Matteo Salvini a RTL 102.5: “Con Giorgetti idea blocco conto energia per il 2026”
14 aprile 2026, ore 10:06
“Situazione dura, Trump? C’è un limite alla pazienza umana”
Il Vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, è stato ospite di RTL 102.5 in Non Stop News con Enrico Galletti, Massimo Lo Nigro, Giusi Legrenzi e Lucrezia Bernardo.
TRUMP E L’ATTACCO A LEONE XIV
«In questo momento non c’è bisogno di scontri né di polemiche. La situazione è già abbastanza complicata di per sé, senza che qualcuno si svegli al mattino attaccando il Santo Padre. Esiste un limite alla pazienza umana. C’è una persona che rappresenta una guida spirituale, morale e anche politica, che invita alla pace, al dialogo, alla sobrietà, alla risoluzione dei conflitti e al blocco del proliferare della vendita di armi: è il Santo Padre. Non so che cosa intendesse il Presidente degli Stati Uniti, e francamente mi interessa poco. So però che la situazione economica per milioni di italiani rischia di diventare sempre più difficile. Da Ministro dei Trasporti penso agli autotrasportatori, agli agricoltori, ai pescatori e alle soluzioni che stiamo valutando. Tra queste, su cui stavo ragionando con il Ministro dell’Economia, il blocco del conto energia, delle bollette di luce, gas e gasolio ai livelli precedenti alla guerra con l’Iran per tutto il 2026. È una situazione in cui occorre che l’Europa lasci un minimo di libertà di manovra ai singoli Paesi e, quindi, perdonatemi se, al di là degli attacchi fuori luogo di Trump, sono concentrato sulla soluzione dei tanti problemi che questo maledetto conflitto ha portato sul tavolo».
LA SOSPENSIONE DEL PATTO DI STABILITÀ
«O si interviene a Bruxelles di propria iniziativa, anche se le parole sembrano arrivare da Marte - come quelle di ieri della Presidente von der Leyen e del Commissario al bilancio Dombrovskis - che affermano che la situazione è negativa, ma non ancora abbastanza da giustificare un intervento. È come dire che il malato è grave, ma non abbastanza da essere rianimato. Mi sembrano davvero dei marziani, anche perché questo Commissario europeo rappresenta un Paese che ha gli stessi abitanti della Calabria e poco più della Liguria. Con tutto il rispetto per la Lettonia, governare economie complesse come quella italiana è un’altra cosa. Noi non chiediamo più soldi: chiediamo semplicemente di poter utilizzare quelli già presenti nel bilancio dello Stato italiano, pagati dai cittadini italiani, per bloccare ogni aumento - già in corso - di diesel, luce e gas almeno per tutto il 2026, così da dare certezze a famiglie e imprese. Questo chiediamo: se ce lo concedono, bene; altrimenti, se perderanno altro tempo, saremo costretti a farlo da soli».
I RINCARI DELLA BENZINA
«Pensiamo a cosa sarebbe senza il miliardo di euro che abbiamo stanziato direttamente in bilancio: siamo il governo europeo che ha investito di più. Tuttavia, è chiaro che non basta per famiglie, rappresentanti di commercio, tassisti, camionisti e agricoltori. Non si può andare avanti per settimane in queste condizioni. Per questo chiediamo alla Commissione europea - che ci consente, paradossalmente, di derogare ai vincoli di bilancio per comprare armi - la stessa possibilità di deroga per energia, carburanti e bollette, per aiutare famiglie e imprese a sostenere i prezzi».
TASSA SUGLI EXTRAPROFITTI DEI PETROLIERI E LE SPECULAZIONI
«È chiaro che c'è anche una speculazione evidentemente in corso, perché basta essere automobilista. Se c'è un distributore che ti fa il diesel a 2.01 e ce n'è un altro che te lo fa a 2.30, nello stesso paese, nella stessa città, nello stesso giorno, è chiaro che c'è qualcuno che fa il furbo, ma su questo la finanza sta lavorando interverremo dove ci sono abusi. Il problema nasce a monte: Bruxelles non può far finta di nulla. C’è una guerra che non abbiamo voluto, che ci coinvolge, e che si aggiunge a un’altra guerra, quella tra Russia e Ucraina, che non abbiamo voluto e che non è nostra. L’Italia non è in guerra né in Ucraina né in Iran. Vorremmo semplicemente che non fossero gli italiani a pagarne il prezzo. Se ci verrà permesso di intervenire perché a Bruxelles si svegliano dal torpore, bene; altrimenti saremo costretti a farlo da soli, e siamo determinati a farlo».
L’INDICAZIONE DELLA COMMISSIONE SULLE MISURE
«Dicono che si possono aumentare gli aiuti di Stato, ma questo può farlo solo chi ha spazio di bilancio, come Germania o Francia, che ignorano il parametro del 3%, avendo superato anche il 5%. A noi invece chiedono rigore. Ma il rigore, nel momento in cui il “malato” peggiora non per scelte italiane ma per il contesto internazionale e per il conflitto in Medio Oriente, non è sostenibile. Lo ripeto: se riconoscono che la situazione economica è delicata per il sistema produttivo e sociale italiano, allora si può derogare tutti insieme al Patto di stabilità e utilizzare risorse italiane per aiutare altri italiani. Altrimenti saremo costretti a procedere da soli. Voglio vedere se qualcuno avrà il coraggio di aprire una procedura d’infrazione perché aiutiamo imprese e famiglie in difficoltà a causa dell’aumento del costo dell’energia. Ci sono imprese che hanno sospeso l’asfaltatura delle strade perché il bitume è aumentato del 60-70%. Se hai vinto un appalto a 10 e oggi ti costa 16, non puoi rispettare tempi, regole e costi. O Bruxelles se ne accorge, oppure la sveglia gliela suoniamo noi».
IL LOCKDOWN ENERGETICO
«Niente razionamenti, niente targhe alterne, niente chiusura di fabbriche o scuole, niente didattica a distanza: tornare ai tempi del Covid è un’ipotesi che mi inorridisce. Il carburante per aerei è raddoppiato in pochi giorni e le compagnie chiedono di aumentare il prezzo dei biglietti, anche per la continuità territoriale con Sardegna, Sicilia, Calabria e Friuli. Per ora sono riuscito a mantenere tutto fermo. Ma se il conflitto e il caro carburanti dovessero continuare per settimane, sarà difficile. Il trasporto aereo è il principale problema contingente. L’Italia ricava decine di miliardi dal turismo e non vorrei che, per l’inerzia di Bruxelles, si compromettesse la stagione turistica. Per ora mi occupo soprattutto dei pendolari: le tariffe sono bloccate. L’amministratore delegato di Eni, Descalzi, ha detto che bisogna riaprire al gas russo, e sono pienamente d’accordo. Secondo Descalzi, dal primo gennaio del prossimo anno non potremo fare a meno del gas liquido russo. Non è una posizione filoputiniana: è realismo. Spero che anche il conflitto tra Russia e Ucraina si avvii verso la fine, perché nessuno vincerà sul campo. Prima si torna alla diplomazia, prima si torna a commerciare. Non possiamo fare a meno ancora a lungo del gas e del petrolio russo».
FINE DELL’ERA DI ORBÁN IN UNGHERIA
«Una riflessione, Orbán è stato dipinto come un pericoloso dittatore, eppure si sono svolte elezioni e le ha perse, come accade in democrazia. Tutti quelli che lo descrivevano come un autocrate dovrebbero prenderne atto: in un Paese civile si tengono elezioni libere e democratiche, e lui le ha perse. Mi aspetto che il nuovo governo mantenga gli impegni presi in campagna elettorale. Io continuo a mantenere la mia amicizia e stima per Viktor Orbán, perché non cambio idea in base alle vittorie o alle sconfitte. Qualcuno dovrebbe chiedere scusa, un vero dittatore non organizza elezioni per perderle».
LA MANIFESTAZIONE DI SABATO A MILANO
«Non abbiamo la conferma di tutti i leader europei ma ci saranno, sabato pomeriggio in Piazza Duomo, Jordan Bardella, che ritengo possa essere il prossimo Primo Ministro francese, e Geert Wilders da Amsterdam. Saranno presenti delegazioni olandesi, spagnole e fiamminghe. Sarà quindi una Piazza Duomo che rappresenterà un’idea di Europa fondata sulla pace, sul lavoro e sulla sicurezza, e non su altro. Pace, lavoro e sicurezza sono le priorità. Sarà una piazza pacifica, ci saranno i trattori degli agricoltori, famiglie con bambini e passeggini. Non ci saranno disordini come quelli che spesso si verificano con i centri sociali. L’appuntamento è per sabato pomeriggio a Milano».
SFIDA PER LA PRESIDENZA DELLA FIGC
«Parlo da telespettatore frustrato per l’ennesima eliminazione. Se bisogna cambiare, bisogna farlo davvero. I nomi che leggo sui giornali non rappresentano né il nuovo né il cambiamento. Spero che il mondo del calcio riesca a esprimere qualcosa di innovativo e orientato al futuro, guardando avanti e non indietro».
OMICIDIO DI MASSA
«Voglio mandare un abbraccio alla famiglia di Massa, che ha perso un marito e un padre in una violenta aggressione. Mi auguro che tutta la comunità sia vicina a quella madre e a quel bambino. Purtroppo, non si possono avere poliziotti o telecamere ovunque ma spero che l’aumento di 10.000 carabinieri nelle strade possa prevenire episodi simili. Ho sentito il sindaco, è sconvolgente morire per aver detto a dei ragazzi di non lanciare bottiglie. Essere uccisi a calci e pugni davanti al proprio figlio di 11 anni è qualcosa di indicibile. In questi casi è difficile persino trovare le parole. Non è un problema del governo, della scuola o della polizia: il problema è l’educazione ricevuta in famiglia. Che genitori hanno questi ragazzi? Quali modelli? Non si può scaricare tutto sulle istituzioni: qui c’è un problema educativo nelle famiglie. Sono branchi, ma questi branchi hanno qualcuno a casa che non dice abbastanza “no” e non impone limiti. Quando si sbaglia, devono esserci conseguenze. Non si può sempre dire “sì”. C’è una grave mancanza educativa che non si risolve con il divieto dei social o con l’educazione civica a scuola. Serve che i genitori tornino a fare i genitori, altrimenti stiamo andando verso un mondo davvero inquietante».



