Maurizio Lupi a RTL 102.5: “Nessuna legnata, ma in campagna elettorale toni alti, ora avanti con il progetto di governo”

Maurizio Lupi a RTL 102.5: “Nessuna legnata, ma in campagna elettorale toni alti, ora avanti con il progetto di governo”

Maurizio Lupi a RTL 102.5: “Nessuna legnata, ma in campagna elettorale toni alti, ora avanti con il progetto di governo” Photo Credit: ANSA/LUCA ZENNARO


Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, interviene a RTL 102.5 in merito ai risultati del Referendum sulla giustizia. All’interno di Non Stop News con Enrico Galletti, Massimo Lo Nigro, Giusi Legrenzi e Lucrezia Bernardo

BONACCINI: “LEGNATA DEMOCRATICA PER IL CENTRODESTRA”: LA RISPOSTA DI LUPI

«Intanto concordo sulla democrazia, sulla legnata no, nella democrazia mi sembra una bellissima partecipazione al voto e poi il giudizio degli elettori, anche se noi abbiamo sostenuto con forza le ragioni di una necessità di cambiare la giustizia e, proprio in questo momento, hanno bocciato questa nostra esigenza. Legnata non mi sembra, mi sembra invece che questo metta in campo tutta la nostra responsabilità per governare ancora con più decisione e con più forza in questo anno difficile e problematico dove abbiamo la responsabilità di concludere il nostro processo di cambiare l'Italia. Questa mi sembra la sfida, poi se loro hanno preso un referendum costituzionale come una sfida politica, ben venga per loro, la loro sfida sarà quella di passare dal no, da stare insieme tutti per il no, a stare insieme per il sì, che è la cosa più difficile, governare insieme, avere un progetto alternativo. Noi lo concluderemo questo progetto e mi sembra che in un momento come questo serva ancora di più stabilità e responsabilità che è quella che abbiamo messo in campo in questi quattro anni».

ERRORI NELLA CAMPAGNA ELETTORALE

«Si può parlare dei toni alti, perché tutte le volte che si saltano i toni, si può fare il fallo di reazione come ho detto io a fronte di un fallo di espulsione, ma sempre si viene tutti espulsi. Alla fine, si mobilitano le tifoserie o comunque le due squadre, ma non si parla a tutti e non si convincono fino in fondo della bontà delle nostre ragioni. Però noi credo che abbiamo accettato la sfida di parlare nel merito di una riforma importantissima per noi e che era nel nostro programma. L'abbiamo fatto fino in fondo, gli italiani hanno scelto e questa è la riflessione vera su cui tutti dovremmo fare maggioranza e opposizione. In un momento difficile come questo le preoccupazioni che ci sono hanno fatto scegliere di più la conservazione rispetto al cambiamento, è prevalsa la paura del cambiamento e questa è una riflessione di tutti, perché noi abbiamo bisogno che l'Italia cambi e campi fino in fondo. L'altra riflessione è evidente che se le riforme costituzionali, anche difficili, importanti, tecniche come quella che abbiamo messo in campo, non vedono una responsabilità della politica comune nel senso della maggioranza e opposizione è chiaro che quando si va al referendum l'opposizione, cioè chi si scontra, alza i toni e lo rende uno scontro politico e sullo scontro politico poi i “no” prevalgono sempre».

NUOVI SCENARI PER IL CENTRODESTRA?

«Questo è proprio il bello di quello che accade sempre dopo un voto che va in una direzione e non l'altra. Quali scenari, quali retroscena, succederà la resa dei conti, cambierà il clima all'interno della maggioranza? Io credo invece che fosse un referendum importante, fondamentale, un atto di democrazia importantissima dove il voto contava e la gente ha partecipato e gli italiani hanno scelto di conservare, hanno scelto di non cambiare, una giustizia che aveva bisogno di cambiare per noi. Punto. Ma non è che la responsabilità politica che noi abbiamo, che abbiamo esercitato in questi quattro anni, abbiamo il decreto energia, abbiamo un dato preoccupante in tutta Europa rispetto alla guerra nel Golfo e in Ucraina, che ieri è crollata del 16% la fiducia dei consumatori. Che vuol dire? Che c'è una preoccupazione enorme e allora oggi più che mai la stabilità e la responsabilità di governo nel sostegno famiglie, imprese, decreto bolletta, il tema del nucleare, costruire in un anno il futuro, un nuovo futuro, completare la costruzione del futuro di questo paese è la nostra responsabilità. Io sono un maratoneta e voi lo sapete. Al 35° chilometro tu hai dato tutte le ultime energie, ma i 7 chilometri finali sono quelli più importanti e tu puoi arrivare alla meta, e a noi manca un anno, se c'è chiaro il traguardo. Lì c'è il traguardo e il nostro traguardo è che in 5 anni gli italiani ci hanno chiesto di cambiare questo paese. Alla fine di questi 5 anni lo giudicheranno, ma quei 7 chilometri sono i più importanti. Per questo, anche questo risultato referendario secondo me è uno stimolo a fare meglio, non a dividerci, a dire chi ha fatto bene o ha fatto male».



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