Matrimoni vietati tra dipendenti, lo Ior licenzia una coppia sposata da pochi mesi per il nuovo regolamento interno

Matrimoni vietati tra dipendenti, lo Ior licenzia una coppia sposata da pochi mesi per il nuovo regolamento interno

Matrimoni vietati tra dipendenti, lo Ior licenzia una coppia sposata da pochi mesi per il nuovo regolamento interno


Per l'Istituto per le Opere di Religione, è un modo per tutelare la trasparenza del servizio, svolto in unica sede, con un centinaio di dipendenti e non incorrere in conflitti di interesse

Due dipendenti dell'Istituto per le Opere di Religione, l’ente che gestisce la banca e i beni de Vaticano sono stati licenziati per essersi sposati. Il provvedimento è stato subito contestato dai legali della coppia. I due si sono innamorati nella sede di lavoro, secondo i regolamenti interni il matrimonio è vietato, non lo era però in data dello sposalizio. Lo Ior sottolinea che è stata una difficile decisione di recedere dal rapporto di lavoro con entrambi i dipendenti per la perdita dei requisiti di assunzione. La formazione di una coppia coniugale fra i dipendenti è infatti palesemente in contraddizione con il Regolamento vigente all'interno dell'Istituto, il cui primo obiettivo è quello di ovviare al rischio reputazionale di accuse di familismo e conseguentemente di garantire trattamenti imparziali tra i dipendenti e di evitare il possibile insorgere di situazioni di conflitti di interesse nella operatività dell'Istituto, a protezione della propria integrità e del servizio per i propri clienti". Tale decisione, "intrapresa con profondo rammarico, è stata dettata dalla necessità di preservare la trasparenza e l'imparzialità nelle attività dell'Istituto, che ha un ‘unica sede ove operano circa 100 dipendenti. La coppia viene da due divorzi, e porta in dote tre figli avuti in precedenza. Lo Ior aveva proposto loro le dimissioni di uno dei due, ma dal canto loro i bancari hanno deciso, in pratica, di difendere gli stipendi di entrambi.

La nota dell’avvocato sul caso

"Il 1/o ottobre 2024 lo Ior ha notificato ai miei assistiti l'atto di recesso immediato del rapporto lavorativo, invitandoli a lasciare prontamente il luogo di lavoro e a riconsegnare subito le loro tessere di accesso allo Stato della Città del Vaticano e di loro eventuali familiari, nonché le carte di credito e le tessere bancomat collegate ai loro rispettivi conti correnti. In pari data lo scrivente difensore ha impugnato e contestato l'atto di recesso immediato notificato dallo Ior ai miei assistiti, considerandolo nullo, illegittimo e gravemente lesivo dei diritti fondamentali". Lo dichiara l'avvocato Laura Sgrò, legale dei due dipendenti dello Ior, licenziati per aver contratto matrimonio.

Le reazioni sindacali

"Una vicenda iniziata male e finita peggio. La notizia del licenziamento dei due colleghi dello Ior ci lascia basiti. Avevamo sperato in una risoluzione bonaria della vicenda, ma alla fine un regolamento discutibile ha prevalso sui sacramenti, sui sentimenti più genuini. Da oggi, nei fatti, rischiamo di avere una famiglia povera in più. Chi di noi, infatti, avrebbe la possibilità di sopravvivere senza uno stipendio?". Lo scrive l'Advl, l'Associazione Dipendenti Laici Vaticani, sul proprio sito commentando la notizia dei due dipendenti dello Ior.



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