazione della Commissione di allerta rapida sui prezzi, qualcosa si muova sul fronte del caro-pasta". Lo afferma Furio Truzzi, presidente di Assoutenti - associazione che con la sua denuncia sui listini al dettaglio ha portato il governo ad attivarsi sul problema - commentando le dichiarazioni del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. "Siamo sulla strada giusta, e siamo lieti di apprendere che il trend dei rincari sta per invertire la rotta - spiega Truzzi - Al tempo stesso chiediamo però che la riduzione dei listini sia duratura e sostanziosa, e che non si abbassi la guardia sul fenomeno degli aumenti e delle speculazioni che stanno danneggiando milioni di famiglie italiane. In tale direzione proseguiremo la nostra attività di vigilanza sui prezzi, pronti a denunciare qualsiasi anomalia o rincaro ingiustificato". Oggi i prezzi al dettaglio della pasta subiscono ricarichi dal campo alla tavola fino al +578%, con il grano duro che viene pagato in Italia circa 36 centesimi al chilo mentre al dettaglio un pacco di spaghetti, penne o fusilli arriva a costare in alcune città sopra i 2,40 euro al chilo - prosegue Truzzi - Proprio per questo domani sul tavolo di Mister Prezzi finirà un corposo dossier sul caro-pasta realizzato da Assoutenti, e chiederemo al Garante di estendere le indagini anche ad altri alimenti che stanno registrando rincari record, come riso, pane, latte e derivati, nella speranza che anche su altri prodotti si possa arrivare a corpose riduzioni dei listini.


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